Neve salva Italia da grave siccità

L’arrivo del maltempo con pioggia e neve è importante per salvare l’ltalia da una grave siccità che mette a rischio la disponibilità di acqua nelle città e nelle campagne con una riduzione di oltre l’80 per cento delle precipitazioni nei primi venti giorni di gennaio dopo un 2011 straordinariamente asciutto. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’allerta meteo emessa dal Dipartimento della Protezione civile per l’arrivo di freddo siberiano, gelo, pioggia e neve anche a bassa quota. Se non ci saranno manifestazioni violente a provocare danni, la neve e la pioggia sono importantissime per ripristinare le scorte idriche sulle montagne, nei terreni e negli invasi che sono su livelli minimi anche perché – sottolinea la

Coldiretti – lo scorso anno le precipitazioni sono anche dimezzate al centro, con un calo medio del 13 per cento sul territorio nazionale sulla base dei dati Isac – Cnr. La situazione è resa evidente – sottolinea la Coldiretti – da una magra straordinaria nel fiume Po, nelle montagne c’è poca neve, mentre i grandi laghi di Como, Maggiore e Garda sono tutti al di sotto del livello medio del periodo ed i terreni sono completamente secchi. Dopo la mancanza di precipitazioni che ha caratterizzato l’autunno scorso anche il 2012 – continua la Coldiretti – è stato fino ad ora segnato dall’assenza di pioggia che sta provocando un allarme generalizzato sulla situazione dei principali bacini idrici e dei terreni anche perché è mancata la neve che rappresenta una importante scorta per le riserve idriche. Ad esempio il Po nella zona di Parma è ad un livello paragonabile a quello del periodo estivo mentre nella diga di Ridracoli che garantisce la disponibilità idrica in tutta la Romagna ci sono solo 9,3 milioni di metri cubi di acqua, meno appena un terzo di quella presente normalmente in questo periodo. In queste zone – sottolinea la Coldiretti – si parla già nell’immediato il razionamento dell’acqua con una situazione destinata ad aggravarsi notevolmente con l’arrivo della primavera. Nelle campagne – conclude la Coldiretti – i terreni induriti dalla siccità rendono difficili e molto costose le tradizionali lavorazioni per la preparazione delle semine ma a preoccupare è anche la disponibilità idrica per l’irrigazione delle piante durante la fese di crescita primaverile. Fonte: Coldiretti

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