Agenzia Spaziale Italiana: presentati oggi i risultati di una ricerca sugli spillover tecnologici

 SRT, il Sardinia Radiotelescope. Il Sardinia Radiotelescope (SRT) sorge in Sardegna, a circa 35 km da Cagliari, in località Pranu Sanguni, nel comune di San Basilio. Attualmente in fase di completamento, è un grandioso impianto scientifico: un radiotelescopio del diametro di 64 m, di concezione moderna, disegnato per applicazioni di Radioastronomia, Geodinamica e Scienze Spaziali, che si configura come una facility internazionale di altissimo profilo. Presto anche SRT entrerà a far parte della rete e-VLBI. ph. Gianni Alvito. Credit: INAF
Lo studio economico è stato eseguito per conto dell’ASI dal Dipartimento di Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi dell’Università di Bergamo. Le attività spaziali offrono grandi benefici economici che non si fermano solo al comparto, ma si diffondono e circolano in modo significativo verso altre aziende e altri settori: sono gli ‘spillover tecnologici’, oggetto di studio della ricerca “Misure e rilevanza degli Spillover dalle industrie ad alta tecnologia, con particolare attenzione all’industria spaziale: il caso italiano”, condotta dall’Università di Bergamo e commissionata dall’Agenzia Spaziale Italiana, i cui risultati sono stati presentati dai proff. Giancarlo Graziola e Annalisa Cristini oggi nel corso di un convegno presso la sede dell’ASI. L’indagine, partendo da un’analisi dei dati del periodo 1980 – 2011 relativa a 22 diversi settori dell’industria manifatturiera, ha evidenziato l’eccezionalità delle prospettive, gli effetti moltiplicativi del settore spaziale sugli altri e i forti aumenti di produttività portati nel tessuto economico del Paese. I risultati dimostrano che esistono spillover significativi tra diversi settori, con effetti rilevanti e maggiori rispetto al capitale di conoscenza interno, con rendimenti positivi ed elevati: tutto ciò segnala significative opportunità di investimenti.Lo studio ha messo in luce che il settore spaziale ha un’elevata intensità di ricerca e sviluppo sul valore della produzione, pari a quasi il 12%, contro il 4% dell’hi-tech nel suo complesso. Importante è anche il dato della diversificazione tecnologica:

Sardinia Radio telescope (SRT), un paraboloide di 64 metri di diametro in fase di completamento nel comune di San Basilio, a 30 km da cagliari. Questo strumento di ultima generazione, delle stesse dimensioni del Parkes Telescope con il quale è stata scoperta la pulsar attorno a cui il "pianeta di diamante" orbita, permetterà agli astronomi dell'INAF (e di tutto il mondo) di fare sensazionali scoperte "made in italy".le tecnologie spaziali sono molto diversificate (l’indice di eterogeneità tecnologica ha un valore molto alto) e quindi utilizzabili in settori diversi. Inoltre, l’indice di ricerca e sviluppo per addetto nel settore spaziale è di 30mila euro, nell’hi-tech circa 11mila.Un punto fondamentale, sottolineato nel corso del convegno, è la differenza tra trasferimento tecnologico, che fa riferimento a un ambito di mercato in cui la conoscenza si diffonde attraverso i brevetti, e gli spillover, sinonimo di circolazione di conoscenze tecnologiche al di fuori dei rapporti di mercato: con gli spillover le conoscenze non vengono vendute o acquistate, ma si muovono gratuitamente e così facendo stimolano la produttività anche in settori molto lontani l’uno dall’altro.Il prof. Roberto Battiston, neopresidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha sottolineato la necessità di migliorare l’interazione tra ricerca e industria. “Le università italiane sono piene di tesori – ha detto Battiston – ma non hanno rapporti con l’industria, e invece è fondamentale che i due mondi si parlino. Vi assicuro che le eccellenze sono tante, ma industria e ricerca devono parlarsi. L’ASI, per sua natura, stimola i processi. Faremo da ponte ancora più che in passato perché il meglio di questi settori si interfaccino”. Anche Antonio Bartoloni, della Direzione generale per la politica industriale, la competitività e le PMI del Ministero dello sviluppo economico, ha sottolineato la necessità di maggiore interazione tra industria e ricerca, in particolare nel settore spaziale, motore dell’economia nazionale.Al convegno sono intervenuti anche Augusto Cramarossa, Responsabile Unità Linee Strategiche e Rapporti Europei di ASI, Simonetta Di Ciaccio, Responsabile ASI dello studio, che hanno illustrato le attività di ASI nella valorizzazione dei benefici delle attività spaziali, all’interno delle quali si colloca lo studio commissionato all’Università di Bergamo. Fonte: ASI Agenzia Spaziale Italiana  ——–  http://goodnews.ws/

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