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Un’occhiata nell’abisso dell’universo. Lo sguardo di VISTA si spinge nella profondità nel Cosmo

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Una miniera di nuovi dati infrarossi messi a disposizione degli astronomi. Il telescopio VISTA dell’ESO ha prodotto la più ampia panoramica del cielo profondo mai realizzata in luce infrarossa. Questa nuova immagine di un pezzetto qualsiasi di cielo, tratta dalla survey UltraVISTA, mostra più di 200000 galassie ed è solo una delle numerose immagini della survey VISTA che l’ESO mette a disposizione, già elaborate, degli astronomi di tutto il mondo. UltraVISTA è una miniera di dati che viene usata per studiare galassie distanti nell’Universo lontano così come per molti altri progetti scientifici. Il telescopio VISTA dell’ESO è stato puntato ripetutamente sulla stessa zona di cielo per accumulare lentamente la debolissima luce prodotta dalle galassie più distanti. In totale, sono state combinate per questa immagine più di seimila pose individuali, per un tempo di esposizione totale di 55 ore, attraverso cinque filtri di colori diversi. Questa immagine dalla survey UltraVISTA è la più profonda [1] panoramica

infrarossa del cielo mai realizzata. Il telescopio VISTA, all’Osservatorio del Paranal dell’ESO, in Cile, è il più grande telescopio per survey esistente al mondo e il più potente telescopio per survey nella banda infrarossa. Dall’inizio delle osservazioni nel 2009 (eso0949) la maggior parte del tempo osservativo è stata dedicata a survey pubbliche, alcune delle quali coprono grandi zone del cielo australe mentre altre sono più focalizzate su aree limitate. La survey UltraVISTA è dedicata al campo COSMOS ([2], eso1124, heic0701) un pezzetto di cielo apparentemente vuoto già ampiamente studiato con altri telescopi, tra cui il Telescopio Spaziale Hubble della NASA/ESA [3]. UltraVISTA è di gran lunga la più profonda delle sei survey di VISTA e rivela gli oggetti più deboli. I dati della survey VISTA — più di 6 TeraByte di immagini — sono ora in fase di elaborazione nei centri dati del Regno Unito, e in Francia nel caso di UltraVISTA, e verranno poi riportati negli archivi scientifici dell’ESO e messi a disposizione degli astronomi di tutto il mondo.Di primo acchito, le immagini di UltraVISTA sembrano insignificanti: alcune stelle brillanti e una spruzzata di stelle più deboli. In realtà, quasi tutti gli oggetti deboli non sono stelle della nostra Via Lattea, ma galassie remote, ciascuna composta da miliardi di stelle. Ingrandendo l’immagine sempre di più, fino a riempire lo schermo e oltre, se ne vedono in numero sempre maggiore. Nell’immagine si contano più di 200000

galassie in totale. L’espansione dell’Universo sposta la luce degli oggetti distanti verso lunghezze d’onda maggiori. Per le galassie più lontane che riusciamo ad osservare, questo significa che la maggior parte della luce cade nella zona infrarossa dello spettro quando arriva a Terra. Un telescopio molto sensibile nella banda infrarossa e con un grande campo di vista come VISTA è lo strumento più potente per individuare galassie distanti nell’Universo primordiale. Studiando la luce sempre più spostata verso il rosso di galassie a distanze sempre maggiori gli astronomi possono risalire alla formazione delle galassie stesse e alla loro evoluzione nel corso della storia del cosmo. Un attento esame della foto rivela decine di migliaia di oggetti rossastri, precedentemente sconosciuti, sparsi tra le galassie più numerose di color crema. Queste sono per lo più galassie molto distanti viste quando l’Universo aveva solo una frazione della sua età attuale. Studi preliminari delle immagini di UltraVISTA, insieme con immagini di altri telescopi, hanno rivelato la presenza di molte galassie che si vedono quando l’Universo aveva un miliardo di anni o anche meno. Anche se l’immagine attuale di UltraVISTA è già la più profonda immagine infrarossa esistente di queste dimensioni, le osservazioni continuano. Il risultato finale, tra qualche anno, sarà un’immagine ancora più profonda. Le survey sono una risorsa indispensabile per gli astronomi e l’ESO ha dato inizio a un programma [4]per far sì che il ricco patrimonio di VISTA e del suo compagno in luce visibile, il VST (VLT Survey Telescope, eso1119)

rimangano accessibili agli astronomi per i decenni futuri. Note: [1] Gli astronomi definiscono “profonde” le immagini prese con un tempo di esposizone lungo, in grado di rivelare gli oggetti più deboli. Di solito si realizzano molte esposizioni più brevi che vengono poi combinate in modo digitale. [2] UltraVISTA ha fotografato il campo COSMOS nella costellazione del Sestante. Questa regione di cielo è stata osservata da moltissimi telescopi così che i numerosi dati possono essere sfruttati da vari studi e ricerche. UltraVISTA copre 1,5 gradi quadrati di cielo, circa otto volte l’area della Luna piena e poco meno del campo totale di COSMOS. [3] Le nuove osservazioni UltraVISTA rappresentano le osservazioni infrarosse più profonde del campo COSMOS e integrano osservazioni ad altre lunghezze d’onda ottenute con diversi telescopi, sia da Terra che dallo spazio. [4] I dati dei telescopi dell’ESO di solito finiscono direttamente in un immenso archivio digitale. Ma una nuova iniziativa, detta Fase 3, prevede la raccolta dei dati dell’ESO già elaborati da vari gruppi di astronomi in tutta Europa per renderli disponibili in una forma che ne permetta l’uso immediato. L’elaborazione di grandi immagini astronomiche, come quelle dei telescopi per survey, è impegnativa e richiede risorse computazionali notevoli oltre ad una elevata specializzazione nel trattamento. È così che fornire dati completamente elaborati, omogenei e ben documentati, piuttosto che i dati grezzi ottenuti al telescopio, aiuta enormemente la comunità a sfruttare al meglio i dati. Contatti: Anna Wolter INAF-Osservatorio Astronomico di Brera Milano, ITALY. Fonte: ESO European Southern Observatory

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