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L’Enpa aderisce a “scateniamo il divertimento”, manifestazione per il circo senza animali…

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Nevia togni: «no ai finanziamenti pubblici ai circensi». Sabato 1° dicembre a Roma anche l’Enpa scende in piazza per chiedere un circo senza animali nell’ambito della manifestazione nazionale “Scateniamo il Divertimento” che partirà da Piazza della Repubblica alle ore 14.30. Un corteo variopinto e multicolore, che sfilerà lungo le vie della capitale, al quale partecipano non soltanto le sigle del mondo animalista italiano, ma giocolieri, acrobati e circensi che hanno detto no allo sfruttamento degli animali. A fianco degli attivisti dell’Ente Nazionale Protezione Animali ci sarà – idealmente – Nevia Togni, figlia di Darix Togni ed esponente di una delle più note famiglie di circensi italiani, che ha scelto di essere testimonial dell’Enpa nella campagna per un circo senza animali. Dopo avere respirato l’atmosfera del circo per gran parte della sua giovinezza, Nevia, che ha lavorato presso numerose insegne in Italia e all’estero, all’età di ventitré anni ha deciso di chiudere una volta per tutte con questo mondo. «Non mi riconoscevo più in quell’ambiente e in quella visione del rapporto con gli animali – spiega Togni -. Fin da bambina provavo un forte disagio nel vederli in gabbia, costretti a viaggi lunghi ed estenuanti che mettevano a dura prova la loro stessa incolumità. Fu così che decisi di seguire un altro percorso professionale, dedicandomi alla pittura». Sabato 1° dicembre Nevia Togni avrebbe voluto partecipare in prima persona alla manifestazione, tuttavia motivi di ordine personale le impediscono di

essere a Roma e di prendere parte al corteo. «Non condivido l’affermazione secondo cui il circo sarebbe espressione di un fenomeno culturale, vale a dire di un comune sentire diffuso tra i cittadini: i circensi rappresentano una parte minoritaria della società italiana, non la società nel suo complesso – questo il messaggio inviato dalla pittrice alla vigilia della mobilitazione -. Per questo ritengo che circhi non debbano più ricevere alcun tipo di finanziamento pubblico, al quale concorrono tutti i contribuenti del nostro Paese: dunque, anche coloro i quali non vogliono più vedere animali in gabbia». «In Italia ci sono molti bravissimi artisti che riescono a fare il tutto esaurito senza utilizzare alcun animale. Ciò significa che agli italiani gli spettacoli “cruelty free” piacciono – conclude Nevia Togni –. Purtroppo, però, le insegne circensi tradizionali continuano a difendere modelli oramai superati, dimostrando così la loro piena incapacità di cogliere i gusti del loro stesso pubblico e di rinnovarsi: l’impiego degli animali sotto i tendoni non ha alcuna ragion d’essere». Fonte: ENPA.Cerchi l’automiglioramento? Prova a guardare il  seguente bellissimo film… N.d.R.


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