Chi ha il pollice verde alzi la mano (o anche solo il pollice)! Orti urbani: “coltiviamo la natura in città“

pollice verde

WWF e Grow the Planet scendono ‘in campo’ per coltivare cibo sano, stili di vita sostenibili e una biodiversità urbana che fa bene all’ambiente e alle città.  Su www.oneplanetfood.info gli orti in casa, a scuola e in azienda, insieme a tecniche, ricette e segreti 4 stagioni.  SPECIALE ORTI D’AUTORE: I CONSIGLI DI FULCO PRATESI: LA SURVEY IN RETE: su 174.526 conversazioni online, l’alimentazione sostenibile tra  i temi più discussi. Nel mondo il 15-20% del cibo prodotto in città da 800 milioni di persone.  Nella giungla di cemento e asfalto di città sempre più grandi e inospitali, nasce una nuova squadra di paladini dell’ambiente che  non  solo  protegge  la  natura,  ma  la  coltiva!  Prende  avvio  da  giardini,  terrazzi  e  davanzali  di  tutta  Italia,  la  nuova partnership sugli orti urbani di WWF e Grow the Planet (community virtuale che ha reso “social” l’antica arte del coltivare la terra), sotto  lo slogan “Coltiviamo la Natura in città”. Perché, per  il WWF, gli orti urbani non solo garantiscono cibo sano a chilometri  zero,  diffondendo  stili  di  vita  più  sani  e  sostenibili  (ottimi  anche  in  tempi  di  crisi),  ma  soprattutto  possono diventare  una  rete  viva  di  aree  verdi  in  grado  di  aumentare  la  biodiversità  nelle  nostre  città, migliorandone  la  qualità ambientale e favorendo una ricchezza di natura e bellezza fatta di farfalle, cardellini, pettirossi,  impollinatori preziosi come api e calabroni che vanno scomparendo, oltre a fiori, frutti e piante di ogni tipo. Uno strumento tanto più  importante, se si considera  che  le  città  occupano  il  2%  delle  terre  emerse ma  consumano  il  75%  di  tutte  le

 uomo macchina verderisorse,  che  entro  il  2025 ospiteranno  il  65% della popolazione mondiale  e  che nei prossimi 40  anni  copriranno una  superficie pari  a  tutta  l’Europa occidentale, ovviamente a discapito di aree naturali e terreni agricoli. Da  oggi  sulla  piattaforma  WWF  One  Planet  Food  dedicata  all’alimentazione  sostenibile,  nasce  la  sezione  speciale “Coltiviamo  la Natura  in  città”, un percorso  a  tappe  realizzato  insieme  a Grow  the Planet  che per  i mesi  a  venire offrirà indicazioni  sempre nuove per avviare  l’orto  in  tutte  le  stagioni e nonostante  i  limiti di  spazio,  i  segreti per coltivare bio e sostenibile,  spunti  creativi  per  fare  l’orto  pensando  all’ambiente  utilizzando  ad  esempio materiali  riciclati  come  lattine, pneumatici  o  sacchetti,  consigli  “d’autore”  inaugurati  oggi  dal  racconto  e  dagli  acquerelli  del  fondatore  del WWF  Fulco Pratesi, e presto la nuova app per riconoscere, taggare e condividere la biodiversità del proprio orto. Insomma, tutto quello che serve a una community di coltivatori di natura, esperti o  ‘in erba’, che  sta crescendo nelle case, nelle comunità, nelle scuole e perfino nelle aziende, e che promette di essere sempre più “nutrita”. Come  dimostra  l’indagine  “Termometro  della  sostenibilità”  condotta  da  WWF  e  Grow  the  Planet  a  partire  da  174.526 discussioni spontanee su stili di vita sostenibili individuate attraverso blog e social network nell’ultimo anno e completate da un sondaggio su facebook, l’alimentazione è infatti uno degli ambiti in cui la tematica ambientale incide di più nelle vite quotidiane degli italiani tra 18 e 45 anni (guarda l’infografica con i dati dettagliati ). Il 32,3% delle conversazioni registrate è legato al tema dell’alimentazione, a cui va aggiunto l’8,9% di conversazioni espressamente dedicate agli orti urbani (il 41% delle conversazioni riguarda  i  temi dell’abitare,  includendo sia  risparmio energetico che gestione dei  rifiuti,  il 16,9%  la mobilità  sostenibile come l’uso  di  bici  e mezzi  pubblici, mentre  turismo  e  abbigliamento  sostenibili  interessano  solo  lo  0,3%  delle  conversazioni).  In particolare, il 45,5% degli utenti che parlano di cibo afferma di comprare solo ortaggi e frutta di stagione prodotta localmente (solo il 4,3% non tiene in conto questi fattori), il 35,7% preferisce il mercato al supermercato accanto a un 29,6% che frequenta direttamente farmer’s market o produttori

(il 34.7% non si stacca dal supermercato di fiducia), il 33,1% sceglie sempre prodotti biologici (il 52,3% bilancia per motivi di prezzo, mentre il 14,6% non crede al bio) e per il 61,7% a guidare la spesa sono l’origine garantita e la sicurezza dei prodotti, ancora più che gusto e sapore che interessa solo il 6,9%. Non è un caso dunque che il tema degli orti urbani sia sempre più diffuso e sentito: il 32% il campione ne ha già uno, per motivi che vedono in testa una maggiore qualità e salubrità del cibo, poi il divertimento e il risparmio economico e in ultimo l’aumento della biodiversità. Il 43% vorrebbe ma non ha spazio, il 15,3% non ha tempo, mentre solo il 3,4% non è interessato al tema. E ben il 79% del campione afferma di impegnarsi con gesti concreti per valorizzare la biodiversità anche in città.  “Gli  orti  sono  un modo  sano  per  produrre  il  proprio  cibo,  una  fonte  di  soddisfazione  e  benessere, ma  anche  un  alleato fondamentale per aumentare  la biodiversità urbana e migliorare  la qualità della vita nelle nostre città,  rafforzando  l’azione contro il consumo di suolo che sta divorando paesaggi e suoli fertili – ha detto Fulco Pratesi, fondatore e presidente onorario del WWF Italia, che coltiva un orto sia in campagna che sul terrazzo della sua casa romana – Come piccoli gioielli di natura incastonati nel  traffico e nel cemento, gli orti ci aiutano a purificare  l’aria, a regolare  il clima delle città, ad attirare animali bellissimi e preziosi,  recuperando un  rapporto quotidiano con  la  terra che è anche un’occasione  sociale per giovani, adulti, anziani a tutti i livelli della società. Bastano pochi metri quadri in balcone o un davanzale in posizione assolata e l’orto è fatto!”  VERDE E VERDURE DI CITTA’: ALCUNI NUMERI – Le città occupano solo il 2% delle terre emerse del mondo, ma consumano il 75% di tutte le risorse, molte più di quelle presenti all’interno dei propri confini. Nel 1950 solo il 29% delle persone viveva in città, dal 2008 vi risiede più del 50% della popolazione mondiale e nel 2025 potremmo arrivare al 65%. Nei prossimi 40 anni le città copriranno una superficie pari all’Europa occidentale mentre nei prossimi 90 anni nascerà ogni 10 giorni circa una città di 1 milione di persone. Un’espansione urbana che avverrà inevitabilmente a spese dei terreni

uomo verdeagricoli e degli habitat naturali. In questo scenario  l’importanza di aumentare  le aree verdi all’interno delle città è ancora più evidente. Secondo  il rapporto 2012 dell’ISPRA, in più della metà delle città italiane la superficie di verde pubblico non arriva al 5% del territorio comunale, con  punte  negative  a  Taranto meno  dello  0,05%,  Foggia  0,2%,  Latina  0,5%, mentre  in  90  città  la  percentuale  di  verde  è superiore  al  20%  e  in  6  di  queste  il  verde  urbano  interessa  più  di  un  quarto  della  superficie  comunale,  Palermo,  32,1%, Ravenna 29,9%, Brescia 29,1%, Ancona 28,1%, Roma 27,5, Monza 25,0%). A  livello globale  l’autoproduzione di cibo è anche una risposta a una crescente perdita di suolo fertile e alla riduzione della povertà, e contribuisce allo sviluppo economico locale e all’inclusione sociale in particolare delle donne. Nel mondo circa 800 milioni di persone si occupano di agricoltura urbana, producendo il 15-20% del cibo complessivo. Gli orti urbani sono 70 milioni negli Stati Uniti, 18 milioni solo in Italia.  FULCO PRATESI “BASTA UN TERRAZZO!” – L’ORTO IN CASA. A dare  l’esempio,  inaugurando  la presenza WWF tra gli orti “d’autore” Grow the Planet, è proprio Fulco Pratesi, fondatore e presidente onorario del WWF Italia, che nell’orto di casa all’Oasi WWF di Pian Sant’Angelo, nel viterbese, coltiva  filari  lussureggianti di  insalata e carote, cipolle, cavoli,  zucchini, cetroioli, melanzane, peperoni e finocchi, dominati dalle incannucciate gravide di pomodori di tante varietà diverse, fagioli e piselli rampicanti, sedano, prezzemolo, cespugli di salvia e rosmarino, un melo cotogno e due olivi. Ma che non rinuncia all’orto nemmeno  in città, e nei pochi metri quadri del  suo  terrazzo  romano ha cresciuto pomodori, piante aromatiche come alloro,  rosmarino e prezzemolo, un  limone, un arancio amaro, un melo, un albicocco, due nespoli e un  fico di cui contende i frutti con le cornacchie. IL PANDA AGRICOLTORE – GLI ORTI WWF. Anche il WWF coltiva la natura, nelle città e nelle proprie Oasi in tutta Italia. Il WWF Campania coltiva pomodori e zucchine sul balcone della sede e insieme al circolo per la Decrescita Felice ha lanciato il corso pratico “L’orto in balcone” che ha già coinvolto decine di cittadini. Dal 2008 all’Oasi Ripa Bianca di Jesi “over 60” e ragazzi delle scuole si

  incontrano  in campagna per  l’iniziativa “Il nonno coltiva: adotta un orto biologico”. Nella fattoria del Panda “La quercia della memoria” a San Ginesio, nel parco dei Monti Sibillini, uno speciale progetto sull’ortoterapia ha creato un  luogo sociale che stimola  il movimento, manualità e capacità  lavorative, e orti e  frutteti didattici sono nati nell’Oasi  umbra  di  Alviano,  vicino  Terni,  nell’Oasi  delle  Cesine,  a  Lecce,  e  in  molte  altre  aree  dell’associazione  che producono specie comuni o cultivar locali oggi dimenticati dalla grande produzione industriale.  ZAPPANDO S’IMPARA!  – GLI ORTI A SCUOLA. Coltivare  la  terra e  raccoglierne  i  frutti a scuola può essere una  fondamentale operazione culturale oltre che sociale. Una scuola “orticultrice” e giardiniera può aiutare a contrastare l’analfabetismo ecologico e  il  consumismo dilagante, diffondendo  il  valore della biodiversità  in  città e  creando nuovi punti di  incontro dove  giovani e anziani  lavorano  insieme  a  beneficio  della  comunità.  Molte  scuole  Panda  Club  che  seguono  i  programmi  di  educazione ambientale  del  WWF,  da  qualche  anno  dedicati  proprio  all’alimentazione  sostenibile,  hanno  creato  propri  orti  scolastici, trasformandosi da luoghi di cultura in luoghi di coltura!   COLTIVARE,  CHE  IMPRESA!  –  GLI  ORTI  AZIENDALI  E  IL  PROGETTO  WWF, “COLTIVIAMO  LA NATURA  IN AZIENDA” Negli  Stati Uniti,  sull’esempio  di Google  e Yahoo,  fare  l’orto  in  azienda  è  diventata  una  moda,  perché  zappare  la  terra  con colleghi e  superiori  favorisce  il  lavoro di  squadra, combatte  lo  stress ed è un modo sano e divertente per riqualificare le aree urbane metropolitane. Quest’interesse si sta sviluppando anche  in  Italia, dove agli  inizi del 2012 è nata Orti d’Azienda una Onlus che propone alle aziende orti condivisi per promuovere  filiera corta e  sviluppo  sostenibile come  l’OrtoVentura a Lambrate, 50mq di  insalate, erbe aromatiche e  fragole coltivate sui  tetti dai  lavoratori delle gallerie d’arte e degli studi di architettura della zona. E anche H-Farm, l’incubatore d’impresa di livello internazionale da cui è nata proprio la start-up Grow the Planet, quest’anno ha fatto l’H-orto, i cui prodotti vengono consumati in mensa, con la prospettiva di triplicarne la superficie entro un anno. Il WWF si augura che questo fenomeno continui a crescere e per questo ha avviato il progetto “Coltiviamo la Natura in azienda” per promuovere la creazione di  orti aziendali a cui collegare programmi innovativi di sensibilizzazione ed attivazione dei

mamma bambino verdedipendenti sulle tematiche ambientali. Partner tecnico del progetto WWF è la Onlus Orti d’Azienda. GROW THE PLANET è un progetto nato  in HFARM nell’estate del 2011, da un’idea di Gianni Gaggiani,  fiorentino grande appassionato di piante e coltivazione, con il supporto dei co-founder Leonardo Piras e Simone Carusi. Grow The Planet ha come obiettivo quello di diventare uno  strumento di  riferimento per  la  coltivazione del proprio orto, dalla  semina  alla raccolta, dallo scambio al piatto, attraverso un’esperienza facile, divertente e social. Basta iscriversi alla community online, dove ogni appassionato potrà condividere idee, conoscenze e trovare consigli su come far crescere gli ortaggi nel giardino o semplicemente nel balcone di casa. E nella vita reale gli utenti possono incontrarsi e scambiarsi attrezzi e prodotti a km0 raccolti  direttamente  dal  proprio  orto.  Un  riscontro  immediato  e  reale,  che  fa  di  quest’idea  una  buona  pratica  della coltivazione e dell’interazione fra appassionati. Grow the Planet rappresenta un nuovo canale per diffondere pratiche di sensibilizzazione  verso  comportamenti  ecocompatibili  e  per  stimolare  gli  utenti  ad  assumere  stili  di  vita  rispettosi dell’ambiente. www.growtheplanet.com. ORTID’AZIENDA Onlus è nata nel gennaio 2012 da un’idea di un gruppo di amici e colleghi di diverse età ed esperienze nel campo  dell’ambiente,  dell’informazione,  del marketing  e  della  comunicazione. Oltre  a  promuovere  la  cultura  dell’orto presso  realtà collettive, ORTID’AZIENDA vuole diffondere  i principi  sociali e ambientali della cultura della  sostenibilità e della filiera corta per la produzione del cibo. ORTID’AZIENDA si rivolge a ogni genere di azienda, da quella manifatturiera e quella del terziario. In genere, a prescindere dalla dimensione si tratta di aziende che intendono perseguire una politica di responsabilità sociale o condividere spunti culturali vincenti. L’orto rappresenta  infatti un  luogo sociale dove  il gruppo di ortisti  progetta,  discute,  realizza  e  vede  crescere  in  breve  tempo  il  prodotto  del  proprio  lavoro  per  poi  consumarlo direttamente.  Dove  è  già  stato  realizzato,  grazie  al  lavoro  costante  di  un  gruppo  di  dipendenti,  l’orto  aziendale  ha consolidato la fiducia nel successo del lavoro di gruppo con finalità condivise, rafforzando la coesione interna aziendale e costituendo un benefit duraturo per tutti. www.ortidazienda.org. Fonte:WWF Italia


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