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Turtle Summer WWF: nate oltre 60 tartarughe marine in Sicilia

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Su mediterraneo.wwf.it si segue il viaggio di cinque tartarughe partite a luglio dal Golfo di Manfredonia. Oltre  60  tartarughine marine  sono  nate  in  Sicilia  dopo  una  schiusa  durata  4  giorni,  con  gli ultimi 6 esemplari ‘scortati’ in acqua sul gommone della Guardia Costiera di Porto Empedocle insieme ai volontari del WWF per  superare una difficile mareggiata: è  la bella notizia di  fine estate  regalataci  dal  nido  di  tartaruga  marina  Caretta  caretta  sulla  spiaggia  di  Giallonardo  (in provincia di Agrigento), proprio nei pressi della Riserva Naturale e Oasi WWF di Torre Salsa, immortalata in un video realizzato dai volontari sul posto. Per tutta l’estate il nido è stato infatti monitorato, nell’ambito del Progetto Tartarughe del WWF, dal  personale  della  Riserva  e  da  circa  50  volontari  provenienti  da  tutta  Italia  coordinati dall’associazione Archelon, che si sono dati  il cambio giorno e notte per  far sì che  la nidificazione avesse buon fine. Tutto il processo di nidificazione e schiusa è stato monitorato sotto l’occhio vigile della ripartizione faunistica venatoria di Agrigento e grande è stata la collaborazione del vicino lido balneare e dalla popolazione di Realmonte, che anche quest’anno ha ‘adottato’  i nidi della

spiaggia di Giallonardo. E’  ormai  da  qualche  anno,  infatti,  che  il  WWF  presta  una  particolare  attenzione  alla  costa  di Giallonardo,  poiché  sono  stati  frequenti  i  ritrovamenti  di  tracce  o  nidi. L’anno  scorso  i  nidi  sulla stessa  spiaggia  furono  quattro.  Spesso  sono  i  bagnanti  o  gli  operatori  turistici  a  segnalarne  la presenza  e  questo  è  anche  un  successo  delle  recenti  campagne  di  informazione  del WWF,  come l’iniziativa “Segui le tracce”, realizzata proprio a insegnare ai fruitori delle spiagge come riconoscere una  traccia  di  tartaruga,  scoprire  nuovi  nidi  e  segnalare  i  ritrovamenti  agli  esperti  del  network tartarughe  del  WWF,  che  per  tutto  l’anno  sono  impegnati  in  attività  di  sensibilizzazione, monitoraggio  e  cura  delle  tartarughe  ferite  o  catturate  accidentalmente  negli  attrezzi  da  pesca .  “La schiusa di Giallonardo è una bellissima notizia per  il WWF e per  tutti  i volontari che nei mesi estivi ci hanno aiutato giorno e notte a proteggere il nido. Purtroppo il numero delle nidificazioni di tartaruga marina in Sicilia è fortemente sottostimato e impedisce una adeguata protezione. Per questo ogni anno coinvolgiamo cittadini, bagnanti e operatori del mare a porre attenzione a eventuali tracce o piccoli di tartaruga sulle spiagge e segnalarli prontamente in modo che siano monitorati e protetti” afferma Paolo Casale, responsabile scientifico del Progetto Tartarughe del WWF.  “La  schiusa,  avvenuta  in  due  diversi  momenti,  dovrebbe  essere  completata  ma  continueremo  a monitorare  la spiaggia e  il nido”, ha detto  l’operatore dell’Oasi WWF di Torre Salsa, Giuseppe Palilla “Le nidificazioni degli ultimi anni indicano che Giallonardo è una spiaggia apprezzata dalle tartarughe marine, in cui in cui più femmine

decidono di depositare le uova”.  Gli ultimi sei piccoli di tartaruga del nido di Giallonardo, in difficoltà per una mareggiata, sono stati accompagnati ‘dalla nascita al mare’ dagli uomini della Capitaneria di Porto e dai volontari WWF, e portati  al  largo  con  l’ausilio  di  personale  e  di  un  gommone  della  guardia  costiera  di  Porto Empedocle. L’attesa  prosegue  per  l’altro  nido monitorato  dal WWF  in Sicilia,  sulla  costa di Mazara del Vallo.  Mentre  sul  sito mediterraneo.wwf.it, è possibile seguire il viaggio di cinque tartarughe Caretta caretta (Billo, Pepe, Caramelle,  Fulmine  e  Carletta)  che  durante  l’estate  sono  state  liberate  in  mare  dal  Golfo  di Manfredonia  dotate  di  radio  trasmittenti  satellitari  per  individuare  le  aree  più  frequentate,  e  che meritano  quindi  una  particolare  attenzione  per  la  conservazione  della  specie.  Il  progetto  è  stato realizzato dal WWF grazie al contributo di Coop e alla collaborazione tra “Centro Cultura del Mare” A.P.S,  i  pescatori  e  La  Lega  Navale  di  Manfredonia,  nell’ambito  della  Turtle  Summer WWF, l’iniziativa estiva del Progetto Tartarughe WWF che ha animato le coste italiane di iniziative speciali, attività sulle spiagge, campi di volontariato e vacanze, per coinvolgere  tutti gli attori e gli amanti del mare (pescatori, istituzioni, cittadini e naturalmente bambini) nell’azione di tutela di questi affascinanti rettili del mare. Tra i pezzi forti, la mostra itinerante con i modelli di tartarughe marine in 3D realizzata da WWF  e Coop  grazie  al  successo  dell’album di  figurine  sugli  animali  “Il  giro del mondo  in 180 figurine” (oggi anche sito interattivo per i più piccoli su www.ilgirodelmondo.net). LA CARETTA IN ITALIA E IL NETWORK TARTARUGHE DEL WWF: La tartaruga marina è tra i tesori più preziosi del nostro mare.

Delle 7 specie di tartarughe marine che vivono  nei mari  di  tutto  il mondo,  la Caretta  caretta,  la  tartaruga  verde  (Chelonia mydas)  e  la tartaruga  liuto  (Dermochelys  coriacea)  frequentano  anche  il Mediterraneo,  che  ogni  anno  ospita circa 7.200 nidi. Sulle spiagge italiane si contano circa 30-40 nidi di Caretta caretta ogni anno, concentrati in Calabria e Sicilia. Ma oggi tutte e sette le specie sono considerate a rischio estinzione e  la causa principale è  l’impatto con  le attività umane, a partire dalla pesca accidentale.  In  tutto  il Mediterraneo  si  stima  che  ogni  anno  più  di  130.000  tartarughe  vengano  catturate accidentalmente negli attrezzi da pesca, di cui oltre 40.000 non sopravvivono. Mentre in Italia la pesca accidentale colpisce più di 20.000 esemplari all’anno. A queste vanno aggiunte le migliaia di tartarughe  che  ingoiano  sacchetti  di  plastica  scambiandoli  per meduse,  che  vengono  colpite  dalle imbarcazioni mentre galleggiano per scaldarsi al sole, i piccoli appena nati che finiscono sulle strade disorientati dalle  luci artificiali di coste sempre più urbanizzate,  i nidi distrutti dai mezzi meccanici utilizzati per la pulizia delle spiagge e da un’attività turistica incontrollata.  Per questo il WWF, da oltre vent’anni ha creato uno speciale “network tartarughe”  – in tutto 20 centri lungo le coste italiane, tra cui i centri recupero del WWF – che lavora insieme agli operatori del mare, i pescatori, università e centri di ricerca, istituzioni e una nutrita squadra di volontari, turisti e bagnanti che ogni  anno  si  attivano  in  prima  persona  per  proteggere  le  tartarughe  marine,  dal  momento  della deposizione fino alla  loro vita  in mare. E per mostrare ai pescatori come comportarsi con  le  tartarughe catturate accidentalmente dagli attrezzi da pesca, il WWF ha realizzato speciali magliette a fumetti. >>> www.wwf.it/tartarughe

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