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Le ali della Nebulosa Gabbiano

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Questa nuova immagine dell’ESO mostra parte di una nube di polvere e gas incandescente, nota come Nebulosa Gabbiano. Queste filiformi nubi rossastre corrispondono alle “ali” del gabbiano celeste e l’immagine rivela una mescolanza interessante di nubi scure e di nubi illuminate di rosso, intessute tra stelle brillanti. Questa nuova visione è stata ottenuta dal WFI (Wide Field Imager) sul telescopio da 2,2 metri dell’MPG/ESO all’Osservatorio di La Silla dell’ESO in Cile. Al confine tra le costellazioni del Cane Maggiore e dell’Unicorno, nel cielo australe, la Nebulosa Gabbiano è un’enorme nube composta prevalentemente di idrogeno gassoso. È un esempio di quella che gli astronomi chiamano regione HII. Nuove stelle molto calde si formano all’interno di queste nubi e la loro intensa radiazione ultravioletta fa risplendere il gas circostante. La tinta rossastra in questa immagine è un segno inequivocabile della

presenza di idrogeno ionizzato [1]. La Nebulosa Gabbiano, nota più formalmente come IC 2177, è un oggetto complesso, di forma simile ad un uccello, composta da tre grandi nubi di gas – Sharpless 2-292 (eso1237) costituisce la “testa”, mentre questa nuova immagine mostra parte di Sharpless 2-296, che comprende le grandi “ali”, e Sharpless 2-297, una piccola appendice nodosa alla punta dell’ala sinistra del gabbiano [2]. Questi oggetti fanno tutti parte del catalogo Sharpless di nebulose, un elenco di più di 300 nubi di gas incandescente redatto dall’astronomo americano Stewart Sharpless negli anni 1950. Prima di pubblicare il catalogo, Sharpless era uno studente di laurea all’Osservatorio di Yerkes, vicino a Chicago, USA, dove con i suoi colleghi ha pubblicato alcune osservazioni che hanno contribuito a dimostrare che la Via Lattea è una galassia a spirale con ampi bracci ricurvi. Le galassie a spirale possono contenere migliaia di regioni HII, quasi tutte concentrate sui bracci a spirale. La Nebulosa Gabbiano si trova in uno dei bracci a spirale della Via Lattea. Ma questo non succede in tutte le galassie: le galassie irregolari contengono regioni HII, ma queste sono distribuite in tutta la galassia, mentre le galassie ellittiche sono ancora diverse – non sembra che contengano regioni HII. La presenza di regioni HII indica che la formazione stellare è in corso nella galassia.Questa immagine di Sharpless 2-296 è stata catturata dal WFI (Wide Field Imager), una

grande camera montata sul telescopio da 2,2 metri dell’MPG/ESO al Osservatorio di La Silla dell’ESO in Cile: mostra solo una piccola parte della nebulosa, una grande nube che furiosamente forma stelle calde al suo interno. La fotografia mostra Sharpless 2-296 illuminata da diverse stelle giovani e molto brillanti – ci sono molte altre stelle sparse in tutta la regione, tra cui una così brillante che appare come l'”occhio” del gabbiano nelle immagini dell’intero complesso. Immagini a grande campo di questa regione di cielo mostrano una moltitudine di oggetti astronomici interessanti. Le giovani stelle brillanti all’interno della nebulosa fanno parte della vicina regione di formazione stellare CMa R1 nella costellazione del Cane Maggiore, piena di stelle luminose e ammassi stellari. Vicino alla Nebulosa Gabbiano si trova anche la Nebulosa “Elmetto di Thor”, un oggetto osservato dal VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in occasione del 50esimo anniversario, il 5 ottobre 2012, con l’aiuto di Brigitte Bailleul – vincitrice del concorso “Un Tweet per il VLT!” (eso1238a). Note: [1] Gli astronomi usano il termine HII per indicare l’idrogeno ionizzato, e HI per l’idrogeno atomico. Un atomo di idrogeno è composto da un elettrone legato a un protone, ma in un gas ionizzato gli atomi sono divisi tra elettroni liberi e ioni positivi, in questo caso semplici protoni singoli. [2] Questi oggetti sono designati ufficialmente come Sh 2-292, Sh 2-296, e Sh 2-297, rispettivamente, nel database astronomico SIMBAD. Contatti: Anna Wolter  INAF-Osservatorio Astronomico di Brera Milano, ITALY. Fonte: ‘ESO


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