Il Guanto robot aiuta riabilitazione post ictus. Presentati i primi risultati della sperimentazione

GIUANTO ROBOTICO

Notevoli passi avanti nella terapia riabilitativa del post ictus. Grazie alla mano da robot. Quella di SCRIPT (Supervised Care and Rehabilitation Involving Personal Tele-Robotics), il guanto robotico per la tele-riabilitazione del polso e della mano dei pazienti reduci da ictus, che da circa un semestre è adoperato sperimentalmente dall’IRCCS San Raffaele Pisana. «importanti e particolarmente promettenti i primi esiti raggiunti sui nove pazienti in Italia che hanno già concluso la sperimentazione. La compliance dei pazienti e le valutazioni positive sul recupero della funzione della mano di queste persone ci danno un grande input per la sperimentazione su larga scala del guanto robotico». Lo afferma il dott. Patrizio Sale, medico e ricercatore dell’IRCCS San Raffaele Pisana, responsabile clinico del progetto. Ogni anno in Italia ci sono più o meno 200mila casi di ictus, l’80% dei quali rappresentato da nuovi episodi. La mortalità, dopo un ictus ischemico, è del 20% a 30 giorni e del 30% a un anno arrivando, addirittura, al 50% nei casi più gravi di ictus emorragico. L’incidenza media nella popolazione (età 65-84 anni) è del 6,5%, con percentuali leggermente più alte negli uomini (7,4%) e di poco inferiori nelle donne (5,9%). Sono questi i numeri che fotografano la dimensione e la gravità della malattia. «Il San Raffaele», chiarisce Sale, «è uno dei tre partner clinici del progetto SCRIPT insieme a Roessingh Research and Development (RRD) in Olanda e all’Università di Sheffield del Regno Unito, in collaborazione con Alice Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale)». «L’apparato», continua il ricercatore «ha la funzione di assistere i pazienti nel trattamento riabilitativo a domicilio per il recupero funzionale dell’uso della mano. I dottori e i terapisti della riabilitazione con questo nuovo e innovativo strumento hanno l’opportunità di monitorizzare da remoto, per mezzo di una piattaforma web, i trattamenti prescritti e fatti nelle sei settimane dai soggetti e hanno la possibilità di pianificare nuovi e sempre più complessi esercizi finalizzati a un sempre più funzionale recupero dell’arto superiore. Solo per mezzo di questi nuovi e innovativi sistemi di tele-robotica e tele-assistenza, si ha la possibilità di realizzare in contemporanea misurazioni e avere feedback immediati sui recuperi ottenuti dal paziente a ogni seduta e, cosa fondamentale», conclude il medico, «si ha la possibilità di intervenire immediatamente laddove siano necessarie operazioni di correzione dell’esercizio svolto riducendo così anche il numero di accessi per visite ospedaliere specialistiche». Fonte: Ircss http://goodnews.ws/

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