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Ricerca: Giovane fisico modenese vince bando di 500 mila euro sull’epatite

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Miur finanzia con 500 mila euro il progetto di Giovanni Bussi, giovane ricercatore della sissa. Con il bando Firb il Ministero dell’Università e della Ricerca supporta l’attività di chi è all’inizio della carriera. Il fisico modenese studierà le proprietà molecolari dell’RNA e le sue funzioni nella replicazione del virus dell’epatite. Trieste, 31 ottobre 2011 – 500 mila euro dal Miur: 34 anni, modenese, Giovanni Bussi ha conquistato un  importante  finanziamento  dal  Ministero  dell’Università  e  della  Ricerca,  con  il  bando  Firb.  Il giovane ricercatore della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste coordinerà un progetto di ricerca per indagare le proprietà, a livello molecolare, dell’acido ribonucleico (RNA): la comprensione  delle  funzioni  dell’RNA  rappresenta  una  questione  chiave  nello  studio  di  molte malattie, tra cui il cancro e l’epatite, e può aprire la strada a possibili applicazioni nel campo della biomedicina. «Sono molto  soddisfatto per questo  finanziamento assegnato a Giovanni grazie al bando Firb, con cui  il  Miur  si  impegna  a  sostenere  i  giovani  ricercatori  di  talento.  È  un’ulteriore  conferma dell’ottima qualità della ricerca scientifica alla Sissa e dell’altissimo livello dei giovani che abbiamo reclutato  per  lavorare  da  noi.  Un  solo  rammarico:  a  causa  del  blocco  del  turn  over,  ancora  non siamo  riusciti  a  stabilizzare  la  sua  posizione  nello  staff  permanente  della  scuola»  commenta  il direttore Guido Martinelli. Il progetto di ricerca; L’acido  ribonucleico  (RNA)  è  una  delle  molecole  più  affascinanti  nelle  scienze  della  vita  e  sta assumendo  un’enorme  importanza  nel  campo  della  biologia  molecolare  per  le  diverse  funzioni biologiche  cui  assolve.  Come  il  DNA,  suo  cugino  più

famoso,  l’RNA    è  in  grado  di  trasmettere  e memorizzare  le  informazioni genetiche  (RNA messaggero e RNA virale) mentre, analogamente alle proteine, può catalizzare reazioni chimiche. Inoltre trasporta direttamente il genoma dei virus – tra cui l’HIV, l’epatite, la dengue e l’influenza – e ha un ruolo cruciale nella regolazione dell’espressione genica. Obiettivo di Giovanni Bussi è studiare, grazie alle simulazioni al computer, piccole molecole di RNA e  in  particolare  due  processi  che  sono  cruciali  per  capirne  le  funzioni  e  il  suo  metabolismo: l’interazioni RNA-elicasi e l’azione dei riboswitch, o riboregolatori.  Le elicasi sono enzimi  in grado di rompere  la struttura a doppia elica dell’RNA consentendo così  il trasferimento  delle  informazioni  genetiche.  «L’interazione  tra  l’RNA  e  le  elicasi  è  cruciale  per esempio  per  la  replicazione  del  virus  dell’epatite  C  –  precisa  Bussi  -.  In  questo  caso,  infatti, l’informazione genetica del virus è contenuta nell’RNA e  il  ruolo dell’elicasi è quello di  srotolare l’RNA virale, permettendo così al virus di  replicarsi all’interno dell’organismo ospite. Comprendere questo meccanismo potrebbe permettere lo sviluppo di nuovi antivirali, farmaci in grado di bloccare l’azione dell’elicasi e quindi la copia del materiale genetico virale». I  riboswitch  sono  invece  piccole  porzioni  di  RNA  messaggero  che  regolano  l’attività  genica controllando come viene trasportato il corredo genetico dal DNA alle proteine. Questi riboregolatori hanno  la  capacità  di  riconoscere  la  presenza  di  altre  molecole  nella

cellula  e,  cambiando conformazione,  di  inibire  la  trascrizione  di  un  gene  o  la  sintesi  di  una  proteina.  Per  esempio  i batteri  utilizzano  questo meccanismo  per  controllare  la  quantità  di  vitamina  B12  presente  nella cellula:  se  in  eccesso,  un  riboswitch  “spegne”  il  gene  che  la  produce.  «In  altre  parole,  i riboregolatori,  cambiando  forma,  inceppano  in maniera controllata  l’ingranaggio che  trasmette  le informazioni genetiche. Si tratta di un meccanismo di controllo molto primitivo, che viene utilizzato soprattutto da organismi semplici come  i batteri. Per questo, capire come agiscono può essere determinante per  lo sviluppo di  farmaci antibatterici capaci di  ingannare  i  riboswitch delle cellule batteriche compromettendone il funzionamento» spiega Giovanni Bussi.  –  Giovanni Bussi, classe  1977, dal  2009  è  ricercatore  a  tempo  determinato  della  Sissa  di  Trieste. Laurea  in  Fisica  all’Università  di  Modena  e  Reggio  Emilia,  nello  stesso  ateneo  ha  conseguito  il dottorato  di  ricerca  sotto  la  supervisione  della  professoressa  Elisa Molinari.  Si  è  poi  trasferito  al Politecnico  Federale  di  Zurigo,  dove  per  tre  anni  ha  lavorato  nel  gruppo  del  professor  Michele Parrinello.  Alla  Scuola  Internazionale  Superiore  di  Studi  Avanzati  lavora  sulla  simulazione  al computer  degli  acidi  nucleici.  La  sua  ricerca  è  ora  focalizzata  sullo  studio  del  comportamento dell’RNA.  La  sua  attività  di  ricerca  ha  portato  finora  alla  pubblicazione  di  35  lavori  su  riviste internazionali, raccogliendo oltre 920 citazioni (con un h-index pari a 14). Fonte: Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati

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