Successo o su cesso? Creatività significa avere un idea e farne qualcosa…

Circa trenta anni or sono, partecipai come studente e assistente a un corso di formazione professionale d’innovazione tecnologica e marketing industriale. Aldilà della particolarità delle materie trattate, uno dei docenti mi colpì molto, un attempato ingegnere elettrotecnico esperto in controspionaggio industriale, tutte le sue uscite al disopra delle righe sconvolgevano e disturbavano tutti gli imprenditori partecipanti al corso e trovavo particolarmente divertenti le espressioni di stupore e sbigottimento che vedevo sui volti di questi uomini (e anche qualche donna), che si erano fatti da soli e dal niente avevano realizzato aziende di successo (ex successo), ma che erano rimasti legati al passato e così facendo le loro attività erano tutte in crisi. Nel ricordare alcune delle battute dell’ingegnere ultra settantenne e rumoroso bestemmiatore: “ Sveglia, porca M. mentre voi siete qui a cazzeggiare e a pensare al vostro glorioso passato, i cinesi vi stanno tagliando l’erba sotto i piedi (ed erano gli anni 80…), una città (Prato) non si può reggere con un solo settore merceologico, perché se quel settore va in crisi, si ferma l’intera città, pensate a Bologna, fanno di tutto e di più, alimentazione, pannolini, tecnologia, ciucci per bambini e preservativi, ecc. Lo sapevate che i ciucci e i preservativi sono realizzati con lo stesso materiale e dalla stessa azienda?” Io risi e lui si girò verso di me. “Te che cazzo ridi, sei un grande consumatore di preservativi? Bene la faccia ce l’hai, mentre voi tutti non trombate neanche e si vede dai vostri volti tristi e depressi. Se volete andare avanti non dovete avere un sogno nel cassetto, ma centinaia di sogni e via via che gli realizzate mettetene altri in quel cassetto e costantemente, perché il lavoro di oggi è fluidità, dinamicità, energia! Forza porca M. Forza! E non lavorate come macchine automatiche, ore e ore, credendo più lavoro e più guadagno, perché non è così! Voi ogni giorno dovete fermarvi a pensare, trovate il tempo per farlo, magari la sera e scoprirete che state sprecando una marea di tempo in attività poco redditizie e state trascurando cose che potrebbero rendervi molto di più”. Il vulcanico prof. m’incaricò di rimanere in contatto con tutti i partecipanti e avere cura che gli insegnamenti fossero messi in pratica e parafrasando lui: “Antonello, digli di usare i preservativi, ma anche senza, l’importante è che questa gente trombi, perché le persone che fanno sesso sono più creative”. Le 100 ore di quel corso furono utilissime a tutti i partecipanti e sono stato testimone dei cambiamenti positivi di tutte quelle aziende. Per motivi di riservatezza non posso dire chi era e che cosa aveva realmente fatto prima di essere chiamato dall’università a tenere questi corsi… un docente universitario atipico e che a 75 anni decise per un puro senso di missione di condividere la sua esperienza con gli altri, ma solo con persone che avevano deciso di migliorare le loro attività e non banali lezioni… un uomo che aveva vissuto in tutti i continenti e lavorato per grandissime aziende (controspionaggio industriale…), arrivato ai 65 anni si ritirò a vita privata e si divertiva a fare il consulente e solo ed esclusivamente per aziende in crisi. Qual’era la sua formula? Innovazione tecnologica! In un mondo che cambia dobbiamo cambiare anche noi, o cavalcate l’onda o ve ne andate a fare in culo (parole sue…). E’ stato per me estremamente istruttivo e formativo, avere la sua amicizia l’ultimo anno della sua vita, mi considerava una sorta di allievo prediletto a cui lasciare il suo testimone, ma nonostante le sue insistenze non ci sono mai riuscito a fare come lui, il suo stile, pieno di parolacce ed esageratamente aggressivo era lontano anni luce dal mio carattere… aziende in crisi profonda e in procinto di chiudere lo contattavano per un miracolo. Faccio parlare lui: “Mi hai cercato (dava del tu a tutti…) ho pochissimo tempo dimmi che cazzo vuoi, sei sul baratro? O bravo bischero! Non chiamare in causa la sfortuna è tutta colpa tua e degli errori che hai fatto! Vuoi salvare l’azienda? Devi darmi carta bianca! (E rivolto al proprietario dell’azienda) Inizierò subito con il licenziare un po’ di persone e la prima che butto fuori a pedate nel culo sei te, stupido e deficiente che non capisci un cazzo, tuo padre era in gamba e si è fatto un culo come una casa per costruire questa attività, morto lui, le redini le hai prese tu e da dannato figlio di papà hai fatto un macello e portato l’azienda sul lastrico”. — Ma come si permette di rivolgersi a me così? Se ne vada! — Vado via molto volentieri, meno gli frequento gli stupidi e meglio sto! I debiti sono tuoi e l’inevitabile fallimento anche, per non parlare poi dello sputtanamento che ne seguirà sui media. Vaffanculo testa di cazzo! Vieni Antonello, leviamoci dalle palle! — E come succedeva sempre quando eravamo in procinto di uscire oppure nel parcheggio, una segretaria ci veniva a chiamare… — Per favore, il dottore vi vuole ancora parlare —  e accettavano le sue condizioni… carta bianca! E pagamento della consulenza solo a risultato raggiunto… le soluzioni che ideava lui erano assolutamente geniali e TUTTE le aziende oggetto del suo intervento si sono risollevate. Qual’era la sua parola magica e che ripeteva fino alla noia? Creatività, Creatività, Creatività! Capisco che per taluni i modi del salvatore di aziende moribonde possono sembrare davvero eccessivi, ma provate a immaginare un medico del pronto soccorso che cerca di salvare una vita, non ha tempo di essere diplomatico o preoccuparsi se la medicina ha un sapore amaro, esempio tirato per i capelli? Affatto, un’azienda che sta morendo, è un po’ come una vita che si sta spegnendo e ha bisogno di soluzioni drastiche e radicali, ma con grande creatività…  Mi scuso con gli eventuali benpensanti per il linguaggio un po volgare, ma il Prof. si esprimeva così e preferisco la sua sincera maleducazione alla falsa educazione. N.d.R.

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