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Sicilia: il bellissimo Vulcano Etna visto dallo spazio

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Le foto dell’eruttamento fatte il 19 Febbraio passato, dopo soltanto 3 ore dall’eruzione, da EO-1, un satellite della NASA in orbita dal 2000 attorno al pianeta Terra. L’ Etna erutta, e nei dì seguenti le videocamere di tutto il pianeta si precipitano per immortalare il fatto. Nel frattempo, approssimativamente 700 km più in alto, dopo solamente 3 ore dal principio dell’eruzione, il vecchio satellite della NASA che da più 10 anni viaggia intorno alla Terra, scatta la fotografia. Gli elementi ripresi in tale circostanza consentono di realizzare la mappa a falsi colori dell’eruzione che la accompagna, similare a quelle acquisite da apparecchi di remote sensing di missioni interplanetarie.. La foto a manca e la mappa a falsi colori che la accompagna sono state originate da ALI, l’Advanced Land Imager, un dispositivo che consente di combinare i dati di diverse lunghezze d’onda per mettere in evidenza i materiali che rappresentano le superfici. In particolare nella foto immagine a destra è possibile riconoscere con grande nitidezza la neve fredda, le nuvole, la lava calda e la vegetazione. Questo grazie al sapiente utilizzo dei dati raccolti nelle 5 diverse lunghezze d’onda (o colori): i tre colori verde, rosso e blu scomposti dall’immagine RGB sulla sinistra (l’immagine che più si avvicina a quella di una comune macchina digitale o della visione umana) a cui si sommano l’infrarosso e il vicino

infrarosso che permettono di evidenziare i materiali più caldi. Tutto questo permette di realizzare una mappa a falsi colori con una legenda di semplice interpretazione: la lava è rosso brillante (emettendo nell’infrarosso e risultando invisibile nel verde). La neve è blue-verde perché riflette la luce di questa lunghezza d’onda (a conferma, le fotografie delle vacanze sulla neve, che normalmente presentano un colore bluastro). Le nuvole fatte di gocce d’acqua appaiono bianche perché riflettono tutte le lunghezze d’onda in modo simile (come ben dimostra l’arcobaleno, generato dalle particelle d’acqua presenti nell’aria, composto da tutti i colori). In modo abbastanza intuitivo, la vegetazione appare verde e le aree grigie rappresentano roccia lavica solidificata e raffreddata (con una età dai 30 ai 350 anni).Il satellite che trasporta ALI si chiama Earth Observing-1,  EO-1 per gli amici ed è uno dei tanti satelliti che orbita intorno alla Terra in una particolare orbita eliosincrona, in cui altitudine e inclinazione sono state studiate per sorvolare una data latitudine terrestre sempre alla stessa ora. Questo permette di raggiungere l’obiettivo, importante per chi studia la Terra dal punto di vista meteorologico, di confrontare tra loro immagini ottenute con una stessa illuminazione al passare delle stagioni. EO-1 è stato lanciato nel 2000 ed è stato il primo (e unico) satellite di osservazione della Terra del New Millennium Program (NMP) della NASA, un programma nato per sviluppare e testare strumenti e veicoli spaziali a basso costo e alta performance, successivamente cancellato dal taglio di fondi del 2009. Dopo EO-1 e il programma NMP, le agenzie spaziali di tutto il mondo stanno facendo e hanno fatto molti passi avanti nell’osservazione della Terra. Fonte: INAF Istituto Nazionale di Astrofisica. – Sicilia: il bellissimo Vulcano Etna visto dallo spazio


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