Salviamo gli elefanti africani con Un milione di firme! Al via la petizione globale WWF…

…per proibire il commercio di avorio africano in Thailandia e salvare una delle specie simbolo del cuore verde dell’africa. Sarà consegnata ai Governi del mondo prima della prossima Conferenza CITES, marzo 2013. Nel solo 2011 sequestrate 26,4 tonnellate di avorio, più del doppio che negli 8 anni precedenti. Massicce  quantità  di  avorio  africano  vengono  vendute  ogni  giorno  nei  negozi  della  Thailandia, alimentando il drammatico fenomeno del bracconaggio degli elefanti, ogni anno uccisi a decine di migliaia  per  l’avorio  delle  loro  zanne.  Da  oggi  fino  al  14  marzo,  il  WWF  lancia contemporaneamente in 156 paesi nel mondo una petizione globale (wwf.it/stopavorio) che vuole raggiungere un milione di firme per chiedere al Primo Ministro thailandese Yingluck Shinawatra di vietare ogni forma di commercio di avorio in Thailandia al fine di contenere l’uccisione illegale di elefanti  africani.  Alla  prossima  Conferenza  delle  parti  della  CITES  (la  Convenzione  sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione) che si terrà a marzo in Thailandia, i Governi

  europei,  wwf-elephantItalia  in  testa,  hanno  l’opportunità  di  prendere  le  decisioni  giuste  per ridurre  la  domanda  di  prodotti  provenienti  da  specie  in  via  di  estinzione,  rafforzare  la legislazione, aumentare i controlli e le sanzioni. Nonostante  la vendita di avorio di elefanti africani sia vietata  in Thailandia,  l’avorio degli elefanti thailandesi può essere venduto  legalmente. Le  reti criminali sfruttano questa scappatoia  legale per inondare i negozi tailandesi con il sangue dell’avorio africano. “Le  leggi  esistenti  non  sono  efficaci  per  tenere  fuori  dal  mercato  tailandese  l’avorio  illegale africano. L’unico modo per impedire alla Thailandia di contribuire al bracconaggio degli elefanti è quello di vietare  tutte  le vendite di avorio”, dichiara Massimiliano Rocco, Responsabile Specie e TRAFFIC del WWF  Italia.  “Oggi  le principali vittime  sono gli elefanti africani, ma gli elefanti della Thailandia potrebbero essere i prossimi. Il ministro Shinawatra può contribuire a porre fine a queste  uccisioni  e  credo  che  anche  i  cittadini  thailandesi  darebbero  il  loro  sostegno  per  una maggiore protezione di questi animali”.  Il bracconaggio agli  elefanti ha  raggiunto  livelli  record  in Africa.  I  dati  sul  traffico di  avorio raccolti  nel  rapporto  ETIS  2012  (L’Elephant  trade  information  system), realizzata  per  registrare  i  sequestri  di  avorio  che  registra  più  di  18.000  eventi  ad  oggi, mostrano come  il  traffico  internazionale  di  avorio  abbia  raggiunto  nel  2011  il  tasso  più  elevato  mai registrato  prima,  con  tre  dei  quattro  più  importanti  sequestri  di

 elephant2 wwfavorio  registrati  dal  2009,  altro anno critico per  i  sequestri, 17  importanti  sequestri di avorio  (più del doppio  rispetto al 2009),   e  con più del doppio di avorio sequestrato negli otto anni precedenti, per un totale di circa 26,4 tonnellate.  “Dopo un periodo di stabilità dal 2008 si è  registato un  incremento nei casi di sequestri scoperti ed oggi più che mai il mercato illegale sembra avere avuto un incremento esponenziale che deve essere fermato a  tutti  i costi – continua Rocco del WWF Italia – La Thailandia  rappresenta  il più grande mercato di avorio non regolamentato al mondo, divenendo capofila nel bracconaggio e nel commercio illegale. Molti  turisti  stranieri  proverebbero  orrore  se  sapessero  che  i  numerosi  ninnoli  d’avorio  in mostra  accanto  ai  tessuti di  seta nei negozi  thailandesi possono provenire  da  elefanti massacrati  in Africa. È illegale portare a casa avorio che non dovrebbe più essere venduto in Thailandia”. Nel mese di marzo,  i rappresentanti di 176 governi  si riuniranno per  la CITES a Bangkok per discutere le problematiche globali legate al commercio di specie selvatiche, tra cui il bracconaggio dilagante  degli  elefanti  in  Africa.  Il  WWF  chiede  al  ministro  Shinawatra  di  cogliere quest’occasione per annunciare al Paese il divieto sul commercio di avorio in Thailandia. Il WWF Italia è direttamente impegnato nel contrasto al commercio illegale di natura, dai traffici di animali da compagnia alle pelli di rettile o lane pregiate, con un particolare sostegno al  Cuore verde  dell’Africa,  il  bacino  del  Congo,

 dove  la  deforestazione  unita  all’aumento  della  caccia  e  al commercio illegale sta portando all’estinzione di specie simbolo come i gorilla e gli elefanti di foresta e di molte  altri  animali meno  noti ma  fondamentali  per  la  sopravvivenza  della  foresta  e  delle  sue comunità:  “E’  un  vero  circolo  vizioso:  in  questi  paesi  i  ricchi  proventi  derivati  dall’uccisione  e  dal commercio illegale di animali e delle loro parti nutrono un mercato diffuso e pericolosissimo di armi. E così  i  fucili,  i  kalashnikov,  entrano  capillarmente  nella  foresta  rinforzando  quel massacro  di  animali grandi e piccoli di cui si nutrono i signori delle armi – ha detto Isabella Pratesi, Direttore Conservazione Internazionale del WWF Italia, in prima linea nella campagna WWF Green Heart of Africa.  Le  attività  anti-bracconaggio  del WWF  vanno  avanti  anche  sul  web:  in  questi mesi  in  tutto  il mondo  il WWF ha avviato  la campagna globale “Kill  the  trade  that kills”, che ha attivato  tutti  i 156 uffici nazionali del WWF per smuovere l’interesse di chi non vuole vedere estinte queste straordinarie specie  simbolo, per  creare una  rete di  azioni, di  sostegno  e di  richieste  che  fermi per  sempre questo bracconaggio  selvaggio  e  interrompa  lo  sterminio  di  elefanti,  rinoceronti  e  tigri  in  nome  di  un commercio illegale e crudele. Per  contribuire  direttamente  alla  tutela  dell’elefante,  e  degli  altri  animali  a  serio  rischio  di estinzione, è possibile adottare i progetti WWF Italia qui. Fonte: WWF Italia


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