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L’Elica vestita di nuovi colori

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Il telescopio VISTA dell’ESO, all’Osservatorio del Paranal in Cile, ha ottenuto una nuova suggestiva immagine della Nebulosa Elica (Helix in inglese). Questa fotografia in infrarosso mostra filamenti di gas freddo della nebulosa che sono invece invisibili nelle immagini riprese in luce visibile e mette in evidenza un ricco sfondo di stelle e galassie. La Nebulosa Elica è uno dei più vicini e più straordinari esempi di nebulosa planetaria [1]. Si trova nella costellazione dell’Acquario, a circa 700 anni luce dalla Terra. Questi strani oggetti si formano quando una stella simile al Sole, negli ultimi stadi di vita, non è più in grado di trattenere i suoi strati esterni. La stella, il minuscolo punto blu visibile al centro dell’immagine, lentamente si spoglia degli involucri di gas che a mano a mano formano la nebulosa e

quindi diventerà una nana bianca. La nebulosa stessa è un oggetto complesso composto di polvere, materiale ionizzato e gas molecolare, disposti a formare un disegno bello e intricato, simile a un fiore, incandescente a causa del fiero bagliore della luce ultravioletta prodotta dalla stella al centro, molto calda.L’anello principale della nebulosa Elica misura circa due anni luce, approssimativamente la metà della distanza tra il Sole e la stella più vicina. Il materiale della nebulosa in realtà si estende fino almeno a quattro anni luce dalla stella. Questo è particolarmente evidente in questa visione all’infrarosso, poichè l’emissione rossastra del gas molecolare è visibile in gran parte dell’immagine.Molto difficile da vedere nella banda ottica, il bagliore di questo tenue gas viene facilmente catturato dai rivelatori speciali di VISTA, sensibili alla luce infrarossa. Questo telescopio da 4,1 metri di diametro è anche in grado di rivelare un numero impressionante di stelle e galassie sullo sfondo. Lo sgardo penetrante del telescopio VISTA dell’ESO rivela anche l’elegante struttura degli anelli della nebulosa. La luce infrarossa riesce a mettere in evidenza come si è disposto il gas molecolare. La materia si raccoglie in filamenti che emanano dal centro e l’intera struttura ricorda una pirotecnia celeste. Anche se sembrano minuscoli, questi filamenti di idrogeno molecolare, noti come “nodi

cometari” (‘cometary knots’ in inglese), hanno le dimensioni del nostro Sistema Solare. Le molecole in esse contenute possono sopravvivere alla radiazione di alta energia che emana dalla stella morente proprio perchè si condensano in questi “nodi”, che a loro volta vengono schermati dalla polvere e dal gas molecolare. Non è ancora chiaro come queste strutture si siano formate. [1] Le nebulose planetarie non hanno alcuna relazione con i pianeti. Il nome, che può generare confusione, deriva dal fatto che molte di esse, osservate nella banda ottica, mostrano dei dischi brillanti e ricordano i pianeti esterni del Sistema Solare, come Urano e Nettuno. La Nebulosa Elica, che è anche catalogata come NGC 7293, è in questo senso insolita poichè appare, attraverso un piccolo telescopio, molto grande ma anche molto debole. Ulteriori Informazioni; Nel 2012 cade il 50o anniversario della fondazione dell’ESO (European Southern Observatory, o Osservatorio Australe Europeo). L’ESO è la principale organizzazione intergovernativa di Astronomia in Europa e l’osservatorio astronomico più produttivo al mondo. È sostenuto da 15 paesi:

Austria, Belgio, Brasile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, e Svizzera. L’ESO svolge un ambizioso programma che si concentra sulla progettazione, costruzione e gestione di potenti strumenti astronomici da terra che consentano agli astronomi di realizzare importanti scoperte scientifiche. L’ESO ha anche un ruolo di punta nel promuovere e organizzare la cooperazione nella ricerca astronomica. L’ESO gestisce tre siti osservativi unici al mondo in Cile: La Silla, Paranal e Chajnantor. Sul Paranal, l’ESO gestisce il Very Large Telescope, osservatorio astronomico d’avanguardia nella banda visibile e due telescopi per survey. VISTA, il più grande telescopio per survey al mondo, lavora nella banda infrarossa mentre il VST (VLT Survey Telescope) è il più grande telescopio progettato appositamente per produrre survey del cielo in luce visibile. L’ESO è il partner europeo di un telescopio astronomico di concetto rivoluzionario, ALMA, il più grande progetto astronomico esistente. L’ESO al momento sta progettando l’European Extremely Large Telescope o E-ELT (significa Telescopio Europeo Estremamente Grande), della classe dei 40 metri, che opera nell’ottico e infrarosso vicino e che diventerà “il più grande occhio del mondo rivolto al cielo”. Contatti: Anna Wolter, INAF-Osservatorio Astronomico di Brera Milano, ITALY. Fonte: ESO European Southern Observatory

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