Grazie ad una Proposta Italiana la Green Economy Americana Riparte dalle Oasi

La municipalità di Tucson, l’Università dell’Arizona e le Nazioni Native americane approvano la proposta dell’Istituto Internazionale delle Conoscenze Tradizionali di Firenze, ITKI (International Traditional Knowledge Institute), promosso dall’UNESCO, di realizzare una sede locale dell’Istituto e creare un’oasi nel deserto dell’Arizona a Tucson per avviare un programma di conversione delle grandi metropoli nel deserto americano in città sostenibili del futuro. La decisione è stata presa dalla Contea di Tucson a seguito delle attività tenute a Tucson in Arizona dal 14 al 18 novembre cui hanno partecipato docenti delle facoltà di antropologia, architettura, sociologia, economia dell’Università dell’Arizona, amministratori, esponenti dei Nativi Americani e organizzazioni non governative riuniti per ascoltare le

conferenze di Pietro Laureano, presidente dell’Istituto delle Conoscenze Tradizionali, e di Paul Blanchard, paesaggista americano residente e Firenze. Le conferenze e il workshop sono stati compiuti grazie alla collaborazione tra l’Istituto delle Conoscenze Tradizionali e la Contea, la città di Tucson, l’associazione no profit Sud Arizona, le Nazioni Native stabilita con la mediazione dell’italo americano Giuseppe Biagini da anni residente a Tucson e stimato dalla comunità scientifica e dalle istituzioni locali per i suoi successi nell’informatica e la catalogazione dei beni culturali.Nel suo intervento Pietro Laureano, partendo dall’analisi delle realtà delle oasi nei deserti caldi e freddi del vecchio continente, ha presentato un modello di sostenibilità basato sulle pratiche tradizionali di gestione dell’acqua, dei suoli e dell’energia di queste antiche comunità che può essere proposto anche con tecniche innovative nella città contemporanea. L’esperienza di restauro delle gallerie di captazione idrica, realizzata nel Sahara algerino grazie al progetto OASI finanziato dall’AATO laguna di Venezia, che ha riportato l’acqua e la vita in una zona completamente abbandonata, ha dimostrato la validità del recupero e della riapplicazione di queste antiche tecniche. Paul Blanchard ha presentato l’esperienza di creazione dell’Istituto delle Tecniche Tradizionali UNESCO a Firenze, i modi di operare attraverso la banca dati delle conoscenze tradizionali (Traditional Knowoledge World Bank www.tkwb.org) e le modalità e i vantaggi di una sua replica negli USA. Francesco Bandarin vice Direttore Generale dell’UNESCO ha indirizzato una lettera ai partecipanti per sostenere l’iniziativa di ITKI e la proposta di creare un’oasi americana già presentata in

una conferenza di Pietro Laureano al quartiere generale dell’UNESCO a Parigi.La proposta ha conseguito larghi consensi in rapporto alla possibilità di fronteggiare le crisi idriche e creare una nuova visione di Tucson città sostenibile all’interno delle iniziative varate dal governo USA sulla green economy. Problematica d’impellente attualità poiché le città americane dei deserti del Nevada, Arizona e Texas hanno conosciuto un enorme sviluppo utilizzando tutta l’acqua delle risorse limitrofe a un ritmo tale che il fiume Colorado non ha più uno scorrimento superficiale fino al Messico e il mare. Questa situazione insostenibile diventerà drammatica e motivo di conflitti negli anni a venire a causa del riscaldamento globale e del crescere della popolazione. La Contea di Tucson ha messo a disposizione un budget di 20 milioni di dollari per finanziare l’iniziativa all’interno di un più largo programma di spesa di 300 milioni di dollari volto alla sistemazione di un parco e dei sistemi di raccolta delle acque. La comunità scientifica ha espresso la sua approvazione nel rapporto dal titolo: “La prossima oasi del deserto atterrerà a Tucson. Creare un’oasi americana per il futuro di Tucson: un’iniziativa in collaborazione con ITKI UNESCO, la Contea e la città di Tucson, con l’associazione no profit Sud Arizona e le Nazioni Native”. In esso, tra l’altro si dice: “Il rapporto è la prima risposta di 60 leader e studiosi della comunità di Tucson e del Grande Deserto di Sonora alla sfida lanciata da Pietro Laureano e Paul Blanchard dell’Istituto Internazionale delle Conoscenze Tradizionali (ITKI) con sede in Italia. Il workshop “l’Iniziativa Oasi” è stato riunito per sviluppare una nuova forte visione capace di

integrare le conoscenze tradizionali, le capacità e le pratiche realizzate da centinaia di anni dalle comunità locali del deserto dell’Arizona. Il concetto di oasi presentato sfida le istituzioni tribali, municipali, della contea, universitarie e le organizzazioni no profit a collaborare a una scala che non ha precedenti per: 1) realizzare una struttura nell’area centrale di Tucson che sarà un complesso introduttivo ai caratteri unici, culturali e naturali, di Tucson e del deserto di Sonora. 2) stabilire una sede dell’Istituto Internazionale delle Conoscenze Tradizionali (ITKI) per le oasi del deserto americano. 3) ricostruire una delle molte oasi del deserto del Sonora nella piana alluvionale del Santa Cruz River. (…) Le tradizioni architettoniche e agricole delle oasi del bacino di Tucson sono state studiate dal punto di vista storico e archeologico ma non sono ancora sufficientemente conosciute e celebrate. Probabilmente è stata la visita e la visione di Pietro Laureano e Paul Blanchard dell’Istituto Internazionale delle Conoscenze Tradizionali dell’UNESCO a spingere la comunità di Tucson a mettere insieme le molteplici risorse culturali, intellettuali e istituzionali per immaginare come questa straordinaria eredità possa essere restaurata, valorizzata e promossa nel futuro in modo da rendere Tucson e altre città del deserto più sostenibili, inspirate e economicamente valide nel futuro”. Pietro LaureanoIpogea

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