I super bambini dell’impero romano, crescevano più rapidamente di oggi

Dai denti da latte, l’identikit dei nasciuturi romani del II secolo D.C. – Ricerca della Sapienza ha analizzato lo smalto dei denti da latte rinvenuti a Velia. Lo smalto prenatale, studiato in relazione con il successivo sviluppo postnatale, costituisce il principale oggetto di ricerca del progetto condotto da un team della Sapienza in collaborazione con il Museo delle Civiltà di Roma, l’Université di Toulouse III e l’University College London. La ricerca, realizzata per la Sapienza da Alessia Nava e coordinata da Alfredo Coppa nell’ambito del corso di dottorato in Biologia ambientale ed evoluzionistica, è pubblicata sulla prestigiosa rivista PLoS ONE. I denti umani sono importanti archivi paleobiologici che raccontano la storia di un individuo; quelli decidui, la cui formazione comincia già dai primi mesi in utero, possono costituire l’unica finestra di conoscenza sullo sviluppo intrauterino, un momento cruciale nella vita, che ha inevitabili ricadute sulla salute anche in età adulta. A oggi molti studi si sono focalizzati sulle porzioni di smalto dei denti decidui sviluppate dopo la nascita, ma è l’analisi delle porzioni prenatali che è cruciale nella conoscenza dello sviluppo intrauterino: permette infatti di identificare eventuali eventi stressanti e può rivelare informazioni utili circa lo stato di salute della madre durante la gravidanza. I dati ottenuti da un campione di 18 denti decidui su una popolazione della necropoli di Elea-Velia (I-II secolo d.C., Salerno) dell’Impero Romano sono stati utilizzati per la realizzazione di un robusto modello statistico che permette di calcolare in maniera semplificata i tassi medi di crescita dei denti da latte e di stimare la percentuale di bambini nati prematuri in popolazioni archeologiche. “Il modello statistico impiegato in questo studio – spiega Alessia Nava – conferisce una validità metodologica ai risultati ottenuti e apre innumerevoli scenari di ricerca meritevoli di approfondimento”. In particolare il confronto tra i tassi di crescita media giornaliera in queste popolazioni e quelli osservabili in bambini di epoche moderne, cresciuti in un ambiente a stretto controllo medico, rivela sorprendentemente che lo sviluppo è più variabile e mediamente più alto nei bambini di epoca romana rispetto a quelli di oggi. Fonte: Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – I super bambini dell’impero romano, crescevano..

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