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L’ortoterapia aiuta a coltivare… l’autostima. Italiani sempre più alla ricerca di una vita in campagna

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 “ Ortoterapia: giardinaggio e orticoltura  applicati al disagio sociale e psichico”. L’ortoterapia aiuta a coltivare… l’autostima: In crescita negli ultimi 15 anni, l’ortoterapia rafforza la fiducia nelle proprie possibilità e aiuta il reinserimento nella  vita  attiva delle persone  con disagio o disabilità – “In  crescita  il numero di ventenni che  coltivando un orto o un giardino  superano difficoltà di  relazione  riacquistando una manualità  che  oggi  tende  a  perdersi  in  un mondo  sempre  più  virtuale”  spiega  Tina  Ponzellini, docente della Scuola Agraria del Parco di Monza.Coltivare un giardino o un orto contribuisce a stabilizzare l’umore, allevia le  tensioni, rafforza  l’autostima e, nell’ambito di un programma riabilitativo completo denominato “ortoterapia”  può  favorire  il  recupero  e  l’integrazione  nella  società  di  persone  con  diversi  tipi  di disagio o disabilità. Lo dimostra l’esperienza trentennale degli esperti che collaborano con la Scuola Agraria del Parco di Monza: i primi dati e le opportunità nell’applicazione di questa tecnica saranno presentati sabato 31 marzo alle 14.30 al Centro Congressi del Centro Fiera del Garda nel convegno “Ortoterapia: giardinaggio e orticoltura applicati al disagio sociale e psichico” dalla Scuola Agraria del Parco di Monza nell’ambito della Fiera di Vita in Campagna a Montichiari (Brescia). “L’orticoltura fa parte di una serie di iniziative che oggi vedono l’orto come il mezzo più adatto per promuovere attività sociali – spiega Giorgio Vincenzi, direttore di Vita in Campagna, mensile di Edizioni  L’Informatore  Agrario  che  quest’anno  celebra  il  suo  30esimo  anno  di  pubblicazione  e conta 82.000 abbonati in tutta Italia. Tra di esse rientrano gli orti scolastici, che coinvolgono allievi e  insegnanti delle scuole nella gestione di un pezzo di  terra coltivato a ortaggi per  fini didattico- educativi e  gli orti comunali per gli anziani, in aumento, che favoriscono l’uscita dalla solitudine e dall’inattività e costituiscono un luogo di aggregazione sempre più

apprezzato dalla terza età”.   La terapia orticolturale è una pratica riabilitativa che affronta  i disagi e  le disabilità attraverso  il rapporto  con  il  verde,  con  effetti  benefici  osservabili  clinicamente. L’attività  terapeutica  consiste nell’incentivare,  nel  preparare  e  nell’affiancare  il  soggetto  nella  cura  e  nella  gestione  del  verde, nella  coltivazione  di  fiori  e  ortaggi,  nell’ottenimento  e  nella  fruizione  di  prodotti  legati  alla coltivazione. Ogni  progetto  riabilitativo  va  definito  su misura,  ha  una  durata minima  di  6 mesi, viene  realizzato con più  figure professionali e mira ad aiutare  la persona a  riconquistare un  ruolo attivo nella vita. Una  pratica  nata  nel mondo  anglosassone  che,  a  giudicare  anche  dall’incremento  nel  numero  di richieste  di  collaborazione  e  delle  iscrizioni  ai  corsi  di  specializzazione,  negli  ultimi  15  anni  sta diffondendosi anche in Italia. “In genere opero con uomini, le donne scelgono altri tipi di attività” spiega  Tina  Ponzellini,  docente  della  Scuola  Agraria  del  Parco  di  Monza  e  relatrice dell’incontro alla Fiera di Vita  in Campagna. L’ortoterapia mi mette  in  rete con diversi  tipi di strutture, dal  tribunale dei minori a quelle  sanitarie.  In particolare, negli ultimi anni, noto come l’età dei miei utenti  stia gradualmente  scendendo:  se  ieri  la media  era  di 40-50 anni, oggi  sono tanti i ventenni che faticano a socializzare e ottengono benefici impegnandosi con altre persone in  piccoli progetti a  contatto  con  la natura”. L’ortoterapia migliora  infatti  le difficoltà di  relazione, favorisce  il  recupero  della manualità  in  un mondo  sempre  più  incentrato  sulla  virtualità,  aiuta  a uscire da dinamiche narcisistiche attraverso  il  lavoro di  squadra.  “Mi  trovo  spesso a operare con uomini che hanno perduto il lavoro o hanno avuto crisi nelle relazioni – continua Tina Ponzellini. L’ortoterapia aiuta a rafforzare  l’autostima e aumenta  la

consapevolezza di riuscire a  farcela per uscire da tunnel emotivi”. -Presentazione della nuova ricerca  “la campagna come passione: Dall’orto all’agricoltura amatoriale”.  Italiani sempre più alla ricerca di una… vita in campagna Dall’Osservatorio Nomisma per la rivista Vita in Campagna il primo identikit aggiornato al 2012  e  completo  degli  agricoltori  amatoriali  e  degli  amanti  del  verde  – Orto  e  giardino appassionano soprattutto gli italiani nel Nord Italia, le regioni del Centro-Sud privilegiano invece la coltivazione di terreni nel proprio tempo libero. Maschio,  diplomato,  di  età  matura,  animato  dal  piacere  di recuperare  il rapporto con  la natura e  le  tradizioni familiari o di mangiare prodotti genuini. Questo  l’identikit  di  chi  coltiva  per  passione  terreni,  orti  o  giardini  emerso  dalla  ricerca realizzata  da  Nomisma  e  promossa  da  Vita  in  Campagna,  con  la  collaborazione  di Bayer Garden, Stihl e Viking, presentata oggi a Montichiari (Brescia) in occasione della seconda edizione della Fiera di Vita in Campagna.  Lo  studio  mette  in  evidenza,  per  la  prima  volta  in  Italia,  il  profilo  e  la  portata economica dell’attività degli agricoltori amatoriali  e degli appassionati del verde  e  le destinazioni  possibili per  le  superfici agricole  che  sfuggono  ai  censimenti  agricoli. La ricerca  contribuisce  inoltre  ad  evidenziare  i  risvolti  sociali  ed  ambientali  connessi  alle dinamiche di  controurbanizzazione  ,  che vedono un  interesse  crescente nei  confronti di “pratiche e stili di vita rurali”.  “La  ricerca  conferma  ulteriormente  che  l’agricoltura  amatoriale  è  una  realtà  diffusa  in tutto il Paese e ha assunto un’importanza non più trascurabile – afferma Giorgio Vincenzi, direttore responsabile di Vita in Campagna, a due anni di distanza dalla prima ricerca con Nomisma, che aveva

portato alla ribalta il fenomeno. Lo studio  inoltre ci dice che  in Italia esiste una parte di territorio agricolo, rurale e forestale che non è in capo ad agricoltori e che  viene  gestito  secondo  logiche  rivolte  soprattutto  al  mantenimento  ambientale  e paesaggistico e più in generale della tutela territoriale”. L’indagine  diretta,  realizzata  da  Nomisma  nei  primi  mesi  del  2012  coinvolgendo  un campione  di  8.000  individui  della  popolazione  italiana  con  età  superiore  a  18  anni,  ha permesso di misurare e mappare a livello nazionale e regionale il fenomeno di chi coltiva per passione un terreno agricolo, un orto o un  giardino.  “Le  evidenze  più  significative  testimoniano  che  la  coltivazione  di  prodotti  agricoli  a  fini hobbistici  coinvolge  profili  socio-demografici  tra  di  loro  molto  diversi,  è  animata  da motivazioni  esclusivamente  extraeconomiche  e  permette  di  assicurare  alla  collettività vantaggi ambientali e territoriali non evidenti e molto spesso sottovalutati” spiega Massimo Spigola di Nomisma. Da 30 anni Vita  in Campagna  (che conta 82.000  lettori e viene  inviata solo su abbonamento) offre  agli  agricoltori  amatoriali  e  ai  possessori  di  orti  e  giardini  consigli  e  indicazioni  per  la coltivazione  e  la  cura  dello  spazio  verde.  Orto,  frutteto,  vigneto,  giardino,  piccoli  allevamenti, piccola meccanizzazione, turismo rurale, tutela dell’ambiente, salute e alimentazione naturale, casa di campagna costituiscono gli argomenti trattati dal mensile di Edizioni L’Informatore Agrario che si legge per imparare a fare.  Fonte: Fiera di Vita in Campagna centro fiera del garda (montichiari – brescia)

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