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Carburante dalla spazzatura? Pulito! Produrre Green diesel dalla frazione organica dei rifiuti…

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Un progetto di ricerca voluto da VCO Trasporti. Conclusa la prima fase dello studio, commissionato da VCO Trasporti, riguardante la produzione di ‘greendiesel’ da rifiuti organici raccolti nel Verbano Cusio Ossola. Obiettivo: poterlo utilizzare nel rifornimento degli automezzi dell’azienda di trasporto pubblico locale. Primo nel suo genere in Italia, questo studio mette in evidenza i vantaggi economici derivanti dalla riduzione dei costi di acquisto di carburante e di quelli relativi allo smaltimento rifiuti, con positive ripercussioni sul piano ambientale in sintonia con le linee guida dettate dall’agenda dell’Unione Europea. Produrre carburanti da rifiuti organici può essere una svolta nel futuro della mobilità su strada. Una soluzione  che  porterebbe  con  sé  notevoli  vantaggi,  sia  da  un  punto  di  vista  economico  che ambientale, e che VCO Trasporti ha voluto esplorare, sotto  l’egida della Provincia del Verbano Cusio  Ossola,  nella  sua  fattibilità  tecnica-economica  con  uno  studio  condotto  da  GreenLab (Organismo  di  ricerca  collegato  a  Tecnovia,  laboratorio  qualificato  dal Ministero  dell’Istruzione, Università e Ricerca) e Nanoireservice (società a cui  fa riferimento  il NisLabVCO,  laboratorio di ricerca  nel  campo  delle  nanotecnologie  e  della  scienza  dei  materiali  operativo  presso  il Tecnoparco del Lago Maggiore a Verbania-Fondotoce). Strutture di ricerca che per alcune fasi si sono appoggiate al Laboratorio Re-Cord collegato all’Università di Firenze. VCO  Trasporti  è  un’azienda  di VCO Servizi SpA  operativa  nel  settore  del  trasporto  pubblico locale:  gestisce  17  concessioni  di  autolinee  sul

territorio  del  Verbano  Cusio  Ossola,  per  una percorrenza  annua  di  circa  1.800.000  km  utilizzando  una  cinquantina  di mezzi.  Evidente  il  suo interesse  per  un  progetto  di  questa  natura  finalizzato  all’utilizzo  di  questo  innovativo  biodiesel nell’alimentazione dei propri autobus. Questo progetto rappresenta il primo caso nazionale in cui un’azienda di trasporti pubblici si pone il problema di  risolvere aspetti ambientali  integrando componenti diverse del  territorio:  trasporti e gestione rifiuti, consentendo al Verbano Cusio Ossola di diventare il ‘laboratorio’ di un’interessante sperimentazione in chiave di sostenibilità. Va  ricordato  a  questo  proposito  che  nella  Provincia  del  Verbano  Cusio  Ossola  la  raccolta differenziata ha raggiunto una quota che supera il 63% e i rifiuti organici rappresentano oltre il 12% di quelli complessivamente raccolti da ConsSerVCO, attestandosi a circa 12.000 tonnellate all’anno, attualmente per lo più conferite a impianti di compostaggio.  Finanziato  da  VCO  Trasporti,  utilizzando  nella  quasi  totalità  le  risorse  derivanti  dal  credito d’imposta sulla ricerca, lo studio – avviato la scorsa primavera – trova le sue ragioni nel quadro d’insieme delineato dalle strategie comunitarie,  sintetizzate nella  ‘formula’ 20-20-20 al 2020  (e dunque  tra  sette  anni  poter  esibire  risultati  di  sostenibilità  ambientale  con  il  20%  di  energia prodotta  da  fonti  rinnovabili,  il  20%  di  riduzione  delle  emissioni  di  CO2  e  il  20%  di  maggiore efficienza energetica). In questo  solco,  l’Unione  Europea  spinge  verso  l’utilizzo  di  biocarburanti  in  sostituzione  di carburanti  derivati  dal  petrolio,  senza  tuttavia  un  consumo  da  parte  delle  ‘coltivazioni energetiche’  di  suolo  adibito  a  colture  alimentari  e  in  più  contribuendo  a  risolvere  il problema legato allo smaltimento di scarti che produciamo – e continuiamo a produrre – tutti i giorni. Il progetto di VCO Trasporti prevede  l’ottenimento di questo biocarburante  in due passaggi: dai rifiuti organici a bio-olio e da bio-olio, attraverso un processo di raffinazione, in ‘greendiesel’. A oggi è stata completata la prima fase, testando la possibilità di giungere attraverso una pirolisi veloce (che in assenza di ossigeno ‘scalda’ la frazione organica dei rifiuti fino a una temperatura di circa  600-700° C)  a  un  bio-olio  che  possiede  un  elevato  potere  calorifico  e  –  come  testato  dal laboratorio  verbanese  NisLabVCO  –  una  composizione  chimica  che  si  conferma  idonea  alla successiva fase

di raffinazione. A favore dell’applicazione pratica della ricerca depongono anche le valutazioni ricavate dall’analisi costi-benifici, che dimostrano come – anche ipotizzando condizioni di massima cautela – questo rapporto risulti decisamente favorevole. I vantaggi si concretizzerebbero – oltre che nel contributo all’abbattimento delle emissioni di CO2 in atmosfera – nella riduzione dei costi di acquisto di carburante  con  le ovvie  ripercussioni positive  sul bilancio della Società. Va  inoltro  tenuto  conto che  il  costo  del  carburante  sarebbe  indipendente  dal  fluttuare  del  prezzo  del  petrolio,  perché ‘ancorato’ alla disponibilità a costo zero di una ‘materia prima’ quale il rifiuto organico. Un altro aspetto positivo su cui  insistere  risulta  infatti essere  l’utilizzo  in  termini energetici dei rifiuti organici, frazione che in termini quantitativi dovrebbe aumentare con il costante incremento della raccolta differenziata. Questo loro impiego contribuirebbe a limitare problemi e costi inerenti allo  smaltimento,  che  oggi  avviene  con  il  conferimento  (ricorrendo  al  trasporto  su  gomma)  a impianti specializzati con una spesa che si riflette sulle tariffe pagate dagli utenti del servizio. ELEMENTI DELLA RICERCA. Il processo messo a punto: Raccolta materiale: messa a punto di una procedura per il campionamento e per rendere omogeneo il materiale organico raccolto. Disidratazione: prima della pirolisi è stato necessario disidratare il materiale per togliere la maggior parte dell’acqua presente. Pirolisi:  la pirolisi è un processo  termochimico per decomporre  i materiali organici, che si sviluppa  portando  in  temperatura  (450-600  °C)  il  materiale  organico  in  assenza  di ossigeno. La pirolisi utilizzata nel processo per  la produzione di bio-olio dai rifiuti organici è stata la cosiddetta  pirolisi  veloce  (o  pirolisi  flash)  che  forma  un  liquido  –  il bio-olio  –  portando  il materiale a 550 °C. Il bio-olio che è stato ottenuto ha delle caratteristiche interessanti, presentando un potere calorifico  (15,2-26  MJ/kg)  paragonabile  a  quello  di  un  olio  combustibile  derivato  dal petrolio  (16-22 MJ/kg).  I

VCO Trasporti campioni contengono  ancora  una  certa  quantità  di  acqua.  Per affinare ulteriormente il processo, e soprattutto per ridurre i residui di acqua, nel corso del mese di gennaio verranno effettuate altre prove di pirolisi modificando alcuni parametri di lavoro. L’analisi costi benefici: L’analisi  costi  benefici  è  stata  applicata  a  due  differenti  attività:  ricerca  e  sviluppo sperimentale (ACB_RIC) e produzione di bio-olio (ACB_OIL). Per quanto riguarda la fase di ricerca:  ha solo due gruppi di voci, Costi e Benefici, seppur questi  ultimi  differenziati  come  “immediati  –  a  breve  termine”  e  “a medio  termine”  e  che comportano, grazie al Bonus Fiscale previsto dal D.L. 70/2011, un significativo vantaggio con il totale recupero del 90% dell’investimento nell’arco di meno di 2 anni dall’avvio delle attività  di  ricerca  (recupero  totale  previsto  entro  i  primissimi mesi  del  2014).  Se  poi  si analizzano  i  benefici  in  termini  di  immagine,  know-how,  effetto  traino  per  altre  iniziative simili e  la disponibilità dei  risultati per uno sviluppo ulteriore,  i benefici superano di gran lunga i costi. Per  quanto  riguarda  la  fase  per  la  produzione  del  bio-olio:  in  questo  caso  sono  stati considerati i costi di per l’investimento iniziale, i costi correnti per la gestione del processo ogni anno e i costi ambientali. Lato benefici, sono stati presi in considerazione quelli diretti per  VCO  Trasporti,  quelli  indiretti  che  coinvolgono  altri  soggetti  del  territorio  e  che consistono  nell’incremento  del  reddito  degli  addetti  ad  attività  economiche  che  vengono incentivate o promosse, sia per effetto diretto del processo che per effetto indotto, e infine i benefici  di  tipo  ambientale,  che  consistono  nell’incremento  delle  utilità  esterne  dei  beni territoriali e ambientali indotto dalla realizzazione del progetto. Per  l’analisi  costi  benefici  del  bio-olio  è  stata  utilizzata  una  formula  cautelativa,  che prevede  il massimo dei costi possibili e  il minimo dei benefici derivanti.  In questo modo  i risultati  derivanti  danno  un  ritorno  positivo  degli  investimenti  praticamente  quasi  fin  dal primo anno di avvio del progetto su larga scala. Fonte: VCO Trasporti


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