Galassie fin troppo vicine? Conflitti fra sistemi stellari bambini!

Numerose collisioni in un giovane ammasso di galassie. Il VST coglie numerose collisioni in un giovane ammasso di galassie. Il VST (VLT Survey Telescope) all’Osservatorio Paranal dell’ESO in Cile ha ripreso un’affascinante raccolta di galassie interagenti nell’ammasso di galassie di Ercole. La nitidezza di questa nuova immagine e il grandissimo numero, alcune centinaia, di galassie immortalate in grande dettaglio in meno di tre ore di osservazione confermano le grandi potenzialità del VST e della sua enorme camera per immagini OmegaCAM per esplorare l’Universo vicino. L’ammasso di galassie di Ercole (noto anche come Abell 2151) si trova a circa 500 milioni di anni luce da noi, nella costellazione di Ercole. È diverso da altri gruppi di galassie vicini sotto diversi aspetti. È di forma piuttosto irregolare, contiene una grande varietà di tipi di galassie, in particolare galassie spirali giovani che stanno ancora formando stelle, e non contiene giganti ellittiche. Questa nuova immagine è stata realizzata con il VST, l’aggiunta più recente all’Osservatorio Paranal dell’ESO in Cile (eso1119).  Il VST è un telescopio per survey dotato di una camera da 268 megapixel, OmegaCAM, che fornisce immagini di

grandi porzioni di cielo. Di solito solo i piccoli telescopi sono in grado di osservare in un sol colpo oggetti di grandi dimensioni, ma il VST da 2,6 metri di diametro non solo ha un grande campo di vista, ma può anche sfruttare le superbe condizioni osservative di Paranal per realizzare con rapidità immagini sia molto nitide che molto profonde.Coppie di galassie in grande intimità, pronte per fondersi in una sola galassia più grande, sono visibili ovunque nell’immagine. Le numerose interazioni e il grande numbero di galassie a spirale ricche di gas e in piena formazione di stelle rendono l’ammasso di Ercole simile alle galassie giovani dell’Universo più lontano [1]. A causa di questa somiglianza gli astronomi ritengono che l’ammasso di galassie di Ercole sia relativamente giovane. È in sostanza un nugolo vibrante e dinamico di galassie che un giorno matureranno in una sola, più simile alle galassie vecchie più tipiche degli ammassi della nostra zona galattica.Gli ammassi di galassie si formano quando gruppi più piccoli di galassie si avvicinano tra loro a causa della reciproca attrazione di gravità. A mano a mano che la distanza diminusce, gli ammassi diventano più compatti e più sferici. Nello stesso tempo, le galassie stesse si avvicinano e molte interagiscono. Anche se le galassie a spirale sono dominanti nei gruppi iniziali, le collisioni tra galassie alla fine ne distorcono la forma a spirale, ne strappano il gas e la povere e infine spengono in gran parte la formazione stellare.   Per questo, la maggior parte delle galassie negli ammassi evoluti sono ellittiche o irregolari. Una o due grandi ellittiche, formate in questo processo di interazione tra galassie più

piccole e ricche di stelle vecchie, di solito siedono al centro di questi ammassi evoluti. Si pensa che l’ammasso di Ercole sia formato da almeno tre ammassi più piccoli e gruppi di galassie che stanno proprio in questo momento concorrendo a formare una struttura più grande. Inoltre, l’ammasso stesso si sta avvicinando ad altri ammassi per formare infine un superammasso. Queste raccolte giganti di ammassi rappresentano alcune delle strutture più grandi dell’Universo. L’ampio campo di vista e la qualità dell’immagine prodotta da OmegaCAM sul VST lo rendono lo strumento ideale per studiare la periferia degli ammassi di galassie dove avvengono le interazioni tra ammassi ancora così poco conosciute.Questa spettacolare immagine mostra non solo le galassie dell’ammasso di Ercole ma anche molti altri oggetti più deboli e confusi sullo sfondo. Queste sono galassie molto più lontane da noi. Più vicino a noi, invece, molte stelle brillanti della Via Lattea sono visibili in primo piano così come alcuni asteroidi che hanno lasciato brevi tracce muovendosi lentamente durante l’esposizione. Note;  [1] Gli oggetti dell’Universo lontano sono visti com’erano quando erano molto più giovani, poichè la loro luce impiega parecchi miliardi di anni a raggiungerci. Ulteriori Informazioni;  Il programma VST è una joint venture tra l’ INAF–Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli, Italia, e l’ESO. l’INAF ha progettato e costruito il telescopio con la collaborazione di industrie italiane di punta e l’ESO è responsabile dell’edificio e dei lavori di ingegneria civile al sito. OmegaCAM, la fotocamera del VST, è stata progettata e costruita da un consorzio che include istituti in Olanda, Germania, Italia, con contributi significativi dell’ESO. L’impianto è gestito da ESO, che inoltre archivia e distribuisce i dati ottenuti con il telescopio. Nel 2012 cade il 50o anniversario della fondazione dell’ESO (European Southern Observatory, o Osservatorio Australe

Europeo).  L’ESO è la principale organizzazione intergovernativa di Astronomia in Europa e l’osservatorio astronomico più produttivo al mondo. È sostenuto da 15 paesi: Austria, Belgio, Brasile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, e Svizzera. L’ESO svolge un ambizioso programma che si concentra sulla progettazione, costruzione e gestione di potenti strumenti astronomici da terra che consentano agli astronomi di realizzare importanti scoperte scientifiche. L’ESO ha anche un ruolo di punta nel promuovere e organizzare la cooperazione nella ricerca astronomica. L’ESO gestisce tre siti osservativi unici al mondo in Cile: La Silla, Paranal e Chajnantor. Sul Paranal, l’ESO gestisce il Very Large Telescope, osservatorio astronomico d’avanguardia nella banda visibile e due telescopi per survey. VISTA, il più grande telescopio per survey al mondo, lavora nella banda infrarossa mentre il VST (VLT Survey Telescope) è il più grande telescopio progettato appositamente per produrre survey del cielo in luce visibile. L’ESO è il partner europeo di un telescopio astronomico di concetto rivoluzionario, ALMA, il più grande progetto astronomico esistente. L’ESO al momento sta progettando l’European Extremely Large Telescope o E-ELT (significa Telescopio Europeo Estremamente Grande), della classe dei 40 metri, che opera nell’ottico e infrarosso vicino e che diventerà “il più grande occhio del mondo rivolto al cielo”. Contatti: Anna Wolter, INAF-Osservatorio Astronomico di Brera ITALY. Fonte: ESO European Southern Observatory

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