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Italia festeggia con +20 % boschi & Crisi abbatte gas serra (-10,7%)

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10,4 milioni di ettari si mangiano 4 miliardi di tonnellate di gas serra. L’Italia puo’ festeggiare l’aumento di circa 1,7 milioni di ettari delle foreste negli ultimi 20 anni pari a circa il 20 per cento, che raggiungono così oltre 10 milioni e 400 mila ettari di superficie. E’ la notizia positiva che viene dalla Coldiretti in occasione della giornata della terra “Earth day”, sulla base dell’inventario del Corpo Forestale dello Stato. I 12 miliardi di alberi che coprono oltre un terzo della superficie nazionale (35 per cento) costituiscono – sottolinea la Coldiretti – il polmone verde dell’ Italia con circa 200 alberi per ogni italiano. I boschi – precisa la Coldiretti – ricoprono un ruolo centrale come assorbitori e contenitori di anidride carbonica, che è il principale gas ad effetto serra, e sono fondamentali nella mitigazione e nell`adattamento ai cambiamenti climatici in corso. La quantita’ di carbonio trattenuta nei tessuti, nei residui vegetali e nei suoli delle foreste, infatti, e’  pari a circa 1,2 miliardi di tonnellate di carbonio, corrispondenti a – sottolinea la Coldiretti – 4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Le foreste

italiane, come contenitori naturali di carbonio svolgono quindi un ruolo fondamentale nel raggiungimento dell’obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto..Peraltro – precisa la Coldiretti – con una più corretta gestione delle foreste può essere prelevata, quasi senza alterarne la sostenibilità, una quantità di 23,7 milioni di tonnellate/anno di combustibile che riduce i consumi attuali di petrolio di ulteriori 5,4 milioni di tonnellate. Esiste – continua la Coldiretti – una forte integrazione tra agricoltura e silvicoltura: il 40 per cento delle aziende agricole italiane possiede un bosco, ma negli ultimi 20 anni, a causa dei fenomeni di progressivo abbandono dell’agricoltura di montagna, il numero di queste aziende si è ridotto progressivamente e oggi, nel Paese, una superficie forestale di circa 1,5 milioni ettari, su un totale di dieci milioni di ettari, si trova senza un imprenditore che possa svolgere attività di custodia, di valorizzazione, di protezione e di sorveglianza, anche nei confronti dei piromani. Preoccupa infatti che la crescita della superficie forestale avvenga in parte a danno dei terreni agricoli abbandonati  perché viene cosi’ persa superficie produttiva a fini alimentari ma anche perché la crescita spontanea, dovuta principalmente all’abbandono delle aree rurali da parte dell’uomo, che mette a rischio la sostenibilità del territorio per frane e incendi. Occorre cogliere con piu’ attenzione – sottolinea la Coldiretti – le opportunità offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali “alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale” anche attraverso l’utilizzo di mezzi meccanici agricoli”. Per questo – conclude la Coldiretti – serve un accordo con le

pubbliche amministrazioni che fissi, le regole per l’incentivazione e lo sviluppo dell’attività di presidio del territorio e dell’ambiente, specialmente nelle aree a rischio per incendi, frane ed alluvioni. AMBIENTE: CRISI ABBATTE GAS SERRA: (-10,7%): Forse uno degli effetti positivi della crisi è l’abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra per effetto del minore consumo di prodotti petroliferi che a marzo in Italia è sceso del 10,7 per cento rispetto allo scorso anno. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della giornata della terra “Earth day” nel sottolineare che la minore combustione di un chilo di petrolio determina l’emissione di circa 3,11 chili di anidride carbonica ad effetto serra in meno. Secondo i dati diffusi dall’Unione petrolifera a marzo – sottolinea la Coldiretti – i consumi di prodotti petroliferi sono scesi a circa 5,4 milioni  di tonnellate, con una nuova diminuzione appunto del 10,7 per cento (come a febbraio) rispetto a marzo 2011. Si tratta di un risultato che è il frutto di un calo del 9,5 per cento dei consumi di benzina e dell’8,4 per cento del gasolio autotrazione provocato – continua la Coldiretti – dall’effetto congiunto delle crisi e dell’impennata del costo dei carburanti. In un paese come l’Italia dove l’88 per cento delle merci viaggia su gomma si assiste – sostiene la Coldiretti – ad una vera impennata degli acquisti di prodotti alimentari a chilometri zero con un aumento su base annua del 53 per cento della spesa nei mercati degli agricoltori. Una tendenza che ha un impatto virtuoso sull’ambiente perche’ riduce gli sprechi di petrolio e le emissioni inquinanti provocate anche dall’importazione fuori stagione dei cibi dall’estero . Un chilo di arance importate dal

Brasile brucia 5,5 chili di petrolio e libera 17,2 chili di anidride carbonica in piu’ di quelle siciliane. Secondo una analisi della Coldiretti per esempio le prugne dal Cile devono volare 12mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio che liberano 22 chili di anidride carbonica e la carne argentina viaggia per 11mila bruciando 6,7 chili di petrolio e liberando 20,8 chili di anidride carbonica attraverso il trasporto con mezzi aerei. La maggiore sensibilità ambientale sugli effetti dei cibi acquistati ah spinto la nascita e lo sviluppo dei una estesa rete di vendita diretta dal produttore al consumatore sul territorio che puo’ oggi contare su 878 mercati degli agricoltori ai quali si aggiungono 3.972 aziende agricole, 670 agriturismi, 163 botteghe per un totale di 5.683 punti vendita di campagna Amica. Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica – precisa la Coldiretti – si trovano prodotti locali del territorio che non devono affrontare lunghi e costosi trasporti, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. E’ stato calcolato – sostiene la Coldiretti – che l’apertura dei mercati degli agricoltori di campagna amica nel 2011 ha permesso di risparmiare circa 43mila milioni di tonnellate di anidride carbonica che espresse in chilometri equivalgono a percorrere con un auto 15300 volte la circonferenza terrestre. Un alternativa ai normali acquisti in un paese come l’Italia dove si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole, con effetti sui prezzi e sull’inquinamento ambientale. Fonte: Coldiretti Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti

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