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Una Mitica Storia d’Amore: Apollo & Dafne

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Oracolo di *Delfi “ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ”, “Conosci te stesso”. Ti avverto, chiunque tu sia. Oh tu che desideri sondare gli arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. Oh Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei. (Oracolo di Delfi). –  La parola Dafne indica “lauro”, alloro, e Dafne è stata il primo amore del dio Apollo. Si sosteneva che Dafne fosse figlia della divinità fluviale  Ladone e della Terra. La leggenda di Dafne ha come preambolo l’abbattimento da parte del dio Apollo del serpente Pitone. Orgoglioso di sé il dio del Sole si gloriò della sua fatica con il dio dell’Amore Cupido, prendendolo in giro per il fatto che i suoi armamenti, arco e frecce, non parevano adatte a lui. Cupido, risoluto a lavare l’onta, determinò di farlo accendere d’amore della ninfa Dafne. Realizzò due dardi uno con la punta ben acuminata fatta di oro (indirizzata a castigare l’amore di Apollo verso Dafne) e la seconda con la punta stondata fatta di ferro (indirizzata a far rifiutare l’amore di Apollo verso Dafne). Sacerdotessa di Gea, Dafne era una ragazza selvaggia, affine ad Artemide, che arriva non solo a impadronirsi del cuore di Apollo, ma pure di quello di Leucippo un giovane mortale. Leucippo si mascherò da femmina per essere capace di avvicinarsi a Dafne. Le sacerdotesse stabilirono, probabilmente per consiglio di

Apollo, di eseguire denudate i loro rituali, questo causò allo smascheramento di Leucippo che perì assassinato dalle medesime giovani. Apollo, sfruttando della fine del rivale in amore, si manifestò a Dafne, però fu rifiutato. Il dio si mise al pedinamento della ragazza che era scappata via impaurita, e stava ormai per raggiungerla mentre Dafne, implorato l’aiuto di Gea o del padre, si tramutò in una pianta di alloro. Da quel momento fu l’albero prediletto di Apollo, che ne indossa le ramificazioni come una corona. E addirittura stabilì di rendere questa vegetale sempreverde e di considerarla a lui consacrata e a raffigurare un simbolo di gloria da mettere sulla testa dei migliori fra gli uomini, capaci di gesta entusiasmanti. La mitologia di Dafne ha dato ispirazione alla raffigurazione artistica di moltissimi autori; i pittori Piero del Pollaiolo, Giorgione, Giovanni Battista Tiepolo e scultori come Gian Lorenzo Bernini, creatore di una famosa trasposizione di Apollo e Dafne. Lo stesso argomento è stato tradotto in musica da molti compositori: Dafne, opera di Jacopo Peri su libretto di Ottavio Rinuccini (1594). La Dafne, opera di Marco da Galliano su libretto di Ottavio Rinuccini (1608).Dafne opera del compositore tedesco Heinrich Schütz – sempre sul medesimo testo di Rinuccini – la cui partitura è andata perduta (1627). Daphne, opera di Richard Strauss su libretto di Joseph Gregor (1938).  – *L’oracolo di Delfi era il più rilevante oracolo dell’antica Grecia. Sito a Delfi,

assegnato ad Apollo, dio che si presenta come il primo mediatore tra il grande Zeus e le persone. Era l’oracolo più considerevole dell’intero mondo ellenico, per questa ragione il luogo sacro di Delfi era denominato “ombelico del mondo”, e una roccia scolpita, l’omphalos ne testimoniava la rilevanza. Con l’esclusione dello scrittore degli inni omerici ad Apollo, che gli conferisce la fondazione dell’oracolo, i mitografi sono separati in due gruppi: per uno il dio prese l’oracolo in donazione da altre divinità e per l’altro, forse più vecchio, asserisce di un combattimento col dragone Pitone che era il custode dell’oracolo, in quel tempo posseduto da Gea per ottenerne il controllo. Pito era, in effetti, l’arcaico appellativo dell’oracolo. Per scontare l’assassinio del serpente Apollo dové pagare e adattarsi a essere servo come pastore per sette anni sotto il re Admeto, che lo trattò sempre con ossequio e stima. Al termine della pena, Apollo ritornò con tutti gli onori a Delfi sotto forma di delfino, il che va compreso come una decifrazione per il nuovo nome dell’Oracolo. Quando tira vento, avvicinati a un alloro e ascolta, quel fruscio fra le foglie è la voce di Apollo che sta dichiarando il suo amore a Dafne e all’infinito le ripete, Io ti Amo.  Kalogeros Steel

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