Cottura di giovani stelle nella Nebulosa Gambero

L’intrico rilucente di nubi di gas che si vede in questa immagine forma un’enorme incubatrice stellare nota come la Nebulosa Gambero. Ottenuta con il VST (VLT Survey Telescope) all’Osservatorio del Paranal dell’ESO in Cile, questa dovrebbe essere la più nitida immagine mai prodotta di questo oggetto: mostra mucchi di stelle calde appena nate racchiusi dalle nubi che formano la nebulosa. A circa 6000 anni luce dalla Terra, nella costellazione dello Scorpione, la nebulosa nota ufficialmente come IC 4628 è una grande regione ricca di gas e mucchi di polvere oscura. Queste nubi di gas sono regioni di formazione stellare che producono giovani stelle molto calde e brillanti. In luce visibile, queste stelle appaiono di colore bianco azzurro, ma emettono anche radiazione intensa in altre zone dello spettro, soprattutto nell’ultravioletto [2].È questa luce ultravioletta prodotta dalla stelle che fa risplendere il gas. La radiazione strappa dagli atomi di idrogeno gli elettroni, che quindi si ricombinano e rilasciano energia sotto forma di luce. Ogni elemento chimico emette luce di un colore caratteristico durante il processo e per l’idrogeno il colore predominante è il rosso. IC 4628 è un esempio di regione HII [2]. La Nebulosa Gambero si estende per circa 250 anni luce e copre un’area di cielo pari a quattro volte quella della Luna piena. Nonostante l’enorme dimensione è stata spesso trascurata dagli osservatori sia a causa della sua debolezza sia perchè la maggior parte della luce viene emessa a lunghezze d’onda a cui l’occhio umano non è sensibile. La nebulosa è nota anche come Gum 56, dal nome dell’astronomo australiano Colin Gum che pubblicò un catalogo di regioni HII nel 1955.Negli ultimi milioni di anni questa regione di cielo ha prodotto nuove stelle sia singole che in ammassi. Un ammasso stellare molto disperso, Collinder 316, si estende per gran parte di questa immagine: fa parte di un’associazione ancora più grande di stelle molto calde e luminose. Sono visibili anche molte strutture scure e cavità, dove la materia interstellare è stata spazzata via da venti potenti generati dalle vicine stelle calde.Questa immagine è stata ottenuta con il VST (VLT Survey Telescope) dell’ESO all’Osservatorio del Paranal in Cile. Il VST è il più grande telescopio del mondo progettato appositamente per survey del cielo in luce visibile. È un telescopio all’avanguardia da 2,6 metri di diametro costruito intorno alla fotocamera OmegaCAM che contiene 32 rivelatori CCD che tutti insieme formano immagini da 268 milioni di pixel. Questa nuova immagine da 24 000 pixel di lato è un mosaico di due delle immagini originali ed è una delle più grandi immagini prodotte dall’ESO finora.La fotografia fa parte di una survey pubblica molto dettaglia di una gran parte della Via Lattea nota come VPHAS+  che sfrutta la potenza del VST per cercare nuovi oggetti come stelle giovani e nebulose planetarie. Questa survey fornirà anche le più belle immagini mai ottenute di molte altre regioni di formazione stellare incandescenti, come quella mostrata qui.Le immagini così nidite del VST sono state ulteriormente migliorate per far risaltare i colori aggiungendo ulteriori immagini di alta qualità ottenute con vari filtri da Martin Pugh, un astronomo dilettante molto abile che osserva dall’Australia usando telescopi da 32 e 13 centimetri di diametro [3]. Note: [1] Questo è lo stesso tipo di radiazione che fa bruciare la pelle non protetta quando viene esposta a troppa luce solare diretta. Ma l’atmosfera della Terra protegge la vita sulla superficie dalla maggior parte della radiazione ultravioletta; solo le lunghezze d’onda più lunghe (tra 300 e 400 nanometri) raggiungono il suolo e provocano sia le abbronzature che le scottature. Parte della radiazione ultravioletta delle stelle molto calde nelle regioni HII viene emessa alle lunghezze d’onda più corte (meno di 91,2 nanometri) che può ionizzare l’idrogeno.[2] Gli astronomi usano il termine “HII” (“acca-secondo”) per riferisi all’idrogeno ionizzato, mentre “HI” (“acca-primo” o “acca-uno”) indica l’idrogeno atomico. Un atomo di idrogeno è formato da un elettrone legato a un protone; in un gas ionizzato gli atomi sono divisi in elettroni liberi e ioni positivi – in questo caso gli ioni positivi sono semplicemente protoni. Fonte: ESO European Southern Observatory. – Cottura di giovani stelle nella Nebulosa Gambero –  http://goodnews.ws/

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