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Bilancio Ambientale 2011 ~ Good News & Bad News

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WWF: “sull’ambiente l’Italia frena, gli italiani invece no!” Dalla vittoria sul nucleare alla “liquidazione” del Ministero dell’Ambiente, il WWF tira le somme sul 2011 e augura un nuovo anno più equo e sostenibile.Si chiude  l’anno e  il WWF  tira  le somme sul bilancio ambientale del 2011, Anno  internazionale delle Foreste e l’anno  in cui  l’Associazione del Panda ha  festeggiato  i  suoi primi 50 anni di azione a  livello globale. Un anno ricco di successi caratterizzati da un grande coinvolgimento degli italiani, come la campagna referendaria che con il 94,08% dei voti ha ribadito  il secco rifiuto dell’Italia nei confronti del nucleare;  il divieto dei sacchetti di plastica,  anche  se,  proprio  a  fine  anno,  questa  vittoria  è  minacciata  dall’omissione  della  norma  nel  decreto milleproroghe, che segna un gravissimo passo indietro; e la campagna WWF “Una nuova oasi per te” che grazie all’aiuto  di migliaia  di  cittadini,  ha messo  al  sicuro  da  ogni minaccia  due  preziosi  boschi  in Lombardia  e  nel Lazio.  Mentre  la  cifra  mai  vista  di  quasi  43  mila  rapaci  attraversava  lo  Stretto  di  Messina  durante  le migrazioni di primavera (…senza bisogno del ponte!) e turisti, volontari ed esperti WWF monitoravano giorno e notte il numero record di nidi di tartarughe marine tra Puglia, Calabria e Sicilia.   Ma il 2011 è stato anche l’anno di Fukushima, drammatica conferma che “l’unico nucleare sicuro è quello che non  c’è”,  degli  ennesimi  disastri  petroliferi,  delle  drammatiche  alluvioni  che  anche  in  Italia  hanno  mietuto vittime, complici cambiamento climatico, dissesto idrogeologico e soprattutto abuso e consumo del suolo, mentre la Legge di Stabilità ha dato il colpo di grazia a un Ministero dell’Ambiente quasi  “in liquidazione” che, con un bilancio  ridotto a un quarto negli ultimi quattro anni  (421.041.078 euro, contro 1 miliardo e 649 milioni del 2008),  avrà  a  malapena  le  risorse  per  pagare  il  personale  e  garantire  l’ordinaria  amministrazione  delle  aree protette terrestri. Dall’altro lato, a 10 anni dalla Legge Obiettivo, cifre rilevantissime (367,4 miliardi di euro dagli iniziali da 125,8) vengono ancora destinate a  infrastrutture  talmente “strategiche” che solo  l’1,1% è stato a oggi realizzato. E mentre a Durban i governi del mondo hanno raggiunto un tiepido accordo su un percorso per affrontare  un  clima  globale  che  diventa  rapidamente  troppo  caldo,  in  Italia  mancano  ancora  una  Strategia nazionale per  ridurre  le  emissioni di CO2  e una Strategia Energetica per arrivare  al 100%    rinnovabili  entro  il 2050, obiettivo necessario e raggiungibile.  “Con  i  drastici 

tagli  alla  tutela  dell’ambiente,  eventi  drammatici  come  Fukushima  e  le  alluvioni,  e  una  ormai cronica assenza di  strategia  italiana  sul  fronte della decarbonizzazione e del cambiamento climatico,  il bilancio ambientale 2011 per  il nostro Paese è  tutt’altro che positivo. Ma quest’anno più di altri,  l’ambiente ha avuto un grande alleato nella partecipazione delle persone, che nelle piazze, sul territorio e ripensando i propri stili di vita, hanno  reso possibili  importanti vittorie, dimostrando di volere per  l’Italia un  futuro diverso e di essere pronti a fare la propria parte per costruirlo – ha dichiarato Stefano Leoni, presidente del WWF Italia. “Nel  2012  ci  attendiamo  dal Governo Monti  che  dia  ascolto  alla  volontà  espressa  dagli  italiani  e  prenda  serie misure  per  il  rilancio  del  Belpaese:  se  decreto  cresci-Italia  deve  essere  che  sia  un  decreto  per  lo  sviluppo sostenibile, che arresti la dissipazione irresponsabile del patrimonio naturale che contribuisce alla nostra ricchezza e che dimostri la volontà di perseguire, proprio in questo momento di crisi, l’obiettivo del benessere ambientale, economico e sociale. Il WWF chiede al Governo Monti di lasciarsi alle spalle politiche sciagurate per l’ambiente per  puntare  su  un  serio  percorso  di  sostenibilità  verso  il  futuro,  che  ci  trovi  pronti  per  il  vertice  di  Rio+20 promosso dall’ONU”, ha concluso Leoni. Per  il  futuro  del  Paese,  il WWF  attende  scelte  coraggiose  che  invertano  la  tendenza  alla  cementificazione selvaggia e al consumo del suolo (cancellando ogni  tentazione di condoni, sanatorie o ulteriori deregulation  in campo  edilizio  e puntando  sull’efficienza  energetica  e  la  ristrutturazione degli  edifici),  risanino  e  rispettino  il territorio (cancellando le norme blocca-bonifiche dei siti contaminati introdotte dal Governo Monti, investendo in  piani  strategici  per  prevenire  il  rischio  idrogeologico  e  perseguendo  l’obiettivo  dell’adattamento ai cambiamenti  climatici),  realizzino  le  opere  pubbliche  veramente  necessarie  (abbandonando  il  programma faraonico  e  insostenibile  delle  infrastrutture  strategiche,  puntando  sull’adeguamento  e  potenziamento  delle infrastrutture  esistenti  e  favorendo  il  trasporto  pubblico  locale),  tutelino  effettivamente  la  biodiversità (procedendo all’attuazione della strategia nazionale con il contributo delle Regioni), scelgano l’energia pulita e un’economia  a  emissioni  di  carbonio  zero  (rispettando  il  risultato  referendario  anti-nucleare,  impedendo  il rilancio del carbone, definendo un programma sistematico di interventi per l’efficienza e il risparmio energetici e diventando  uno  dei  Paesi  leader  in  campo mondiale  per  le  energie  rinnovabili,    nel  rispetto  del  Protocollo  di Kyoto, del  territorio e degli obiettivi europei) e indirizzino anche il Paese verso il futuro più sostenibile, equo e sicuro di cui il mondo ha urgentemente bisogno.- SEGUE: LE BUONE E CATTIVE NOTIZIE 2011  PER L’AMBIENTE – GOOD NEWS: 13 VOLTE IN CUI HA VINTO L’AMBIENTE: 1) E’ L’ANNO DELLE FORESTE, I PRO: L’ONU dedica il 2011 alla tutela del patrimonio forestale

globale. Il WWF avvia iniziative per sostenere progetti in Italia e nel mondo: come la campagna Green Heart of Africa per il Bacino  del Congo,  secondo  polmone  verde  del mondo  che  garantisce  la  vita  a  specie  simbolo  come  elefanti, gorilla, leopardi oltre che 75 milioni di persone; o la grande raccolta fondi “Una nuova oasi per te” che con l’aiuto di migliaia di italiani consente di mettere al sicuro due preziosi boschi italiani, a Valpredina in Lombardia e alla Foce dell’Arrone nel Lazio, coinvolgendo ambasciatori come Uto Ughi e Luca Argentero. 2) SACCHETTI DI PLASTICA: UN ANNO SENZA. E NEL 2012? Dal 1 gennaio è entrata in vigore in Italia la norma che vieta i sacchetti di plastica, simbolo della cultura usa e getta e grave minaccia per gli ecosistemi marini e gli  animali  che  li  popolano. Un  grande  successo  che  proprio  alla  fine  dell’anno  rischia di  essere  compromesso dall’omissione  della  norma  nel  decreto milleproroghe,  un  gravissimo  passo  indietro. All’inizio  dell’anno  il nostro Paese aveva il record dei sacchetti consumati nell’UE (oltre il 25%, corrispondente a circa 260.000 tonnellate di plastica,  con poco meno di 400  sacchetti di plastica  a  testa). Dal 2009  il WWF ha  accompagnato  la  catena di grande  distribuzione  Auchan  nel  processo  di  sostituzione  dei  sacchetti  di  plastica  con  borse  riutilizzabili, risparmiando all’ambiente, già nel primo anno, 30 milioni di shopper grandi in polietilene e 180 milioni di sacchetti piccoli, per un totale di 1458 tonnellate di plastica.3)  NAVI  DEI  VELENI:Ripartono  le  indagini  sul  caso  Ilaria  Alpi:  A  gennaio,  l’On.  Gaetano  Pecorella, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, riapre le indagini sulla  morte  di  Ilaria  Alpi,  in collegamento  con  l’inchiesta  sulle  cosiddette  “navi  dei  veleni”  e  il  traffico transfrontaliero di rifiuti tossici e radioattivi, che il WWF segue da vicino come promotore dell’Osservatorio “Per un  Mediterraneo  libero  dai  veleni”.  A  novembre  la  Commissione  Ambiente  del  Parlamento  europeo  ha visitato  la Valle  dei Veleni del  fiume Oliva,  vicino  ad Amantea,  prendendo  spunto  da  un  dossier WWF  sui rischi  ambientali  e  sanitari  dei  rifiuti  tossici  seppelliti  nella  zona,  provenienti  da  traffici  illeciti.  L’augurio dell’Osservatorio  è  che  questa  volta    non  come  in  passato    alle  parole  seguano  i  fatti  e  si  faccia  finalmente chiarezza su vicende che hanno visto il coinvolgimento di apparati dello Stato.  4) AUGURI PANDA:  Il WWF compie 50 anni:  Il 29 aprile di 50 anni  fa nasceva  il WWF, oggi  la più nota organizzazione mondiale per la conservazione della natura, attiva in 100 Paesi con oltre 2000 progetti sul campo attualmente in corso grazie a uno staff di 5 mila persone e all’aiuto di 5 milioni di sostenitori. L’associazione ha festeggiato  cinquant’anni  di  conquiste  ambientali ma  ha  avvertito:  per  salvare  il  pianeta  nel  prossimo mezzo secolo  ci  vorranno  una  forte  leadership  da  parte  dei  governi  e  delle  imprese  e  un  pieno  coinvolgimento  delle comunità e dei consumatori. 5)  REFERENDUM:  La  riscossa  della  società  civile,  l’Italia  dice 

no  al  nucleare:  Il  12  e  il  13  giugno  i referendum popolari su privatizzazione dell’acqua, nucleare e legittimo impedimento richiamano alle urne oltre il 57%  degli  aventi  diritto  al  voto,  permettendo  così,  dopo  ben  16  anni,  il  raggiungimento  del  quorum.  Una maggioranza  plebiscitaria,  ovvero  il  94,08%  degli  italiani,  dice  no  al  nucleare,  accogliendo  la  proposta  di abrogazione delle norme che consentivano  la produzione nel  territorio nazionale di energia elettrica nucleare E una maggioranza schiacciante viene raggiunta anche nei due quesiti sull’acqua (95,8% e 96,3%). 6)  RECORD MESSINA:  43MILA  RAPACI  ATTRAVERSANO  LO  STRETTO…  SENZA  PONTE!  In meno  di  due mesi  a  cavallo  di  aprile  ben  42.620  rapaci    record  ad  oggi    hanno  attraversato  lo  Stretto  di Messina diretti dall’Africa verso l’Europa, controllati a vista dai volontari del 28esimo Campo Internazionale per  la  protezione  dei  rapaci,  promosso  da MAN, WWF  Italia  e NABU  e  dal Corpo  Forestale  dello  Stato  sia regionale che dello Stato. Nel frattempo si prepara una nuova fase della battaglia contro il Ponte sullo Stretto… 7)  CARBONE?  NO  GRAZIE:  A  maggio,  il  Consiglio  di  Stato  annulla  il  decreto  con  cui  il  ministero dell’Ambiente  aveva  dato  parere  positivo  sulla  riconversione  a  carbone  della  centrale  di  Porto  Tolle, accogliendo il ricorso di WWF Italia, Greenpeace, Italia Nostra e numerose associazioni di operatori economici e del turismo della zona.. A ottobre, grande partecipazione alla manifestazione nazionale “Fermiamo il carbone” di  fronte  a  diverse  centrali  in  tutto  il  Paese,  contro  l’uso  del  carbone,  per  un  lavoro  degno,  per  contrastare  i cambiamenti climatici e tutelare la salute dando speranza al nostro futuro. 8 ) NEL CODICE PENALE  INTRODOTTI DUE NUOVI REATI AMBIENTALI. Nel  luglio 2011  con    il decreto legislativo n. 121/2011 lo Stato italiano provvede al recepimento della direttiva 2008/99/CE sulla Tutela Penale  dell’Ambiente. Vengono  introdotte  nel  Codice  Penale    due  nuovi  reati  contravvenzionali:  “Uccisione, distruzione, cattura, prelievo o possesso di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette” (art. 727-bis) e “Danneggiamento di habitat”  (art. 737-bis) e  si disciplina  la  responsabilità delle persone giuridiche  in campo ambientale. E’ certamente una buona notizia anche se il Legislatore si è limitato a questi interventi puntuali senza cogliere l’occasione per una organica riforma, che consenta di introdurre nel Codice Penale nuovo «Titolo VI-bis – dei delitti contro l’ambiente», come auspicato dal WWF nei numerosi suoi documenti prodotti in tale ambito. 9) TARTARUGHE MARINE DA RECORD:  estate da  record per  le nidificazioni di  tartarughe marine  sulle coste  italiane. Grazie  alla  collaborazione  di  turisti  e  volontari  che  hanno  partecipato  alla  campagna  “Segui  le tracce”, il WWF ha trovato e monitorato giorno e notte ben 9 nidi sulle spiagge di Sicilia, Calabria e Puglia, di cui 5 nei pressi dell’Oasi WWF di Torre Salsa. 10) LA MANOVRA E  I TRASPORTI:  Il  6  dicembre,  con  la  prima manovra  correttiva  del

Governo Monti (decreto legge n. 201), è stato finalmente possibile reperire i circa 1,5 miliardi di euro necessari a garantire i trasporti  ferroviari  regionali  che  la Legge di Stabilità 2012 non  era  riuscito  a  stanziare,  ed  è  stato  avviato  il percorso che porterà all’istituzione di un’Autorità indipendente di vigilanza nel settore dei Trasporti.11) VENT’ANNI DI LEGGE SUI PARCHI: Il 6 dicembre compie vent’anni la legge 394 sulle aree naturali protette, varata nel 1991 dopo un  faticoso cammino durato più di 70 anni. Oggi, con mille difficoltà e  risorse irrisorie,  i parchi  tutelano oltre  il 10,42% del  territorio e hanno  salvato dall’estinzione  specie  rarissime come  il camoscio  d’Abruzzo,  l’orso  bruno,  il  lupo,  il  gipeto  e  il  pino  loricato. Mentre  sul  fronte  della  tutela  del mare, nonostante  il  taglio delle  risorse,  il 2011 ha visto una messa  in efficienza dell’intero sistema delle Aree Marine Protette,  in  base  a  criteri  che  tengono  in  conto  sia  dell’efficacia  di  gestione  (dalla  tutela  della  biodiversità  allo sviluppo  socio-economico  locale),  sia  di  nuovi  approcci  di  valutazione.  Secondo  il  sondaggio  realizzato  dal WWF grazie a ISPO Ricerche gli italiani sono un popolo amico dei parchi, che li conosce (67%) riconosce la loro  importanza  per  il  benessere  umano  (98%)  e  per  l’economia  del  Paese  (84%),  mentre  una  percentuale significativa (50%) sarebbe addirittura disposta a versare un contributo allo Stato per finanziarne la gestione. Le percezioni positive aumentano tra giovani, istruiti e chi quei parchi li ha visitati davvero (44%).  12) CACCIA E TUTELA FAUNA: A PICCOLI PASSI CI AVVICINIAMO ALL’EUROPA: Il 2011 è stato un anno contradditorio per politiche e provvedimenti sulla tutela della fauna selvatica e la regolamentazione della caccia. E’ stato  infatti  il primo anno di applicazione della “legge comunitaria 2009” che ha modificato  la  legge quadro  sulla  caccia  (157/1992),  recependo  finalmente  i  principi  fondamentali  delle  Direttive  europee,  con “qualche” anno di ritardo, dopo numerose condanne   della   Corte di Giustizia europea, denunce e mobilitazioni delle  associazioni.    Il Governo,  a  seguito degli  esposti  del WWF  e di  altre  associazioni, ha  impugnato diverse leggi  regionali  (come  Liguria, Marche,  Lombardia)  dinanzi  alla   Corte Costituzionale  e  il  Parlamento  non  ha approvato quest’anno leggi negative per la fauna. L’auspicio è che  il 2012 (in cui ricorrerà  anche il ventennale di approvazione della legge sula caccia 157/1992) vedrà definitivamente sepolte  le “proposte indecenti” delle frange di cacciatori, irriducibili ed anacronistici fautori di “caccia selvaggia”.  13) INCENTIVI ALL’EFFICIENZA DEGLI EDIFICI? SI GRAZIE: Nella manovra salva-Italia, detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici prorogate fino al 2012. La detrazione scenderà al 36% a partire dal 2013. Il governo Monti ha tuttavia deciso di rendere l’incentivo fiscale “strutturale”. Fissato un tetto di 48.000 € per gli incentivi . BAD NEWS: 13 VOLTE IN CUI HA PERSO ANCHE L’UOMO:1)  E’  L’ANNO  DELLE  FORESTE,  COSA MANCA:  Anche  se siamo   uno  dei  più  importanti 

mercati  al mondo  di  legnami  tropicali  e  non  solo,  l’Italia non ha una  strategia politica  e operativa  sulle  foreste  e  sul mercato  dei  prodotti  forestali  e  non  ha  ancora  indicato  alla Commissione Europea quale Autorità  seguirà  lo sviluppo  e  corretta  applicazione  del  piano  di  Azione  sul  Forest  Law  Enforcement,  Governance  and  Trade (FLEGT)  e  della  normativa  collegata  (la  nuova  Timber  Trade  Regulation),  per  contrastare  il  commercio  di legname e prodotti di origine illegale in EU, che entrerà in forza nel marzo 2013.2) DISASTRO FUKUSHIMA: L’unico nucleare  sicuro  è quello  che non  c’è: L’11 marzo  il mondo  assiste sconvolto  all’incidente  nella  centrale  nucleare  di  Fukushima.  Per  il WWF  una  nuova  conferma  che  l’unico nucleare sicuro è quello che non c’è. 3)  IL  PONTE  INFINITO:  Il  29  luglio  viene  approvato  il  nuovo  piano  economico  finanziario  del  progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina, in cui il costo del ponte e opere connesse sale a 8,5 miliardi di euro (in un anno +34%, pari a oltre mezzo punto di PIL), più che raddoppiando il costo con cui il General Contractor, con a capofila Impregilo, ha vinto la gara. Un costo che il ponte non ripagherà mai, poiché il traffico previsto copre una quota del 15% della sua capacità complessiva. Inoltre, l’aggiornamento della valutazione d’impatto ambientale  non  tiene  conto di modifiche  sostanziali  dell’opera  principale  e delle  infrastrutture  di  adduzione.  Il WWF fa circolare sul web la suggestiva immagine di un arcobaleno, “l’unico ponte che vogliamo sullo Stretto”. 3) MARE NERO: Anche quest’anno  i mari del mondo sono funestati da disastri petroliferi  il cui  impatto sugli ecosistemi marini si farà sentire per decenni. I principali: in agosto, la fuoriuscita di petrolio da una piattaforma petrolifera nei mari della Scozia e a ottobre, la marea nera dilaga in Nuova Zelanda. 4) DRAMMA ALLUVIONI, TRA LIGURIA E MESSINESE: Autunno funestato dalle alluvioni, dal Nord al Sud  (dalle Cinque Terre alla Provincia di Messina). L’Italia ha  registrato 5.400 alluvioni e 11.000  frane negli ultimi  80  anni,  70.000  persone  coinvolte  e  30.000 miliardi  di  danni  negli  ultimi  20  anni, mentre  5.581 comuni  italiani  (68,9% del  totale) ricadono  in aree classificate a potenziale rischio  idrogeologico più alto. Per  la  comunità  scientifica  il  cambiamento  climatico  che  influisce  sull’intensificarsi  di  questi  fenomeni  è provocato  per  il  95%  dalle  attività  umane.  Urgente  la  messa  in  sicurezza  del  territorio  contro  il  rischio idrogeologico  che    necessita  di  investimenti  per  complessivi  30/40  miliardi  di  euro  complessivi,  secondo  le valutazioni della Protezione Civile. 5)  MINAMBIENTE  IN  LIQUIDAZIONE:  Il  12  novembre  la  Legge  di  Stabilità    il  colpo  di  grazia  al Ministero dell’Ambiente, già provato dalla manovra estiva. Le risorse destinate alla tutela dell’ambiente sono ridotte a un quarto rispetto a quattro anni fa: nel 2012 il Minambiente avrà un bilancio di

421.041.078 euro, contro 1 miliardo e 649 milioni del 2008, mentre ad interventi in campo ambientale viene destinata dalla Legge di Stabilità  2012  la  cifra  risibile  di  43,497 milioni  di  euro,  equivalenti  allo  0,7%  del  totale  della  manovra.  Il ministero  è  in  liquidazione:  i  finanziamenti  per  i  parchi  italiani  basteranno  appena  per  pagare  il  personale  e l’ordinaria amministrazione delle 25 aree protette terrestri, mentre c’è il rischio concreto che per assenza di fondi 10 delle 26 aree marine protette diventino presto inattive.  6) INFRASTRUTTURE: TALMENTE “STRATEGICHE” CHE SOLO L’1% E’ REALIZZATO: Con  la Legge  di Stabilità  2012,  l’ultimo  provvedimento  redatto  nel  2011  dal  governo Berlusconi,  si  decide  di continuare a destinare cifre rilevantissime alle grandi opere, nonostante  lo stesso Centro Studi della Camera dei Deputati  abbia  sancito  (nel VI Rapporto  sull’attuazione della Legge Obiettivo)  il  fallimento della politica  sulle infrastrutture  strategiche,  visto  che  dal  2001  sono  state  completate  opere  del  valore  pari  all’1%  al  valore dell’intero programma (4,4 miliardi di euro), che oggi ammonta a 367 miliardi di euro per 390 opere). La Legge di Stabilità 2012 destina alle infrastrutture “strategiche” complessivamente 1,543.920 miliardi di euro (comprese opere  della  legge Obiettivo  e  linee  ad AV  ferroviaria)  che  equivalgono  al  27,3%  del  valore  complessivo  della manovra. Questo quando ancora oggi mancano all’appello gli 825 milioni di euro per realizzare il programma di piccole e medie opere, deliberate dal CIPE il 6 novembre 2009, richiesto a gran voce dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili. 7) DURBAN:  INTESA TIEPIDA E LENTA PER UN CLIMA CHE DIVENTA TROPPO CALDO: L’11 dicembre    i governi del mondo raggiungono una  timida  intesa su un futuro accordo globale sul clima, ma senza l’ambizione necessaria per affrontare urgentemente il cambiamento climatico. I governi hanno raggiunto un accordo  debole,  che  ha  istituito  un Fondo Verde  per  il Clima  con  ancora  pochi  soldi,  hanno  rimandato  le decisioni  più  importanti  sui  contenuti  del  Protocollo  di  Kyoto  e  hanno  preso  un  impegno  poco  chiaro  per raggiungere  nel  2020  un  accordo  globale  che  potrebbe  lasciarci  legalmente  vincolati  a  un  aumento  della temperatura  globale  di    C,  ben  oltre  i    C  raccomandati  dalla  comunità  scientifica  per  evitare  uncambiamento climatico catastrofico. 8 ) CLIMA ED ENERGIA SENZA STRATEGIA:  In  Italia non  esiste ancora alcuna Strategia Nazionale di riduzione delle  emissioni di  gas  serra,    alcuno  strumento  legislativo  per  decarbonizzare  l’Italia  entro  il  2050 nell’ambito della Road Map europea. La delibera CIPE del 2002 è  stata ampiamente  inapplicata e  superata dagli eventi e dalle politiche attuate (il ministro Clini ha annunciato una nuova delibera entro il 15 gennaio 2012). Non è ancora partito il Fondo rotativo per Kyoto a sostegno di iniziative e  investimenti per la

riduzione dei gas serra, introdotto dalla finanziaria 2007. Finora  le risorse ad esso destinate (600 milioni di euro) sono rimaste bloccate (il ministro Clini ha annunciato che il fondo dovrebbe partire a gennaio 2012). Non esiste alcuna Strategia Energetica Nazionale  che  tenga  conto  della  necessità  di  ridurre  i  consumi,  con  obiettivi  al  2020  e  2030,  e  di  aumentare  la percentuale di energia prodotta con  fonti  rinnovabili per giungere al 100% entro  il 2050. Non sono stati rivisti e adeguati  i  Piani  di  Azione  su  Rinnovabili  ed  Efficienza  Energetica,  dotandosi  di  obiettivi  e  strumenti  più ambiziosi.  Non esiste alcuna Strategia Nazionale per i Trasporti, settore in cui è più marcata la crescita di CO2. 9) INCENTIVI RINNOVABILI: INCOGNITA 2012: In vista del nuovo anno c’è grande confusione in materia di  incentivi  per  le  fonti  rinnovabili,  specie  per  il  fotovoltaico,  con  conseguente  disincentivazione  degli investimenti. Dopo  la  chiusura  anticipata  del Terzo Conto Energia,  è  stato  elaborato  un  nuovo meccanismo  di incentivazione  (Quarto  Conto  Energia,  DM  5  maggio  2011), duramente  contestato  dagli  operatori  e  dalle associazioni  ambientaliste,  che ha previsto  tariffe più basse  e un  tetto massimo di  spesa. Il cosiddetto Robin Tax è stata estesa alle fonti rinnovabili e alle reti di trasporto dell’energia, entrambi settori cruciali per un futuro energetico a basso tenore di carbonio. Moltissimi provvedimenti dovuti in materia di energia da fonti rinnovabili e di  efficienza  energetica  sono  in  ritardo,  dalle  etichette  energetiche  e  dall’implementazione  delle  normative europee  in  tema di efficienza energetica degli edifici, ai controlli e  sulle  sanzioni  in materia di  incentivi per  le rinnovabili. In una bolletta dalle molte storture, che continua a foraggiare persino i combustibili fossili assimilati alle  rinnovabili,  pare  che  l’unico  problema  sia  costituito  dagli  incentivi  alle  rinnovabili  vere!  Non  si    la necessaria priorità neanche a un vero piano di  investimenti per  adeguare  le  reti di  trasmissione  e distribuzione dell’energia alla nuova realtà delle rinnovabili.10) NATURA E SPECIE A RISCHIO: La Rete Natura 2000,tutelata su scala Europea, priva di altri vincoli di tutela, come Riserve o Parchi Naturali, è stata anche nel 2011, soggetta a continue aggressioni. L’esempio più eclatante è relativo alle importantissime Zone a Protezione Speciale dello Stretto di Messina, Costa Viola e Monti Peloritani,  dove  sotto  i  colpi  dell’edilizia  in  costante  espansione  e  degli  incendi,  centinaia  di  ettari  di  habitat prioritari  e  non,  comunque  importantissimi  per milioni  di  uccelli   migratori,  sono  stati  distrutti  per  sempre  o ridotti in cenere. Lo status di tutela della Rete Natura 2000, che ha portato all’individuazione di siti di importanza comunitaria  (SIC per  la Direttiva   92/43/CE, meglio nota come  “Habitat”) e Zone a Protezione Speciale (ZPS Direttiva  2009/147/CE  nota  come  “Uccelli”),  non  è  ad  oggi  in  grado  di  evitare  che  vengano  sottratti 

habitat importantissimi anche per molte specie animali. 11) CACCIA E TUTELA FAUNA: LE REGIONI  CI ALLONTANANO  DALL’EUROPA: Molte Regioni continuano  ad  autorizzare  tempi  e modalità    di  caccia  non  consentiti    dall’UE,  come    la  cosiddetta  “caccia  in deroga”  ai piccoli uccelli,  come per  l’ennesima  volta Lombardia, Liguria  (che hanno  revocato  i provvedimenti solo  pochi  giorni  fa  a  seguito  delle  “minacce”  dell’Unione  Europea!), Veneto,  grazie  alle  quali  rischiamo  di pagare multe milionarie. Altre  insistono  nell’approvare  i  calendari  venatori  con  leggi  regionali  invece  che  con provvedimento  amministrativo, per  impedire    i  ricorsi  ai Tribunali  amministrativi. Ancora  toppe  regioni hanno anticipato l’apertura ai primi di settembre, non rispettando le indicazioni scientifiche e normative. In larga parte delle Regioni numerose e gravi violazioni delle  norme di tutela hanno costretto ancora una volta le associazioni ambientaliste, WWF in testa, a ricorrere ai tribunali amministrativi e all’Unione Europea.  12) LE SPECIE ANCORA A RISCHIO: C’è da aggiungere che anche se siamo un paese ricco di biodiversità, molte specie rischiano l’estinzione entro un paio di decenni se non si interviene con progetti puntuali e diretti. Specie  come  la  lontra,  le  tartarughe marine,  l’orso  bruno marsicano  (40-50  individui  rimasti),  il  capo  vaccaio (meno  di  10  coppie  in  tutta  Italia)  o  l’aquila  del Bonelli  (18-24  coppie  in  Sicilia).  Servono  norme  puntuali  e specifiche  che  tutelino  la nostra biodiversità  e diano un  impulso  concreto  a quei Piani di Azione promossi dal MATTM negli anni scorsi ma che non vedono ancora oggi una loro strutturale approvazione e applicazione.  13) AL MERCATO  ILLEGALE DELLE SPECIE: L’Italia  è uno dei maggiori  consumatori di wildlife, dal legname alle pelli di  rettile, ma senza una Strategia CITES Nazionale che metta a sistema  risorse e attività non riusciamo  a  svolgere  una  “politica”  incisiva  a  livello  internazionale  per  preservare  tutte  queste  risorse compromettendone  invece  la conservazione  (la CITES, di cui  fanno parte oltre 175 nazioni, è  il più  importante trattato  esistente  per  la  conservazione  delle  specie  selvatiche  minacciate  di  estinzione  dal  commercio internazionale).  Inoltre,  la mancanza  di  politiche  di  sistema  rischia  di  distruggere  uno  dei  pochi  presidi  stabili esistenti a tutela della fauna in difficoltà come la rete dei Centri di Recupero Animali Selvatici (CRAS) ed esotici (CRASE) molti dei quali gestiti dal WWF, e non offre una risposta sistematica e puntuale alla gestione di quelle migliaia  di  animali  selvatici  sottratti  al  commercio  illegale,  strappati  a  contrabbandieri  e  collezionisti  senza scrupoli, a cui non siamo ancora in grado di offrire un futuro accettabile, anche se in cattività, dopo che l’essere umano li ha privati della libertà. Roma, 30 dicembre  2011 Fonte:WWF. ~ Siamo dell’avviso che le 13 Good News hanno un peso ben maggiore delle 13 Bad News, ma la nostra opinione vale poco… siamo di parte! N.d.R.

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