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		<title>Firenze: A Careggi il parto è &#8220;dolce&#8221; grazie all&#8217;oppio E mille donne toscane hanno già detto &#8220;sì&#8221;</title>
		<link>http://goodnews.ws/2010/03/19/firenze-a-careggi-il-parto-e-dolce-grazie-alloppio-e-mille-donne-toscane-hanno-gia-detto-si/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 13:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>goodnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[BioSalute]]></category>
		<category><![CDATA[Wow !!! super good news]]></category>

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Parto indolore a Careggi mille donne hanno utilizzato l&#8217;oppio.  La sperimentazione per chi non vuole o non può sottoporsi all&#8217;epidurale. marzo 2010 &#8211; L&#8217;oppio come alternativa all&#8217;epidurale: è questa la sperimentazione portata avanti dal centro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-14133 aligncenter" style="border: 0pt none; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/ii_anaesthesia_childbirth_3.jpg" alt="" width="570" height="379" /></p>
<p style="text-align: justify;">Parto indolore a Careggi mille donne hanno utilizzato l&#8217;oppio.  La sperimentazione per chi non vuole o non può sottoporsi all&#8217;epidurale. marzo 2010 &#8211; L&#8217;oppio come alternativa all&#8217;epidurale: è questa la sperimentazione portata avanti dal centro ospedaliero universitario di Careggi per garantire alle donne un parto &#8216;dolce&#8217;, senza dolore. Non tutte le partorienti, infatti, vogliono o possono sottoporsi all&#8217;anestesia classica, ma questo non significa che necessariamente debbano mettere al mondo il loro bambino soffrendo. La prima ad averla sperimentata è stata proprio la figlia della direttrice del reparto anestesia della maternità dell&#8217;ospedale di Careggi dove è in corso il progetto pilota. La donna ha così dichiarato &#8220;Non sono stata preoccupata neppure per un momento: del resto, ero nelle mani di mia madre. Quella di sottoporsi a questo tipo di analgesia è stata una scelta più che giusta, il dolore del parto è stato molto attutito e non ho risentito di alcun effetto collaterale in seguito. Insomma, è andato tutto benissimo&#8221;. Grazie allo studio portato avanti dal reparto di anestesia del dipartimento materno infantile</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14136" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="MUM23" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/MUM23.jpg" alt="" width="340" height="508" />dell&#8217;ospedale fiorentino, sono già mille le pazienti che si sono sottoposte al programma, facendosi iniettare il farmaco basato sull&#8217;oppio: tra queste, secondo l&#8217;indagine commissionata dallo stessa unità operativa, l&#8217;87% si è ritenuta pienamente soddisfatta di aver sperimentato il trattamento. Siamo di fronte alla nuova frontiera del parto &#8216;dolce&#8217;? Plauso alla sperimentazione arriva anche dall&#8217;assessore regionale alla Salute Enrico Rossi: &#8221;E&#8217; la conferma -commenta &#8211; che la Toscana non si limita a produrre buona sanità ma esprime anche eccellenti livelli di ricerca. Ed è una soddisfazione ancora maggiore che ciò avvenga su temi di così grande rilevanza umana e sociale&#8221;. -  Agosto 2009 Careggi, il parto senza dolore L&#8217;alternativa all&#8217;epidurale: una flebo di anestetico durante il travaglio un successo medico, dietro il salvataggio in sala chirurgica di una o più vite umane ci sono i nomi e i volti di tanti professionisti che ogni giorno cercano di guarire i loro pazienti. Dietro la storia di Olivia e della sua neonata, salvate nonostante un&#8217;aneurisma avesse colpito la donna all&#8217;ottavo mese di gravidanza, grazie a un parto avvenuto nella sala operatoria di neurochirurgia, c&#8217;è anche il nome e il volto di Anna Maria Melani direttore della Sod di Anestesia alla Maternità di Careggi. Insieme alla collega Paola Innocenti, direttore della Neurorianimazione, si sono occupate delcontrollo clinico delle due pazienti. <img class="alignleft size-full wp-image-14137" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/Family-Birth-Center.jpg" alt="" width="340" height="557" />Ma non c&#8217;è solo Olivia a ringraziare la dottoressa Melani, tante altre mamme possono testimoniare di aver avuto un parto sereno grazie a lei: cinque anni fa è stata la prima a introdurre in Italia la partoanelgesia e la prima a livello internazionale ad applicare la sua corretta somministrazione alle partorienti. «Da anni nel travaglio vengono utilizzati farmaci oppioidi spiega. Ma, prima, l&#8217;uso prolungato faceva nascere bambini morfinizzati. Il farmaco che uso io invece non viene metabolizzato dal fegato e dai reni, ma dagli enzimi detti esterasi, presenti nell&#8217;organismo sia della madre che del bimbo». All&#8217;estero lo stesso farmaco non ha dato risultati positivi. «Lo somministravano non tutto  insieme, ma a boli, cioè a dosi differenziate decise dalle stesse partorienti e aveva effetti controversi». La dottoressa Melani invece lo ha cominciato a somministrare in modo continuo, togliendo ogni effetto collaterale sia per la madre che per il neonato. «All&#8217;inizio lo davamo solo alle partorienti che non tollerano l&#8217;epidurale spiega, poi abbiamo cominciato ad allargarne l&#8217;applicazione: questo farmaco infatti non addormenta, ma permette alla paziente di spingere, di collaborare, di vivere appieno il parto ma senza grandi dolori». Bastano 5 minuti dalla somministrazione per ridurre il male e quando viene tolto il farmaco in tre minuti la quantità in circolo è già dimezzata. «Questo ci permette di far scegliere le mamme: alcune desiderano provare il parto naturale, ma se non ce la fanno, in qualsiasi momento della dilatazione possiamo cominciare la partoanelgesia e aiutarle». Se nel 2005 questa tecnica è stata usata nell&#8217;l,5%dei parti a Careggi, nella prima metà del 2009 è</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14138" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/dads_in_delivery_room_pm-thumb-270x270.jpg" alt="" width="340" height="340" />stato applicata al 10,6% delle donne, un gran numero considerato che l&#8217;anno scorso sono stati effettuati 2800 parti a Careggi «Deve essere la mamma a chiedere di usarla conclude la dottoressa -, dopo essere stata da noi informata su tutte le tecniche che possiamo usare e anche i neonatologi sono contenti dei risultati. Abbiamo già esportato questa procedura in altri ospedali italiani. La prima persona su cui l&#8217;ho applicata? Mia figlia, che non voleva l&#8217;ago nella schiena dell&#8217;epidurale». fonte lanazione.ilsole24ore.com  ~  *La partoanalgesia, più comunemente conosciuta come parto indolore, è una metodica che, attraverso il posizionamento di un catetere epidurale, consente di bloccare la sensibilità dolorifica durante il travaglio, mantenendo intatta la motilità della muscolatura, e quindi la capacita di spinta da parte del torchio addominale. L&#8217;espletamento del parto avviene quindi seguendo la via naturale nonostante si tratti di parto medicalizzato in cui l&#8217;intervento dei sanitari che gestiscono e i tempi e le modalità di spinta prevalgano sull&#8217;istinto . Viene confusa a volte con il taglio cesareo che, al contrario della partoanalgesia, è un intervento chirurgico.  N.D.R.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ob1tCVClQSs" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/Ob1tCVClQSs"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6678" style="border: 0pt none;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2009/06/logo-108x891311.jpg" alt="" width="113" height="55" /></p>
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		<title>L&#8217;Uovo di Struzzo: l&#8217;Italia è pronta per gli edifici biocompatibili?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 14:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>goodnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[BioSalute]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; il progetto di un edificio rivoluzionario, ad emissioni quasi pari a zero grazie ad un impianto fotovoltaico, ad uno geotermico, a una pala eolica e a vetrate basso emissive che lo rendono autonomo dalle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14122" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="prospettiva diurna" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/015-prospettiva_diurna_B.jpg" alt="" width="340" height="199" />E&#8217; il progetto di un edificio rivoluzionario, ad emissioni quasi pari a zero grazie ad un impianto fotovoltaico, ad uno geotermico, a una pala eolica e a vetrate basso emissive che lo rendono autonomo dalle fonti energetiche fossili, e biocompatibile perchè realizzato con materiali naturali. In Italia, però, non ha ancora visto la luce. Il nostro Paese è pronto per queste nuove costruzioni? Risparmiare energia, abbattere la produzione di CO2 nell&#8217;atmosfera, vivere in ambienti confortevoli ed accoglienti, ma soprattutto risparmiare sulle bollette sono preoccupazioni reali per un numero sempre più grande di cittadini. Partendo da queste necessità, lo Studio Archingegno ha voluto dare avvio ad un nuovo modo di concepire l&#8217;architettura. Il primo passo in questa direzione è stata la presentazione del progetto dell&#8217;Uovo di Struzzo con gli Occhi di Mosca, un edificio bioclimatico che, per la prima volta in Italia, osserva la Natura utilizzando al meglio le risorse che offre. Concepito per essere costruito con materiali naturali come il sughero, il legno lamellare e la fibra di cellulosa, grazie a pannelli fotovoltaici, una pala eolica, un impianto geotermico e a vetrate basso emissive, elimina quasi completamente le emissioni di CO2 nell&#8217;aria e la dipendenza da carburanti di origine fossile. Eppure, in Italia questo progetto non ha ancora trovato la luce. Secondo l&#8217;architetto Giuseppe Magistretti, ciò è dovuto al fatto che “dopo il periodo post-bellico, con l’industrializzazione edilizia s’è creata una cultura delle costruzioni economiche a vantaggio del produttore dei manufatti e, conseguentemente, dei costruttori, a scapito del fruitore finale. Col passare degli anni, questo tipo di mentalità non è cambiata, è migliorata solo la tecnologia del costruire. La ragione per cui il progetto non ha trovato un giusto riscontro, sta nel fatto che ad oggi le persone non sono del tutto consapevoli dei vantaggi che l’architettura organica procura. Occorre cambiare la nostra cultura, seguire nuove strade, dove la centralità dell’uomo acquisterà il giusto rilievo”. <em><strong> Alessandro Tibaldeschi</strong></em> Ufficio stampa: <a href="mailto:ale@agenziapressplay.it">Press Play</a> -  DESCRIZIONE PROGETTO: L’UOVO DI STRUZZO CON GLI OCCHI DI MOSCA. L’edificio così denominato, è stato progettato in seguito all’osservazione dei fenomeni naturali e dei criteri adottati</p>
<p style="text-align: justify;">d<img class="alignleft size-full wp-image-14123" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="prospettiva notturna" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/015-prospettiva_notturna_c.jpg" alt="" width="340" height="205" />alla natura (nella sua complessità del mondo vegetale ed animale) traendo gli insegnamenti per un equilibrio simbiotico tra uomo e ambiente costruito. Utilizzando questo fondamentale contributo, si è pensato di rinterpretare e mettere in pratica, le caratteristiche geo-morfologiche, fisiche, di resistenza e difesa agli agenti atmosferici per trasferirle, con l’ausilio della tecnologia più aggiornata e dei materiali naturali, nella concezione di un nuovo “edificio bioclimatico”, biocompatibile a basso consumo energetico, escludendo l’impianto di riscaldamento e di condizionamento tradizionale e sfruttando le risorse ambientali attraverso l’orientamento e la forma dell’ edificio. PERCHE&#8217; L&#8217;EDIFICIO ASSUME LA FORMA DI UOVO DI STRUZZO? La singolarità di questa forma, trova la sua ragione di essere come risposta di difesa naturale alle condizioni climatiche esterne. Analizzando dettagliatamente l’aspetto formale e stereometrico, si può affermare che un edificio a sezione ellittica, ha le migliori caratteristiche per conservare il calore d’inverno e rimanere fresco d’estate. Questa convinzione è basata sul fatto che un edificio di questo tipo, combina il massimo volume utile con la minima superficie esterna, e offre la minima resistenza aerodinamica ai venti. Infatti, in tutte le latitudini, sebbene gli edifici allungati lungo l’asse est/ovest siano i più efficienti, il rapporto ottimale tra l’asse maggiore e l’asse minore dell’edificio, dipende dal clima. Nel caso specifico dell’Italia, nei climi freddi, corrispondenti alle zone climatiche E ed F individuate dal D.P.R 412/93, è preferibile una forma compatta, che esponga la minima superficie esterna all’ambiente avverso.Inoltre, essendo l’involucro esterno strutturato con una maglia esagonale contenente un’ampia superficie vetrata, si è pensato di risolvere il problema della filtrazione dei raggi solari e della regolazione dell’intensità luminosa, con un altrettanto singolare sistema di difesa congegnato a somiglianza dell’occhio di mosca. Le caratteristiche di questo organo prevedono un doppio sistema di filtrazione e regolazione della luce, compatibile con una maglia strutturale. Assimilato alle superfici vetrate, si prevedono due esagoni concentrici funzionanti a doppio schermo, che permettono di selezionare, nelle stagioni</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14125" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="elementi funzionali" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/015-elementi_funzionali_e.jpg" alt="" width="340" height="307" />e nelle diverse ore del giorno, i raggi di incidenza dell’energia solare. QUALI SONO STATE LE STRATEGIE PROGETTUALI? Affrontando la progettazione funzionale dell’edificio in termini di risparmio energetico, si è deciso di realizzare una maglia strutturale con scansioni trasparenti che comprendono muri di Trombe alternate a scansioni integrate con pannelli solari fotovoltaici trasparenti. Questo sistema consente di raggiungere elevati livelli di efficienza energetica ma anche di protezione, dovuta ad una significativa inerzia termica. A complemento dei sistemi passivi (relativi alla captazione e alla schermatura dell’energia solare) e del fotovoltaico, in sommità dell’edificio, viene inserita una pala eolica ad asse verticale installata alla sommità del condotto di ventilazione naturale. L’ aerogeneratore contribuisce sostanzialmente a produrre energia elettrica, mentre il condotto di ventilazione inserito in posizione baricentrica dell’edificio, assolve alla funzione di ventilazione naturale e di ricambio d’aria. Nel considerare l’efficienza edificio-impianto, si è pensato di installare un impianto che utilizzi l’energia geotermica del terreno circostante l’edificio, per rispondere integralmente alla necessità di energia termica e ottenere il confort ideale in tutto l’edificio. Riassumendo, la funzione fondamentale dell’involucro è quella di mediare le condizioni climatiche esterne, mentre gli impianti di riscaldamento e condizionamento (realizzati senza utilizzo di fonti energetiche di origine fossile),non vengono più considerati indispensabili per mantenere le condizioni di confort interne, ma come “ausiliari”, cioè necessari solo quando l’edificio in sé, non è più in grado di garantire il benessere interno. QUALI SONO LE POSSIBILI DESTINAZIONI D&#8217;USO DI QUESTO EDIFICIO? Si vuole proporre un edificio a destinazione residenziale o terziario-amministrativa. &#8211; Destinazione residenziale. L’edificio residenziale prevede 7 piani fuori terra, una terrazza belvedere all’ottavo piano, (che serve anche alla manutenzione dei condotti di ventilazione e dei congegni della pala eolica) e un piano interrato, il tutto inserito in un contesto fondiario che prevede specchi d’acqua a sud e una consistente struttura del verde con siepi e alberi d’alto fusto a sud-est e sud-ovest, mentre a nord, nord-est e nord-ovest le alberature poste sopra dei rilevati in terra, hanno funzione di barriera frangivento e</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14124" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="prospettiva urbana" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/015-prospettiva_urbana_d.jpg" alt="" width="341" height="182" />antirumore. Sempre a nord, all’esterno dell’edificio, è prevista un’area ricreativa, dedicata ad attività collettive (gioco bambini, tempo libero) in cui il confort estivo è garantito dall’ombreggiamento dell’edificio, e dalla presenza di due condotti, ricavati nelle scarpate frangivento, vettori naturali per masse d’aria fresca, con la funzione supplementare di collegamento tra la proprietà fondiaria e il contesto territoriale. Sempre all’interno dell’area ricreativa, è previsto un sistema di lampioni specchio, che (nel periodo invernale) migliorano il microclima, riflettendo i raggi solari. La superficie media degli alloggi è di 110 mq. Nella fattispecie si hanno dei tagli di alloggio che vanno da 70 mq fino a raggiungere la superficie massima di 190 mq circa. Seguendo i principi dell’architettura bioclimatica, l’assetto distributivo degli alloggi, prevede la disposizione dei locali di soggiorno (cucina e soggiorno) a sud, della zona notte (camere da letto) a sud-est, degli spazi di lavoro (studio e laboratorio) a sud-ovest, e degli spazi di servizio e cuscinetto (servizi igienici, ripostiglio, scale e disimpegni) a nord. &#8211; Destinazione terziario-amministrativa. L’edificio con destinazione amministrativa, prevede ad ogni piano una distribuzione funzionale a pianta libera, caratteristica degli uffici. Nella fattispecie si avranno superfici utili, diversificate per piano che vanno da 150 a 400 mq. La particolarità della distribuzione interna, prevede la realizzazione di un “muro termico ad acqua”, sul quale si andranno ad impostare i divisori delle postazioni di lavoro. Questo muro termico ad acqua viene usato come accumulatore di calore dei raggi solari (nel periodo invernale). La massa d’acqua riscaldata, contenuta nel muro, trasmette calore agli spazi adiacenti contribuendo al bilancio termico interno. Altra particolarità tecnologica di questa pianta, è che i solai dei vari piani sono termo-attivi, cioè all’interno degli stessi corrono dei condotti di ventilazione, di aria calda e di aria fresca. L’aria fresca viene convogliata direttamente da prese d’aria collegate con il condotto principale di ventilazione naturale, mentre l’aria calda viene prodotta dalla pompa di calore geotermica, la quale , quando necessario eroga anche aria fresca attivata. Anche per questa destinazione, vale la distribuzione</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14126" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="fotografie del plastico" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/015-fotografie_del_plastico_g.jpg" alt="" width="340" height="208" />degli spazi esterni prevista nella destinazione residenziale. MATERIALI IMPIEGATI. La biocompatibilità è certificata dall’utilizzo di materiali naturali come ad es. il legno lamellare per la maglia strutturale, i vetri basso-emissivi trasparenti per le finestre, fibra di legno, fibra di cellulosa, lana minerale ( conforme alla circolare del Ministero della Sanità 15.03.2000), celenit e sughero per i pannelli isolanti termici e acustici, lattoneria in rame caratteristico dei sistemi telescopici di schermatura solare, cartongesso nei tamponamenti interni ed esterni, pietra da rivestimento per la facciata nord,nord est, nord ovest, e/o spessore di terra armata in alternativa al rivestimento in pietra, materiali elettrici protetti da guaine speciali con disgiuntori di tensione, e tutti i materiali di finitura interna. IL BILANCIO TERMICO. Il nuovo concetto è che edificio è l’impianto. La progettazione di una struttura organica bioclimatica fa in modo che tutto il complesso abbia già in sé delle caratteriste intrinseche che consentono il massimo risparmio energetico. Scegliamo ipoteticamente Milano come località di riferimento con i corrispondenti dati climatici : Gradi Giorno: 2404 GG, H s.l.m. : 122 m, Zona Climatica: E, Latitudine nord : 45° 28’, Longitudine : 9° 11’, Temperatura esterna di riferimento: -5 C°, Coefficiente di forma S/V = 0,20. Le prestazioni energetiche dell’edificio vengono così ripartite: a) la superficie dell’impianto fotovoltaico (circa 150 mq) produce 10,00 kWh/mq.  b) la superficie con muri di Trombe o miniserre producono un guadagno a sud = 2,5 kWh/mq. guadagno a s/e s/o= 1,5 kWh/mq. c) la superficie del muro solare d’ acqua produce 5,00 kWh/mq. d) la pompa di calore geotermica necessita di 25 kWh. e) il generatore eolico produce 3 kwh. In ultima analisi possiamo affermare che il saldo tra l’energia consumata e quella prodotta dall’edificio è assimilabile alla migliore categoria di casa Klima che si attesta su un valore. HWB &lt; 30 kWh/(mq*anno) superando ampiamente gli obiettivi che si prefigge la L.R. Lombardia 21 dicembre 2004 n° 39 sul risparmio energetico negli edifici. Progettista <em><strong>Prof. Arch. Giuseppe Magistretti.</strong></em> fonte guidaedilizia.it</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6dciBQoHKws" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/6dciBQoHKws"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6687" style="border: 0pt none;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2009/06/logo-108x891312.jpg" alt="" width="113" height="55" /></p>
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		<title>Kissing &amp; Making Up With Your Mate Before Bedtime Perks Up Mood The Next Day!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>goodnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Good News in english]]></category>
		<category><![CDATA[News in English for the citizens of the world]]></category>

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After a Fight with a Partner, Brain Activity Predicts Emotional Resiliency. Activity in the lateral prefrontal cortex is an indicator emotion regulation in day-to-day life. Common wisdom tells us that for a successful relationship partners ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-14104 aligncenter" style="border: 0pt none;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/kissing-in-bed-lg-new.jpg" alt="" width="550" height="413" /></p>
<p style="text-align: justify;">After a Fight with a Partner, Brain Activity Predicts Emotional Resiliency. Activity in the lateral prefrontal cortex is an indicator emotion regulation in day-to-day life. Common wisdom tells us that for a successful relationship partners shouldn’t go to bed angry. But new research from a psychologist at Harvard University suggests that brain activity—specifically in the region called the lateral prefrontal cortex—is a far better indicator of how someone will feel in the days following a fight with his or her partner.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14107" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/870976.jpg" alt="" width="340" height="255" />Individuals who show more neural activity in the lateral prefrontal cortex are less likely to be upset the day after fighting with partners, according to a study in this month’s Biological Psychiatry. The findings point to the lateral prefrontal cortex’s role in emotion regulation, and suggest that improved function within this region may also improve day-to-day mood. “What we found, as you might expect, was that everybody felt badly on the day of the conflict with their partners,” says lead author Christine Hooker, assistant professor of psychology in Harvard’s Faculty of Arts and Sciences. “But the day after, people who had high lateral prefrontal cortex activity felt better and the people who had low lateral prefrontal cortex activity continued to feel badly.” Hooker’s co-authors are Özlem Ayduk, Anett Gyurak, Sara Verosky, and Asako Miyakawa, all of the University of California at Berkeley. Research has previously shown that the lateral prefrontal cortex is associated with emotion regulation in laboratory</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14108" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/5341235.jpg" alt="" width="340" height="226" />tests, but the effect has never been proven to be connected to experiences in day-to-day life. This study involved healthy couples in a relationship for longer than three months. While in an fMRI scanner, participants viewed pictures of their partners with positive, negative, or neutral facial expressions and their neural activity was recorded while reacting to the images. While in the lab, participants were also tested for their broader cognitive control skills, such as their ability to control impulses and the shift and focus of attention. For three weeks, the couples also recorded in an online diary their daily emotional state and whether they had had a fight with their partners. Hooker found that participants who displayed greater activity in their lateral prefrontal cortex while viewing their partners&#8217; negative facial expressions in the scanner were less likely to report a negative mood the day after a fight with their partners, indicating that they were better able to emotionally “bounce back”</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14109" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/090414-couple2-tdy-10a.widec.jpg" alt="" width="340" height="334" />after the conflict. She also found that those who had more activity in the lateral prefrontal cortex and greater emotional regulation after a fight displayed more cognitive control in laboratory tests, indicating a link between emotion regulation and broader cognitive control skills. “The key factor is that the brain activity in the scanner predicted their experience in life,” says Hooker. “Scientists believe that what we are looking at in the scanner has relevance to daily life, but obviously we don’t live our lives in a scanner. If we can connect what we see in the scanner to somebody’s day-to-day emotion-regulation capacity, it could help psychologists predict how well people will respond to stressful events in their lives.” While Hooker acknowledges that more work must be done to develop clinical applications for the research, it may be that lateral prefrontal cortex function provides information about a person’s vulnerability to develop mood problems after a stressful event. This raises the question as to whether increasing lateral prefrontal cortex function will improve emotion regulation capacity.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-14110" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/CoupleInBed.jpg" alt="" width="340" height="267" /></strong></em>The research was funded by the National Institute for Mental Health and the National Alliance for Research in Schizophrenia and Depression. <em><strong>Christine Hooker</strong></em> | HarvardScience. Christine Hooker Bio :  received her Ph.D. in clinical psychology from Northwestern University in 2002. She completed her clinical training at the VA Northern California and then worked as a Postdoctoral Fellow and later a Research Professor in the Neuroscience Institute at the University of California at Berkeley. She is now an Assistant Professor in the Psychology Department at Harvard University. Her research uses functional Magnetic Resonance Imaging (fMRI) to investigate neural mechanisms that facilitate social functioning in healthy adults and patients with schizophrenia disorder. Her work has been supported by the National Institute of Health, the MIND Institute, and the National Association for Research in Schizophrenia and Depression. Research Summary : Social Neuroscience and Psychopathology (SNAP) Laboratory Research in the lab</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14111" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/remote.jpg" alt="" width="340" height="297" />is focused on the behavioral and neural mechanisms of social functioning in healthy adults and individuals suffering from psychiatric problems, with a particular emphasis on social functioning in schizophrenia and related disorders. Individuals with schizophrenia have problems building and maintaining social relationships. The lab is investigating the exact nature of social functioning deficits, the consequences that it creates for schizophrenia patients, and how these deficits can be improved. The lab is also committed to investigating core social processes in healthy adults as way to better understand social dysfunction in psychopathology. We are using fMRI, diary methods, and video observation techniques to better understand processes such as empathy, emotion regulation in interpersonal relationships, interpreting the intentions of others, social anhedonia, and the effect of emotion on social judgments.  news from harvard.edu</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZjYWUR7WSkA" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/ZjYWUR7WSkA"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6687" style="border: 0pt none;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2009/06/logo-108x891312.jpg" alt="" width="113" height="55" /></p>
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		<title>Vivere con calma migliora la salute e il portafoglio!</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>goodnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Notizie]]></category>

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CONSUMI: COLDIRETTI, LENTEZZA A TAVOLA  DIMEZZA LA SPESA. Decalogo su qualità vita in occasione della giornata mondiale della lentezza .E&#8217; possibile tagliare fino al 50 per cento il costo della spesa e migliorare la qualità ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14086" style="border: 0pt none;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/Calm-dog-414240.jpeg" alt="" width="550" height="412" /></p>
<p style="text-align: justify;">CONSUMI: COLDIRETTI, LENTEZZA A TAVOLA  DIMEZZA LA SPESA. Decalogo su qualità vita in occasione della giornata mondiale della lentezza .E&#8217; possibile tagliare fino al 50 per cento il costo della spesa e migliorare la qualità della vita a partire dalla tavola degli italiani che, per effetto di uno stile di vita sempre piu&#8217; frenetico, hanno drasticamente ridotto i tempi dedicati all&#8217;acquisto, alla preparazione e al consumo degli alimenti con effetti sociali, ambientale ed economici oltre che sulla salute. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti che, in occasione della quarta Giornata mondiale della lentezza, ha messo a punto un decalogo antistress per difendersi dai danni di una vita trascorsa con troppa velocità. Dagli acquisti diretti dal produttore alla lettura piu&#8217; attenta dell&#8217;etichetta, dalla conoscenza dei prodotti locali alla spesa di gruppo, dalla cucina alla coltivazione dell&#8217;orto fino al recupero degli avanzi in gustose ricette sono le soluzioni individuate dalla Coldiretti per contribuire a</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14088" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/gatto-budda.jpg" alt="" width="340" height="201" />migliorare la qualità della vita a partire dalla tavola. SCEGLIERE MEGLIO IL PUNTO VENDITA: In Italia sono aperti ben 500 mercati degli agricoltori di campagna amica e nel 2009 sono saliti a 63.600 i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare e verificare la qualità del cibo acquistato, secondo una analisi della Coldiretti. Prendersi il tempo per visitare mercati ed aziende è un modo per ristabilire un rapporto piu&#8217; diretto con il cibo che si consuma ogni giorno. GUARDARE LE ETICHETTE:   Per chi non ha la fortuna di poter accedere alle opportunità dell&#8217;acquisto diretto vale comunque la pena di fare la spesa al negozio o al supermarket verificando attentamente i prodotti che si mettono  nel carrello a partire dall&#8217;etichetta degli alimenti dove è possibile trovare numerosi esempi di prodotti esteri spacciati per Made in Italy. Ad esempio nonostante i marchi con nomi italiani &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; c&#8217;è ad esempio olio spremuto da olive straniere in una bottiglia su due e se si vuole avere la certezza di acquistare prodotto nazionale occorre rivolgersi esclusivamente ad uno dei 38 extravergini a denominazione di origine italiani (Dop)</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14089" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/HappyGirlWhiteFlower.jpg" alt="" width="340" height="226" />riconosciuti dall&#8217;Unione Europea oppure, verificare che sulla bottiglia vi sia l&#8217;indicazione prodotto 100 per cento italiano oppure ottenuto da olive italiane. CERCARE I PRODOTTI LOCALI E DI STAGIONE: Scoprire i prodotti locali, tipici e di stagione del territorio è un ottimo modo per allietare il tempo trascorso a tavola ma anche per ridurre l&#8217;impatto ambientale considerato che i n Italia l&#8217;86 per cento delle merci viaggia su strada ed è stato stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri su camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola e spesso ci vogliono più calorie in termini energetici per portare gli alimenti al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali. ACQUISTARE IN GRUPPO: Sono aumentati del 30 per cento i gruppi di acquisto formati da condomini, colleghi, parenti o gruppi di amici che decidono di fare la spesa insieme per ottenere condizioni vantaggiose ma soprattutto per garantirsi la qualità degli acquisti, Secondo il rapporto Coldiretti/Agri2000 sulle abitudini alimentari degli italiani che ha recensito nel 2009 in Italia ben 600 gruppi di acquisto solidale (Gas) strutturati,</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14090" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/slow-cars-roundup.jpg" alt="" width="340" height="271" />rispetto ai 460 dell&#8217;anno precedente. Si tratta di una ottima occasione di socializzazione nelle grandi città ed infatti, accanto a queste realtà che dispongono di una vera e propria struttura organizzativa, si contano &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; decine di migliaia di iniziative spontanee che “nascono” e “muoiono” in continuazione nei palazzi, nei posti di lavoro, nei centri sportivi e ricreativi sulla base di semplici accordi verbali. DEDICARE PIU&#8217; TEMPO ALLA CUCINA: Si sta verificando una progressiva riduzione del tempo trascorso in cucina in Italia dove alla preparazione dei pasti di dedicano appena 35 minuti per il pranzo di 33 minuti per la cena mentre sembra essere stata  individuata &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; una relazione tra il minor tempo dedicato alla cucina ed i casi di obesità soprattutto nelle giovani generazioni che, in assenza delle torte della mamma, si buttano su merendine e prodotti industriali, ricchi di grassi, conservanti, coloranti ed aromi artificiali. PREPARARE IN CASA PANE, PASTA, YOGURT, CONSERVE E CONFETTURE: Preparare in casa il pane, la pasta, le conserve, lo yogurt o le confetture oltre ad essere divertente e salutare aiuta &#8211; sostiene la Coldiretti &#8211; a risparmiare garantendosi</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14091" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/3010666569_679529083b.jpg" alt="" width="340" height="225" />la qualità degli ingredienti utilizzati. Una passione che sta coinvolgendo un numero crescente di italiani. RECUPERARE CON GUSTO GLI AVANZI: Polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia, sono una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi. sono in molti &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ad utilizzare la fantasia e il tempo libero per recuperare con gusto i cibi rimasti sulle tavole.  Una usanza molto diffusa che nel passato ha dato origine a piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta. COLTIVARE UN PICCOLO ORTO: Quasi quattro italiani su dieci (37 per cento) dedicano parte del tempo libero al giardinaggio e alla cura dell&#8217;orto, come misura antistress, per passione, per gratificazione personale o anche solo per risparmiare, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sulle attività del tempo libero pubblicati nel 2008 che fotografano un crescente interesse per la cura del verde. Una opportunità disponibile non solo per chi dispone di spazi all&#8217;aria aperta ma &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; anche di semplici</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14092" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/tortue-sexe.jpg" alt="" width="340" height="290" />terrazzi grazie all&#8217;offerta di piante di varietà adatte alla coltivazione in vaso. Non solo dunque piante, fiori, basilico, rosmarino e mentuccia, ma anche  pomodori, zucchine e lattuga disponibili nei vivai; PAUSA PRANZO ADEGUATA: Anche se in Italia è molto forte l&#8217;abitudine a consumare il pranzo entro le mura domestiche che ha riguardato nel 2009 il 73,1 per cento della popolazione, sono in molti che per motivi di lavoro o studio sono costretti a mangiare fuori casa ed in questo caso ad aiutare a mantenere saldo il ricordo della tranquillità familiare c&#8217;è il ricorso al cibo portato da casa che interessa un numero crescente di cittadini. IN VACANZA NEI LOCALI A CHILOMETRI ZERO: Cercare nelle guide e su internet ( www.campagnamica.it ) e scegliere ristoranti, agriturismi ed osterie che offrono prodotti locali a chilometri zero è un ottimo modo per conoscere durante le vacanze la storia, la cultura e il sistema produttivo della zona che si sta visitando ed arricchire cosi il patrimonio di esperienze acquisto. fonte coldiretti.it</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/T63ALoY6Twg" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/T63ALoY6Twg"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6687" style="border: 0pt none;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2009/06/logo-108x891312.jpg" alt="" width="113" height="55" /></p>
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		<title>Surprise Shrimp Under Antarctic Ice</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 14:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>goodnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Good News in english]]></category>
		<category><![CDATA[News in English for the citizens of the world]]></category>

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At a depth of 600 feet beneath the West Antarctic ice sheet, a small shrimp-like creature managed to brighten up an otherwise gray polar day in late November 2009. This critter is a three-inch long ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14064" style="border: 0pt none;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/scenes-from-antarctica-1.jpg" alt="" width="551" height="293" /></p>
<p style="text-align: justify;">At a depth of 600 feet beneath the West Antarctic ice sheet, a small shrimp-like creature managed to brighten up an otherwise gray polar day in late November 2009. This critter is a three-inch long Lyssianasid amphipod found beneath the Ross Ice Shelf, about 12.5 miles away from open water. NASA scientists were using a borehole camera to look back up towards the ice surface when they spotted this pinkish-orange creature swimming beneath the ice. news from NASA  -  The Antarctic ice sheet is one of the two polar ice caps of the Earth. It covers about 98% of the Antarctic continent and is the largest single mass of ice on Earth. It covers an area of almost 14 million square km and contains 30 million cubic km of ice. That is, approximately 61 percent of all fresh water on the Earth is held in the Antarctic ice sheet, an amount equivalent to 70 m of water in the world&#8217;s oceans. In East Antarctica, the ice sheet rests on a major land mass, but in West Antarctica the bed can extend to more than 2,500 m below sea level. The land in this area would be seabed if the ice sheet were not there. The icing of Antarctica began with ice-rafting from middle Eocene times about 45.5 million years ago and</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-14069" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="10,000 King Penguins stand shoulder to shoulder on a remote island near Antarctica preparing to breed" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/10000-King-Penguins-stand-shoulder-to-shoulder-on-a-remote-island-near-Antarctica-preparing-to-breed-300x201.jpg" alt="" width="341" height="228" />escalated inland widely during the Eocene-Oligocene extinction event about 34 million years ago; CO2 levels have been found to be about 760 ppm and had been decreasing from earlier levels in the thousands of ppm. The glaciation was favored by an interval when the Earth&#8217;s orbit favoured cool summers but Oxygen isotope ratio cycle marker changes were too large to be explained by Antarctic ice-sheet growth alone indicating an ice age of some size. The opening of the Drake Passage may have played a role as well though models of the changes suggest declining CO2 levels to have been more important. Ice enters the sheet through precipitation as snow. This snow is then compacted to form glacier ice which moves under gravity towards the coast. Most of it is carried to the coast by fast moving ice streams. The ice then passes into the ocean, often forming vast floating ice shelves. These shelves then melt or calve off to give icebergs that eventually melt. If the transfer of the ice from the land to the sea is balanced by snow falling back on the land then there will be no net contribution to global sea levels. A 2002 analysis of NASA satellite data from 1979-1999 showed that areas of Antarctica where ice was increasing outnumbered areas of decreasing ice roughly 2:1.The general trend shows that a warming climate in the southern hemisphere would transport more moisture to Antarctica, causing the interior ice sheets to</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14070" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/antarctic_ice_03.jpg" alt="" width="342" height="225" />grow, while calving events along the coast will increase, causing these areas to shrink. However more recent satellite data, which measures changes in the gravity of the ice mass, suggests that the total amount of ice in Antarctica has begun decreasing in the past few years. Another recent study compared the ice leaving the ice sheet, by measuring the ice velocity and thickness along the coast, to the amount of snow accumulation over the continent. This found that the East Antarctic Ice Sheet was in balance but the West Antarctic Ice Sheet was losing mass. This was largely due to acceleration of ice streams such as Pine Island Glacier. These results agree closely with the gravity changes. The continent-wide average surface temperature trend of Antarctica is positive and significant at &gt;0.05°C/decade since 1957. West Antarctica has warmed by more than 0.1°C/decade in the last 50 years, and this warming is strongest in winter and spring. Although this is partly offset by fall cooling in East Antarctica, this effect is restricted to the 1980s and 1990s. Despite this warming total Antarctic sea ice anomalies have been steadily increasing since 1978 (NSIDC (2006)). 2007 showed the largest positive anomaly of sea ice in the southern hemisphere since records have been kept starting in 1979 and 2008 is currently on pace to surpass last years record. The atmospheric warming</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14071" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/LHpenguins_wideweb__470x3102.jpg" alt="" width="342" height="226" />cannot be directly linked to the recent mass losses in West Antarctica. This mass loss is more likely to be due to increased melting of the ice shelves because of changes in ocean circulation patterns. This in turn causes the ice streams to speed up. The melting and disappearance of the floating ice shelves will only have a small effect on sea level, which is due to salinity differences.The most important consequence of their increased melting is the speed up of the ice streams on land which are buttressed by these ice shelves. Sea ice is largely formed from ocean water that freezes. Because the oceans consist of saltwater, this occurs at about -1.8 °C (28.8 °F). Sea ice may be contrasted with icebergs, which are chunks of ice shelves or glaciers that calve into the ocean. Icebergs are compacted snow and hence fresh water. Land-fast ice, or simply fast ice, is sea ice that has frozen along coasts (&#8220;fastened&#8221; to them) or to the sea floor over shallow parts of the continental shelf, and extends out from land into sea. Unlike drift ice, it does not move with currents and wind. Drift ice consists of ice that floats on the  surface of the water, as distinguished from the fast ice, attached to coasts. When packed together in large masses, drift ice is called pack ice. Pack ice may be either freely floating or blocked by fast ice while drifting past. The most important areas of pack ice are the polar ice packs formed from</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-14072" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="antarctic seaice SAT" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/antarctic-seaice-SAT-300x300.png" alt="" width="342" height="342" />seawater in the Earth&#8217;s polar regions: the Arctic ice pack of the Arctic Ocean and the Antarctic ice pack of the Southern Ocean. Polar packs significantly change their size during seasonal changes of the year. Because of vast amounts of water added to or removed from the oceans and atmosphere, the behavior of polar ice packs have a significant impact of the global changes in climate, see &#8220;Polar ice packs&#8221; for details. An ice floe is a floating chunk of ice that is less than 10 kilometers (six miles) in its greatest dimension. Wider chunks of ice are called ice fields. Only the top layer of water needs to cool to the freezing point. Convection of the surface layer involves the top 100 &#8211; 150 m, down to the pycnocline of increased density. In calm water, the first sea ice to form on the surface is a skim of separate crystals which initially are in the form of tiny discs, floating flat on the surface and of diameter less than 2-3 mm. Each disc has its c-axis vertical and grows outwards laterally. At a certain point such a disc shape becomes unstable, and the growing isolated crystals take on a hexagonal, stellar form, with long fragile arms stretching out over the surface. These crystals also have their c-axis vertical. The dendritic arms are very fragile, and soon break off, leaving a mixture of discs and arm fragments. With any kind of turbulence in the water, these fragments break up further into random-shaped small crystals which form a suspension of increasing density in the surface water, an ice type called frazil or grease ice. In quiet</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14073" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/antarctic_12.jpg" alt="" width="341" height="227" />conditions the frazil crystals soon freeze together to form a continuous thin sheet of young ice; in its early stages, when it is still transparent, it is called nilas. When only a few centimeters thick this is transparent (dark nilas) but as the ice grows thicker the nilas takes on a grey and finally a white appearance. Once nilas has formed, a quite different growth process occurs, in which water molecules freeze on to the bottom of the existing ice sheet, a process called congelation growth. This growth process yields first-year ice, which in a single season may reach a thickness of 1.5-2 m. In rough water, fresh sea ice is formed by the cooling of the ocean as heat is lost into the atmosphere. The uppermost layer of the ocean is supercooled to slightly below the freezing point, at which time tiny ice platelets, known as frazil ice, form. As more frazil ice forms, the ice forms a mushy surface layer, known as grease ice. Frazil ice formation may also be started by snowfall, rather than supercooling. Slush is a floating mass formed initially from snow and water. Shuga is formed in agitated conditions by accumulation of slush or grease ice into spongy pieces several inches in size. Waves and wind then act to compress these ice particles into larger plates, of several meters in diameter, called pancake ice. These float on the ocean surface, and collide with one another, forming upturned edges. In time, the pancake ice plates may themselves be rafted</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14074" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/Polar-landscape-of-Holted-003.jpg" alt="" width="341" height="203" />over one another or frozen together into a more solid ice cover, known as consolidated ice pancake ice. Such ice has a very rough appearance on top and bottom. The sea ice is largely fresh, since the ocean salt is expelled from the forming and consolidating ice by a process called brine rejection. The resulting highly saline (and hence dense) water is an important influence on the ocean overturning circulation.If sufficient snow falls on sea ice to depress the freeboard below sea level, sea water will flow in and a layer of ice will form of mixed snow/sea water. This is particularly common around Antarctica.Russian scientist Vladimir Vize (1886 &#8211; 1954) devoted his life to study the Arctic ice pack and developed the Scientific Prediction of Ice Conditions Theory, for which he was widely acclaimed in academic circles. He applied this theory in the field in the Kara Sea, which led to the discovery of Vize Island. Sea ice is part of the Earth&#8217;s biosphere. Solid sea ice is permeated with channels filled with salty brine. These briny channels and the sea ice itself have its ecology, referred to as &#8220;sympagic ecology&#8221;.The decline of seasonal sea ice is putting the survival of Arctic species such as ringed seals and polar bears at risk.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14075" style="border: 0pt none;" title="NASA | Surprise Shrimp Under Antarctic Ice" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/433956main_arcticshrimp-full.jpg" alt="" width="550" height="412" /></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FgE7DrHeWnc" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/FgE7DrHeWnc"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6687 aligncenter" style="border: 0pt none; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2009/06/logo-108x891312.jpg" alt="" width="113" height="55" /></p>
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		<title>Good Health Boosts Sexual Life Expectancy</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 17:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>goodnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Good News in english]]></category>
		<category><![CDATA[News in English for the citizens of the world]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sex, health, and years of sexually active life gained due to good health: evidence from two US population based cross sectional surveys of ageing. Objectives To examine the relation between health and several dimensions of ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14048" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/lovers_by_spokojnysen.jpg" alt="" width="555" height="555" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sex, health, and years of sexually active life gained due to good health: evidence from two US population based cross sectional surveys of ageing. Objectives To examine the relation between health and several dimensions of sexuality and to estimate years of sexually active life across sex and health groups in middle aged and older adults. Design Cross sectional study. Setting Two samples representative of the US population: MIDUS (the national survey of midlife development in the United States, 1995-6) and NSHAP (the national social life, health and ageing project, 2005-6). Participants 3032 adults aged 25 to 74 (1561 women, 1471 men) from the midlife cohort (MIDUS) and 3005 adults aged 57 to 85 (1550 women, 1455 men) from the later life cohort (NSHAP). Main outcome measures Sexual activity, quality of sexual life, interest in sex, and average remaining years of sexually active life, referred to as sexually active life expectancy. Results Overall, men were more likely than women to be sexually active, report a good quality sex life, and be interested in sex. These gender differences increased with age and were greatest among the 75 to 85 year old group: 38.9% of men compared with 16.8% of women were sexually active, 70.8% versus 50.9% of those who were sexually active had a good quality sex life, and 41.2% versus 11.4% were interested in sex. Men and women reporting very good or excellent health were more likely to be sexually active compared with their peers in poor or fair health: age adjusted odds ratio 2.2 (P&lt;0.01) for men and 1.6 (P&lt;0.05) for women in the midlife study and 4.6</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14052" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/abt2.jpeg" alt="" width="339" height="250" />(P&lt;0.001) for men and 2.8 (P&lt;0.001) for women in the later life study. Among sexually active people, good health was also significantly associated with frequent sex (once or more weekly) in men (adjusted odds ratio 1.6 to 2.1), with a good quality sex life among men and women in the midlife cohort (adjusted odds ratio 1.7), and with interest in sex. People in very good or excellent health were 1.5 to 1.8 times more likely to report an interest in sex than those in poorer health. At age 30, sexually active life expectancy was 34.7 years for men and 30.7 years for women compared with 14.9 to 15.3 years for men and 10.6 years for women at age 55. This gender disparity attenuated for people with a spouse or other intimate partner. At age 55, men in very good or excellent health on average gained 5-7 years of sexually active life compared with their peers in poor or fair health. Women in very good or excellent health gained 3-6 years compared with women in poor or fair health. Conclusion Sexual activity, good quality sexual life, and interest in sex were higher for men than for women and this gender gap widened with age. Sexual activity, quality of sexual life, and interest in sex were positively associated with health in middle age and later life. Sexually active life expectancy was longer for men, but men lost more years of sexually active life as a result of poor health than women. Human sexuality is increasingly recognised by doctors and policymakers as an important aspect of health and quality of life throughout the life course.1 2 3 Sexual activity has been associated with health benefits and longevity.4 5 6 Recent data from the US national social life, health and aging project (NSHAP) indicate that more than half of people aged 57-85 and about a third of those aged 75-85 are sexually active and that physical health is significantly correlated with sexual</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14053" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/lovers.jpg3_.jpg" alt="" width="341" height="227" />activity and many aspects of sexual function, independent of age. Since 2000, a focus on sexuality in older adults has been heavily driven by the availability of drugs to treat male erectile dysfunction. Effective treatment of this condition is likely to extend the duration of sexually active life for men and their partners as they age. Problems with sexual functioning are prevalent among older adults in the United States and other countries.1 7 About half of all sexually active men and women aged 57-85 in the United States report at least one bothersome sexual problem; one third report at least two. Yet doctors rarely address sexual concerns in older adults, particularly in women.1 As the older population grows in developed and developing nations,8 projecting the population structure of sexual activity is useful for anticipating need for public health resources, expertise, and services related to maintaining sexual function, regaining sexual function lost as a consequence of disease or treatments for common medical conditions that occur in later life, and preventing sexually transmitted diseases or risky sexual behaviour among older adults. Population estimates of sexual activity in later life can help motivate and inform the design of policies pertaining to sexual expression and rights among cognitively impaired and institutionalised elderly people. In addition, expectations about the duration of sexually active life may influence important health behaviours. For example, patients may be motivated to stop smoking or to adhere to drug regimens if the behaviour changes are expected to prolong or preserve a sexually active or sexually satisfying life. Using two nationally representative datasets, we examined the association between sexuality (sexual activity</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-14054" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/Lovers-31-300x227.gif" alt="" width="340" height="257" />and quality of sexual life) and global self rated physical health in middle aged and older men and women. We also estimated the average remaining years of sexually active life gained as a result of good health, using sexually active life expectancy, a new health expectancy indicator for clinical and public health application. The study populations were drawn from two large, publicly available and nationally representative recent health surveys with sufficiently large numbers of older respondents and comparable data on sexuality: the national survey of midlife development in the United States (MIDUS, or midlife cohort) and the national social life, health and aging project (NSHAP, or later life cohort). The 1995-6 wave of MIDUS provides nationally representative data on adults aged 25 to 74. Participants were selected by using a random digit dial sample of the non-institutionalised, English speaking population of the 48 conterminous United States. Participants completed a telephone interview and postal questionnaire. The response rate was 60.8%, with 3032 respondents (1561 women, 1471 men) for both parts of the survey. Sampling weights correcting for differential probabilities of selection and non-response allow estimates from this sample to be generalisable to the United States population in terms of age, gender, race, and education. Details on the design, field procedures, and sampling weights of MIDUS have been described previously.9 The 2005-6 wave of NSHAP provides a nationally representative probability sample of community dwelling people aged 57-85, generated from households screened in 2004 across the United States. African-Americans, Latinos, men, and the oldest old (75 to 84 years at the time of screening in 2004) were over-sampled. Interviews at home and collection of biomeasures were carried</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14055" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/RosalieOConnordavidhallberggillian.jpg" alt="" width="342" height="221" />out in English and Spanish by professional interviewers, yielding 3005 respondents and a response rate of 75.5% weighted (74.8% unweighted). Sampling weights account for differential probabilities of selection and differential non-response. Details on the design, field procedures, and sampling weights have been described previously.1 Both datasets are available to researchers through the National Archive of Computerized Data on Aging collection (www.icpsr.umich.edu/NACDA/). This analysis uses version 1.4 of the NSHAP dataset. What is already known on this topic. Many older people are sexually active.  Partnership and sexual activity have been positively associated with health in middle age and later life. Knowledge about patterns of sexual activity in the population informs public health policy and patient education and counselling. What this study adds. Frequency of sexual activity, a good quality sex life, and interest in sex are positively associated with health in middle age and later life Interest in sex among middle aged and older men in the United States has increased since 2000. About half of sexually active older women report a poor quality sex life. At age 55, sexually active life expectancy is 15 years for men and 10.6 years for women; although the period is longer for men, they lose more years of sexually active life as a result of poor health than women. University of Chicago; Department of Obstetrics and Gynaecology and Chicago Core on Biomeasures in Population-Based Aging Research, Centre on Demography and Economics of Aging, Department of Medicine, Section of Geriatrics. <strong>Stacy Tessler Lindau</strong>, associate professor, <strong>Natalia Gavrilova</strong>, senior research associate.   sources: uchicago.edu, bmj.com</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Mz3W3xzBVj4" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/Mz3W3xzBVj4"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6687" style="border: 0pt none;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2009/06/logo-108x891312.jpg" alt="" width="113" height="55" /></p>
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		<title>Un &#8220;angelo&#8221; assisterà gli ubriachi al volante</title>
		<link>http://goodnews.ws/2010/03/16/un-angelo-assistera-gli-ubriachi-al-volante/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 12:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>goodnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[
All&#8217;Expo di Shanghai debutta &#8220;Angel&#8221;. Il naso-spia contro l&#8217;alcol alla guida inventato da due italiani. Tra le 264 invenzioni italiane che debutteranno all&#8217;Expo di Shanghai ci sarà anche &#8220;Angel&#8221;, l&#8217;Analizer gaz espiratory level che controlla ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14031" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/Drunk-Mice-animal-humor-1993688-1024-768.jpg" alt="" width="564" height="422" /></p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;Expo di Shanghai debutta &#8220;Angel&#8221;. Il naso-spia contro l&#8217;alcol alla guida inventato da due italiani. Tra le 264 invenzioni italiane che debutteranno all&#8217;Expo di Shanghai ci sarà anche &#8220;Angel&#8221;, l&#8217;Analizer gaz espiratory level che controlla ogni 10 secondi il tasso alcolemico dell&#8217;automobilista e rallenta o addirittura blocca la vettura in caso il conducente abbia bevuto troppo. In pratica si tratta di un &#8220;naso-spia&#8221;, messo a punto da Gianfranco Azzena, docente di Chirurgia generale nell&#8217;Ateneo di Ferrara, e dall&#8217;ingegnere Antonio La Gatta, che potrebbe anche essere adattato per il controllo degli stupefacenti assunti da chi guida. Angel, infatti, è un progetto nato per impedire la guida in stato psico-fisico alterato per ridurre il numero degli incidenti stradali, che rimangono la più frequente causa di morte in</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-14036 alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/passed-out-cat-drunk-kitty-with-cigarette-in-mouth.jpg" alt="" width="342" height="236" />adolescenza (15-19 anni) e seconda causa di morte nelle fasce di età tra i 10-14 anni e tra i 20-24 anni. &#8220;Con la diffusione del dispositivo Angel si vogliono salvare oltre 20.000 vite&#8221;, aveva detto il Dottor Azzena all&#8217;Asaps, sottolineando come l&#8217;intuizione del progetto era stata &#8220;accolta con interesse e apprezzamenti&#8221;, al punto che il Ministero Dei Trasporti aveva stilato una convenzione con &#8220;L’Istituto di Clinica Chirurgica dell’Università Degli Studi Di Ferrara&#8221; (diretto da Azzena) per la realizzazione del dispositivo. In particolare, &#8220;la necessità di un sistema che risolvesse il problema delle stragi del sabato sera era particolarmente sentito dal Professor Giancarlo Azzena per i numerosi casi al suo Ospedale&#8221;, aveva spiegato l&#8217;Ingegner Antonio La Gatta ad OmniAuto.it, aggiungendo di aver conosciuto Azzena durante un  congresso medico. &#8220;In quell&#8217;occasione abbiamo parlato e di lì è nata l&#8217;idea di realizzare Angel&#8221;, ci aveva detto. IL DISPOSITIVO E LA TECNOLOGIA. Il dispositivo, come era stato spiegato da Azzena all&#8217;Asaps, consta di una unità</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14038" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/funny-dog-picture-drunk-dog.jpg" alt="" width="341" height="231" />di calcolo centrale ad elevata performance (VHP) e da tre sensori periferici disposti all’interno dell’abitacolo (uno anteriormente e due posteriormente). Gli studi di fluidodinamica applicati ad una sofisticata tecnologia hanno permesso di sviluppare il principio della &#8220;triangolazione&#8221;, mediante il quale i tre sensori nell’abitacolo, dotati di elevata sensibilità e specificità, sono in grado di inviare input all’unità di calcolo centrale, che dopo averli elaborati interviene sul motore portando al rallentamento fino all’arresto del veicolo. L’unità di calcolo permette anche di inviare tramite SMS o telefonate, messaggi vocali indicanti la situazione del veicolo e di comunicare con la Black Box, laddove il veicolo ne sia provvisto . Un display con messaggi acustici e visivi informa contestualmente il conducente e i passeggeri degli eventi accaduti. &#8220;Angel, essendo sostenuta da una elevata tecnologia, può essere applicato su qualunque autoveicolo costruito negli ultimi 10 anni&#8221;, aveva anche detto Azzena. ESEMPI DI FUNZIONAMENTO.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14037" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/drunk-feel.jpg" alt="" width="341" height="319" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quando l’auto è messa in moto da un conducente in stato di ebbrezza, Angel ne impedisce l’avviamento. Se l’auto è già avviata ed è guidata da un conducente con tasso alcoolemico superiore ai limiti della legge, il dispositivo Angel induce un graduale e progressivo rallentamento del veicolo fino allo spegnimento del motore: il rallentamento progressivo, gli appositi indicatori acustici e il display del dispositivo consentono una manovra di arresto del veicolo in sicurezza. Se invece il veicolo viene condotto da un conducente sobrio e i passeggeri seduti al fianco del guidatore o sui sedili posteriori hanno livelli alcoolemici superiori a quelli consentiti dalla legge, Angel è in grado di discriminare il conducente sobrio dai passeggeri in stato di ebbrezza e di conseguenza non impedisce in alcun modo la guida del veicolo. In aggiunta Angel offre la possibilità di informare tramite messaggi SMS o vocali i destinatari, circa la situazione della condotta del veicolo: un SMS infatti giungerà al destinatario predisposto per avvisare che la vettura non è in grado di partire in quanto chi guida è in stato di ebbrezza.  fonte omniauto.it  -  Gli animali delle foto sono attori &#8220;professionisti&#8221; e non sono stati ubriacati. N.D.R.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6687" style="border: 0pt none;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2009/06/logo-108x891312.jpg" alt="" width="113" height="55" /></p>
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		<title>Telepatia, lavoro da neuroscienziati</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 16:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>goodnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misteri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Gli scienziati inglesi dell&#8217;Ucl sono riusciti a “leggere” la mente di alcuni volontari e capire quale di tre film appena visti stessero ricordando  &#8220;Ti leggo nel pensiero&#8221;. A dirlo potrebbero presto non essere più esclusivamente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-14010" style="border: 0pt none;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/reduce-stress-750.jpg" alt="" width="564" height="406" /></p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati inglesi dell&#8217;Ucl sono riusciti a “leggere” la mente di alcuni volontari e capire quale di tre film appena visti stessero ricordando  &#8220;Ti leggo nel pensiero&#8221;. A dirlo potrebbero presto non essere più esclusivamente sedicenti maghi ma anche seri neuroscienziati. Uno studio pubblicato su Current Biology mostra infatti che un gruppo di ricercatori dello University College di Londra è riuscito a capire quale di tre film appena visti i volontari stessero ricordando, studiando le risonanze magnetiche del loro cervello. Esattamente un anno fa lo stesso team di ricercatori aveva condotto un altro studio nel quale, esaminando l&#8217;attività cerebrale di una persona, ne hanno potuto individuare l&#8217;esatta posizione in uno spazio virtuale. La ricerca di oggi,</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14015" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/Colorful_by_Telepathy1994.jpg" alt="" width="342" height="457" />secondo la coordinatrice dello studio Eleanor Maguire, compie un passo avanti. In questo caso, infatti, i ricercatori sono riusciti a &#8220;leggere&#8221; nel cervello dei partecipanti un pezzo di memoria episodica: quella raccolta di eventi quotidiani che costituisce la biografia di una persona. Questo tipo di memoria è molto più complessa di quella spaziale e quindi più difficile da “crackare”. Per riuscirci, i ricercatori hanno mostrato a dieci persone tre diversi e brevissimi cortometraggi. Ciascun filmato rappresentava una diversa attrice impegnata in una scena simile (per esempio imbucare una lettera o buttare un bicchiere di plastica nel cestino). Dopo ogni visione gli scienziati hanno sottoposto ogni volontario a una scansione dell&#8217;attività cerebrale mentre questi richiamavano alla memoria le immagini appena osservate. Successivamente i ricercatori hanno chiesto a ognuno di ricordare uno dei tre filmati, a piacere e contemporaneamente hanno effettuato una risonanza magnetica funzionale del loro cervello. Le immagini così ottenute sono state inserite in un computer e analizzate con un programma messo a punto proprio per confrontare scansione e risonanza e individuare lo schema dell&#8217;attività celebrale associato al ricordo di ogni film. I ricercatori in questo modo sono riusciti a capire quale film stava ricordando ogni partecipante e a localizzare l&#8217;area del cervello coinvolta nel processo. &#8220;Siamo riusciti a osservare l&#8217;attività cerebrale di una specifica memoria episodica, a individuarne le tracce&#8221;, ha raccontato entusiasta Maguire. &#8220;Inoltre abbiamo confermato che questi ricordi &#8216;risiedono&#8217; nella zona dell&#8217;ippocampo. Ora che sappiamo dove si trovano, abbiamo la possibilità di capire come sono immagazzinati e come possono cambiare nel tempo&#8221;. Lo studio ha anche mostrato che le tracce neuronali delle memorie</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14016" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/3d_art_-_our_world.preview.jpg" alt="" width="341" height="341" />(ovvero dell&#8217;attività delle cellule coinvolte nel ricordo di un episodio) sono stabili e quindi prevedibili. fonte galileonet.it  -  La telepatìa, detta anche trasmissione del pensiero, è la ipotetica capacità di comunicare con la mente, cioè senza l&#8217;utilizzo di altri sensi o strumenti.Il termine &#8220;telepatia&#8221; venne introdotto nel 1882 da Frederic William Henry Myers e deriva dal greco τηλε, tèle (lontano) e πάθεια, pàtheia (sentimento). Come la precognizione e la chiaroveggenza, la telepatia fa parte delle cosiddette percezioni extrasensoriali o ESP e più in generale, di quello delle presunte &#8220;facoltà paranormali&#8221;. Rientra nel campo di indagine della parapsicologia. I primi studi su questa presunta facoltà paranormale furono condotti dalla Società per la Ricerca Psichica di Londra, verso la fine dell&#8217;Ottocento. Il primo laboratorio di parapsicologia fu costituito negli anni 1930 negli Stati Uniti d&#8217;America, quando il pioniere della parapsicologia Joseph Rhine della Duke University di Durham (Carolina del Nord) condusse numerosi esperimenti, con l&#8217;ausilio ad esempio delle carte Zener, per accertare l&#8217;effettiva realtà della telepatia. Un esempio degli esperimenti con le carte è la serie Pearce-Pratt (dal nome rispettivamente del soggetto, lo studente Hubert Pearce, e dello sperimentatore, J. Gaither Pratt). Secondo quanto riportato da Rhine, nell&#8217;arco di oltre 300 esperimenti, Pearce avrebbe ottenuto una media di 9,9 successi per prova su 25. In una serie di 4 esperimenti, si ebbero 558 successi su 1.850 prove: l&#8217;aspettativa casuale era nettamente inferiore. Martin Gardner rileva che i risultati di Rhine non furono mai duplicati; Rhine più volte riprovò l&#8217;esperimento ma non mostrò mai i dati dei fallimenti. Una</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14017" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/telepathy03.gif" alt="" width="341" height="282" />completa e dettagliata presentazione degli esperimenti di Rhine è contenuta nel libro Extra-Sensory Perception After Sixty Years (a volte abbreviato come ESP-60), pubblicato nel 1940. L&#8217;opera fu accolta con interesse e recensita da varie riviste di psicologia, e nell&#8217;anno accademico 1940-1941 fu perfino adottata come libro di testo per corsi introduttivi di Psicologia a Harvard. Secondo una concezione filosofica indiana antica e parzialmente rimodernata, la comunicazione telepatica, si effettuerebbe attraverso una immensa rete di cui le persone costituirebbero le maglie, rete che comprende l&#8217;universo e nella quale il sensitivo è collegato con le altre parti e ogni cosa è collegata con il tutto. Negli anni sono state condotte diverse sperimentazioni volte a dimostrare l&#8217;esistenza della telepatia. Se da un lato i parapsicologi affermano che dei risultati sono stati prodotti dall&#8217;altro la comunità scientifica critica la stessa esistenza di tali risultati che sono da imputare a errori di metodo se non a vere e proprie frodi. Nei primi anni sessanta il parapsicologo Charles T. Tart ricercatore dell&#8217;Istituto di Scienza Noetica condusse un esperimento: « La persona A viene introdotta in una camera di deprivazione sensoriale e collegata elettricamente in modo da rilevare le onde cerebrali, la resistenza della pelle, il ritmo cardiaco, l&#8217;attività muscolare e le variazioni del respiro. La persona B viene introdotta in un&#8217;altra camera analoga, viene anch&#8217;essa collegata e colpita a intervalli casuali da scosse elettriche. Viene poi chiesto alla persona A di indovinare esattamente quando la persona B riceve la scossa » I risultati, stando a quanto riporta Tart, furono i seguenti: le ipotesi</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14018" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/4043.jpg" alt="" width="339" height="440" />coscienti di A &#8220;non mostrarono alcuna relazione con gli eventi reali&#8221;. Invece, i suoi &#8220;tracciati presentavano variazioni fisiologiche significative proprio in corrispondenza dell&#8217;istante in cui B riceveva la scossa. La conclusione: &#8220;Possiamo affermare che l&#8217;evento non viene registrato dalla &#8216;mente cosciente&#8217; del soggetto, il quale, invece, è evidentemente cosciente dell&#8217;evento, a un livello biologico fondamentale. A quanto pare il corpo del soggetto sa di questi avvenimenti dei quali, invece, non è a conoscenza lo strato alto del cervello&#8221; e discusso da Joseph Chilton Pearce in Exploring the Crack in the Cosmic Egg).» Negli anni settanta un altro parapsicologo americano, Charles Honorton, si interessò di telepatia introducendo una nuova metodologia di studi, chiamata tecnicamente Ganzfeld (dal tedesco &#8220;campo uniforme&#8221;). Negli esperimenti di Honorton un soggetto (&#8220;percipiente&#8221;) veniva isolato sensorialmente applicando ai suoi occhi due mezze palline da ping-pong e alle sue orecchie una cuffia che emetteva un &#8220;rumore di fondo&#8221;. In queste condizioni di deprivazione sensoriale, il soggetto doveva cercare di recepire immagini o informazioni inviate da un&#8217;altra persona (&#8220;agente&#8221;) posta in un&#8217;altra stanza. Anche Honorton pensava di aver trovato risultati statisticamente positivi a favore dell&#8217;esistenza della telepatia, ma di nuovo le critiche furono numerose. In particolare, lo psicologo scettico Ray Hyman intavolò un serrato dibattito con Honorton, rifiutando le conclusioni di quest&#8217;ultimo e la significatività dei risultati. Le critiche di Hyman vertevano sul fatto che i resoconti degli esperimenti non descrivevano protocolli ottimali né i dati erano accompagnati dalle appropriate analisi statistiche. Hyman presentò quindi un&#8217;analisi in cui si sosteneva che i risultati positivi</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14019" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/telepathy20071016124326.jpg" alt="" width="341" height="514" />degli esperimenti erano da imputare a tre difetti (errata randomizzazione della scelta del target, errore nella randomizzazione delle procedure di giudizio e insufficiente documentazione). Honorton da parte sua sottopose lo studio di Hyman a un esperto di statistica (David Saunders) che affermò che lo studio di Hyman era errato poiché si fondava su pochi casi e che aveva sbagliato nella procedura di analisi. In un comunicato congiunto pubblicato nel 1986, Honorton e Hyman concordarono nell&#8217;affermare che i dati complessivi &#8220;non possono ragionevolmente essere spiegati dalla pubblicazione selettiva o dalle analisi multiple&#8221; e che per potere trarre delle conclusioni gli esperimenti andavano replicati. Nello stesso comunicato, i due proposero standard metodologici più stringenti ai quali i futuri esperimenti si sarebbero dovuti conformare. Nel 1999 Milton e Wiseman hanno pubblicato un articolo che sottolineava la non replicabilità dei risultati di Bem e Honorton. La comunità scientifica ad oggi non ritiene provata l&#8217;esistenza della telepatia. Gli scettici da parte loro affermano che gli esperimenti che evidenzierebbero l&#8217;apparente esistenza della telepatia sono il risultato di auto-convincimento o di veri e propri imbrogli. Nella comunità parapsicologica invece c&#8217;è un largo consenso sulla affermazione che taluni fenomeni telepatici sono esistenti e reali. Sia i parapsicologi che gli scettici concordano sul fatto che molte manifestazioni presentate come prove di telepatia altro non sono che frutto di tecniche quali il cold reading. Gli scettici aggiungono inoltre che non è stata ancora elaborata una tecnica in grado di dare risultati staticamente significativi. Questa mancanza di riproducibilità del fenomeno spinge a concludere che non esiste prova dell&#8217;esistenza di tali poteri telepatici , ponendo altresì l&#8217;accento su tutti quei casi in cui si sono scoperte falle ed errori negli esperimenti oltre che, più raramente, delle frodi.  N.D.R</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/p/2F95FE39117D31B3&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/p/2F95FE39117D31B3&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>The world&#8217;s first coffee powered car</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 14:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>goodnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Good News in english]]></category>
		<category><![CDATA[News in English for the citizens of the world]]></category>

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BBC One science presenter attempts trip in car powered by used coffee beans. Jem Stansfield, engineer and presenter of BBC One&#8217;s science show, Bang Goes The Theory, today attempts a 210-mile drive in a car ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13996" style="border: 0pt none;" title="'car-puccino' " src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/car-paccino-diagram.jpg" alt="" width="561" height="326" /></p>
<p style="text-align: justify;">BBC One science presenter attempts trip in car powered by used coffee beans. Jem Stansfield, engineer and presenter of BBC One&#8217;s science show, Bang Goes The Theory, today attempts a 210-mile drive in a car powered only by used coffee grinds. Driving from BBC Television Centre in London to Manchester (to The Big Bang: UK Young Scientists&#8217; and Engineers&#8217; Fair), the car (nicknamed the car-puccino) will use the equivalent of more than 10,000 espressos, and is made from and is powered by waste products. Built onto the car is a system that converts the coffee grounds into flammable gasses that can be used in the engine instead of petrol. It should be able to do 40 miles between coffee stops but with the entire thing pretty much built out of scrap the journey may not be that straightforward. The alternatively-powered road trip is designed to promote use of waste products and to encourage young people to think about how we can tap into energy from surprising new sources. Jem explains: &#8220;It&#8217;s important for kids to understand that power is not</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14000" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Jem Stansfield" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/jem_206x308_3.jpg" alt="" width="340" height="508" />something that is mystically there, simply at the flick of a switch or by pushing a pedal. &#8220;With the energy challenge that is facing the world, the more we encourage children to think about alternative fuels, where energy is stored and how it can be released, the better! This is one of the aims of The Big Bang and something that our Bang Goes The Theory team wanted to show in action. &#8220;Everyone recognises that coffee can give a person a bit of a boost, but many probably had no idea it had enough energy locked away to power a car!&#8221; To complete its journey, the car will have to navigate the centre of Birmingham in morning rush-hour, stopping at the innovative Thinktank museum, re-fuelling in Coventry and Crewe along the way. If it goes the distance, more than 5,000 children will be awaiting the car&#8217;s arrival at the final destination, The Big Bang, a huge annual celebration of science, technology, engineering and maths taking place in Manchester Central. Today&#8217;s attempt also marks the start in Manchester of the Bang Goes The Theory annual nationwide roadshow. The BBC One presenting team, Jem Stansfield, Dallas Campbell, Liz Bonnin and Dr Yan Wong, are touring the UK bringing science to life. Last year, Bang Goes The Theory welcomed 65,000 people to its live science shows and proved that science can be fun. At least one presenter will attend each event as they test, stretch, explain and experiment with science. Bang Goes The Theory looks at how science shapes the world around us and there&#8217;s</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14001" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="'car-puccino' " src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/446coffee_car.jpg" alt="" width="341" height="192" />nothing they won&#8217;t be putting to the test. This is a show for anyone who is remotely curious about life, the Universe and pretty much everything. The free roadshow (a BBC Learning organised event) is an opportunity for fans to meet the presenters, try out experiments and take part in a variety of daring science stunts! From Manchester, the interactive science tour moves on to the Edinburgh Science Festival (8-10 April) and in June will be at the Royal Society Science Festival on the Southbank, London (23-28 June). The second series of the popular science show, Bang Goes The Theory, starts at 7.30pm on Monday 15 March and marks the BBC&#8217;s commitment to engaging the nation in science. Throughout 2010 the BBC is celebrating its ongoing commitment to science, bringing together a wealth of TV and radio science programmes, online initiatives, regional roadshows and learning campaigns to inspire a love of science across the nation. Notes to Editors;  About science on the BBC. Bang Goes The Theory is BBC One&#8217;s popular science series. Starting its second run on BBC One on Monday 15 March, 7.30pm, Bang Goes The Theory use a variety of platforms, including a TV series, an interactive website, and regional roadshows across the country</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14002" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="'Bang Goes The Theory'" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/Bang-Goes-The-Theory.jpg" alt="" width="342" height="171" />to get children and familes engaged with science. Throughout 2010 the BBC is celebrating its ongoing commitment to science, bringing together a wealth of TV and radio science programmes, online initiatives, regional roadshows and learning campaigns to inspire a love of science across the nation. Other TV highlights include: landmark series The Story Of Science (BBC Two), an epic exploration of hundreds of years of scientific developments presented by Michael Mosley; Seven Wonders Of The Solar System (BBC Two), a spectacular and engaging journey around space led by Professor Brian Cox (BBC Two); and Beautiful Minds (BBC Four), which meets science&#8217;s leading minds to find out the story behind their great discoveries. Two series that aired in January 2010, How Earth Made Us and Chemistry: A Volatile History, have become the most-watched science series on the BBC in recent years. Chemistry: A Volatile History launched with BBC Four&#8217;s highest ever audience for a science programme, whilst How Earth Made Us was the most successful science programme on BBC Two for four years.  news from  bbc.co.uk</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pYtbHNEAczQ" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/pYtbHNEAczQ"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6687 aligncenter" style="border: 0pt none; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2009/06/logo-108x891312.jpg" alt="" width="113" height="55" /></p>
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		<title>^The best of TV GOOD NEWS^</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 08:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>goodnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[TV GOOD NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Video segnalati dalla redazione Rai Educational o particolarmente apprezzati dagli spettatori e in onda nella trasmissione Citizen Report. Filmati ideati e realizzati da goodnews.ws.  Vuoi raccontarci una buona notizia? Desideri essere intervistata/o ? Comunichiamo per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3jrPDRw-9P8"></a><a href="http://www.youtube.com/user/SUPERGOODNEWS"><img class="aligncenter size-large wp-image-13923" style="border: 0pt none;" title="TV GOOD NEWS" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2010/03/www.goodnews.ws_-1024x544.jpg" alt="" width="553" height="294" /></a>Video segnalati dalla redazione <strong>Rai Educational </strong>o particolarmente apprezzati dagli spettatori e in onda nella trasmissione <strong>Citizen Report</strong>. Filmati ideati e realizzati da goodnews.ws.  Vuoi raccontarci una buona notizia? Desideri essere intervistata/o ? Comunichiamo per te e con te…Contattaci!  <a href="tvgoodnews@goodnews.ws">tvgoodnews@goodnews.ws</a> Per vedere tutti i video  clicca qui  &gt; <strong><a href="http://www.youtube.com/user/SUPERGOODNEWS?feature=mhw4#g/f">^~^</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>^Balaenoptera musculus^</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="370" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="flvplayer" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="align" value="middle" /><param name="flashvars" value="config=http://www.citizenreport.rai.it/videoConfigXmlCode.php?pg=video_880_no_0_extsite" /><param name="src" value="http://www.citizenreport.rai.it/embedPlayer.php?vid=1f50893f80d6830d62765ffad" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="370" src="http://www.citizenreport.rai.it/embedPlayer.php?vid=1f50893f80d6830d62765ffad" quality="high" allowfullscreen="true" flashvars="config=http://www.citizenreport.rai.it/videoConfigXmlCode.php?pg=video_880_no_0_extsite" align="middle" bgcolor="#000000" name="flvplayer"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><strong> <strong>^</strong></strong><strong>Maja Kazazic &amp; Winter il Delfino,una bellissima storia d&#8217;amore<strong>^</strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vX9T4tzPOCg" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/vX9T4tzPOCg" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><strong><strong>^</strong></strong><strong>Naufragato Ritrovato</strong><strong><strong>^</strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="370" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="flvplayer" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="align" value="middle" /><param name="flashvars" value="config=http://www.citizenreport.rai.it/videoConfigXmlCode.php?pg=video_1018_no_0_extsite" /><param name="src" value="http://www.citizenreport.rai.it/embedPlayer.php?vid=ef50c335cca9f340bde656363" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="370" src="http://www.citizenreport.rai.it/embedPlayer.php?vid=ef50c335cca9f340bde656363" quality="high" allowfullscreen="true" flashvars="config=http://www.citizenreport.rai.it/videoConfigXmlCode.php?pg=video_1018_no_0_extsite" align="middle" bgcolor="#000000" name="flvplayer"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><strong><strong>^</strong></strong><strong>il potere della fede</strong><strong><strong>^</strong></strong></p>
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<p style="text-align: center;"><strong><strong><strong>^</strong></strong>privatista plurilaureato Fabrizio Fuochi<strong><strong>^</strong></strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="370" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="flvplayer" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="align" value="middle" /><param name="flashvars" value="config=http://www.citizenreport.rai.it/videoConfigXmlCode.php?pg=video_886_no_0_extsite" /><param name="src" value="http://www.citizenreport.rai.it/embedPlayer.php?vid=704afe073992cbe4813cae2f7" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="370" src="http://www.citizenreport.rai.it/embedPlayer.php?vid=704afe073992cbe4813cae2f7" quality="high" allowfullscreen="true" flashvars="config=http://www.citizenreport.rai.it/videoConfigXmlCode.php?pg=video_886_no_0_extsite" align="middle" bgcolor="#000000" name="flvplayer"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><strong><strong><strong><strong>^</strong></strong></strong>Acqua Bene Comune<strong><strong><strong>^</strong></strong></strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="370" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="flvplayer" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="align" value="middle" /><param name="flashvars" value="config=http://www.citizenreport.rai.it/videoConfigXmlCode.php?pg=video_574_no_0_extsite" /><param name="src" value="http://www.citizenreport.rai.it/embedPlayer.php?vid=f0e52b27a7a5d6a1a87373dff" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="370" src="http://www.citizenreport.rai.it/embedPlayer.php?vid=f0e52b27a7a5d6a1a87373dff" quality="high" allowfullscreen="true" flashvars="config=http://www.citizenreport.rai.it/videoConfigXmlCode.php?pg=video_574_no_0_extsite" align="middle" bgcolor="#000000" name="flvplayer"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><strong><strong>^</strong>Successo Vitale</strong><strong><strong>^</strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="370" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="flvplayer" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="align" value="middle" /><param name="flashvars" value="config=http://www.citizenreport.rai.it/videoConfigXmlCode.php?pg=video_1028_no_0_extsite" /><param name="src" value="http://www.citizenreport.rai.it/embedPlayer.php?vid=3806734b256c27e41ec2c6bff" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="370" src="http://www.citizenreport.rai.it/embedPlayer.php?vid=3806734b256c27e41ec2c6bff" quality="high" allowfullscreen="true" flashvars="config=http://www.citizenreport.rai.it/videoConfigXmlCode.php?pg=video_1028_no_0_extsite" align="middle" bgcolor="#000000" name="flvplayer"></embed></object><br />
<strong> </strong></p>
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