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Alberi che si Abbracciano

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Ficus e Betula. In un luogo dalla bellezza unica, dove sembra che il tempo si sia fermato, ho visto due alberi avvinghiati, come persi in un tenero e appassionato abbraccio infinito. Mi sono seduto ad osservarli, ho chiuso gli occhi e mi sono addormentato, al mio risveglio ho scritto questa storia… di fantasia? Ficus è un grande albero che vive in una foresta del nord Europa, è l’unico della sua specie in migliaia di km, per qualche strana ragione il vento ha portato il suo seme in un habitat che non è il suo, ma è nato e cresciuto lo stesso, come animato da un fortissimo desiderio di vita. Betula è un bellissimo albero, il piu bello della intera foresta di Betule. Oramai da centinaia di anni, l’argomento piu discusso fra le betule era Ficus. Nessuno si sorprese quando il vento aveva portato il suo seme, era capitato altre volte che con i vortici invernali arrivassero anche semi di alberi provenienti dall’altra faccia della terra, ma mai nessuno aveva attecchito e lo stupore fu grande quando Ficus spuntò dal terreno con la sua prima foglia. In quei giorni tutti scommettevano che non sarebbe sopravvissuto al primo inverno, l’unica pianta che sembrava leggermente ottimista era la bellissima Betula, del resto era anche la piu vicina a Ficus e gli dispiaceva vederlo perire. A dispetto del freddo e di chi non credeva in lui Ficus crebbe cosi tanto da raggiungere in altezza la bella Betula. Il vento faceva a volte sfiorare le loro foglie e le loro radici sotto terra viaggiavano vicinissime. Passati i primi anni passò anche lo stupore della incredibile sopravvivenza di Ficus e nacque un altro motivo di curiosita’ e nella foresta era sempre un argomento avvincente di cui le Betule discutevano con passione. La domanda era; Ma perche Ficus non parla? tutti

gli alberi comunicano ma egli tace da sempre e sono già 300 anni che vive qui insieme a noi! Molte erano le opinioni e qualcuno asseriva che essendosi dovuto acclimatare in una ambiente che non era il suo lo aveva danneggiato facendogli perdere il dono della parola. Qualcun altro diceva; E chi vi dice che i Ficus sanno parlare? In fondo noi siamo tutti Betule e non ci sono altre specie di alberi nella nostra foresta. Quando le foglie della bellissima Betula sfioravano quelle di Ficus lei aveva come un fremito e gli ricordava un po la sensazione del terremoto in cui erano caduti molti alberi e lei stessa si era inclinata leggermente. E in quelle occasioni si rivolgeva nel silenzio della sua mente a Ficus: ” Mi piaci cosi tanto Ficus, perche non parli? perche non comunichi?” Con il tempo i due alberi erano ulteriormente cresciuti e i contatti fra le loro foglie non erano piu occasionali, ma costantemente, momento dopo momento un albero sentiva l’altro. Una terribile notte una tempesta con tantissimi fulmini precipitò sulla foresta e i fulmini cadevano vicini anche alle due piante e improvvisamente uno cadde vicinissimo a Betula e le sue foglie si incendiarono e i due alberi non si toccavano piu! il rumore assordante dei tuoni impediva agli alberi di comunicare fra loro, quando improvvisamente un urlo, un grido spaventoso superò il rumore dei tuoni: … ” NOOO! NON MORIRE BETULA, NON LASCIARMI, IO TI AMO… TANTO! ” e cosi quel grido disperato si ripetava all’infinito. :” NOOO! NON MORIRE BETULA, NON LASCIARMI, IO TI AMO… TANTO! “… Gli alberi spaventati e sorpresi scoprirono che Ficus non solo sapeva parlare, ma che aveva anche una potentissima voce. Un altro fulmine cadde propio su Ficus e il maestoso tronco non si spezzò ma si inclinò e l’albero con i suoi rami si ritrovò intrecciato a quelli di Betula oramai in fiamme e morente. Dai rami feriti di Ficus iniziò ad uscire la sua bianchissima linfa che coprì anche Betula di quel liquido lattiginoso. Betula con un fil di voce: ” Ficus Anch’io ti amo, ma perche hai taciuto tutti questi anni, sempre in silenzio, perche? ” Ficus Anch’egli spossato: ” per amare non è necessario parlare ed io ero in contemplazione di te e dell’universo, la mia era una meditazione profonda ed ero completamente assorto e perso nell’amore di te e dell’intero creato. Sono stato fortunato perche sono riuscito a sopravvivere in questo ambiente e

penso che se non ci fossi stata tu vicina a me che desideravi e volevi che io vivessi non avrei mai trovato la forza di sopravvivere. Tu sei stata la mia piu grande motivazione e ragione di vita e nel mio intimo mi ripetevo ogni giorno, SOPPORTA, VIVI, FALLO PER LA BELLISSIMA BETULA e sono vissuto.”  Betula: ” Sei uno strano albero Ficus, è meraviglioso sentire i tuoi rami che si intrecciano ai miei” Ficus: ” E’ bellissimo anche per me il tuo arboreo contatto. ” Fu una triste alba quel giorno, molti alberi erano morti bruciati e ovunque nuvole di fumo si alzavano dai tronchi anneriti dal fuoco. Gli alberi sopravissuti tacevano, troppo stanchi e tristi per parlare. Non un rumore nella foresta di Betule, solo il crepitio di qualche albero che stava ancora bruciando. Quando come per incanto un colorato arcobaleno si disegno’ in cielo e Ficus ebbe un sussulto… VIVO SONO ANCORA VIVO! BETULA SONO VIVO, FORESTA SONO VIVO… BETULA… ma Betula non rispondeva solo isolate e stanche voci: ” EILA’ FICUS, ANCH’IO SONO VIVO, EILA’ ” Ficus: ” ella giace senza piu foglie, sembra che dorme e la mia candida linfa vitale la rende piu bella del temporale “. Betula: ” Mi piace il tuo modo di esprimerti “. Ficus: ” E’ VIVA, BETULA E’ VIVA! ” e la foresta di Betule in coro: ” E’ VIVA, E’ VIVA “. La foresta non fu piu la stessa dopo quella notte. Ficus diventò un moderatissimo conversatore e gli altri alberi si abituarono al piacere saltuario della contemplazione. L’unica pianta che decise di tacere per 300 anni fu Betula e lo fece per ripicca a Ficus che aveva taciuto altrettanto a lungo, ma pettegoli fili d’erba che vivono alla loro ombra sostengono che fra loro due comunicano e di avergli sentiti piu volte sussurrare: ” Io ti amo! ” Sono passati molti anni da quel giorno e i due alberi sembrano diventati uno solo e non si capisce dove inizia l’uno e finisca l’altro e sottoterra come sopra, le loro radici si attorcigliano fra loro come in un tenero abbraccio d’amore. – Fine – . Non chiedetemi dovè questo luogo perche per rispetto di questi verdi amanti non ve lo dirò mai, ma se se vi guardate intorno con attenzione, vi sorprenderete nel vedere che le piante comunicano e amano. P.S. In un antico sutra buddista si legge: ” l’albero per toccare con i suoi rami il cielo deve con le sue radici sprofondare sottoterra “. Albero di Bodhi. L’albero di Bodhi era un grande e antico Fico sotto il quale Siddhartha Gautama, il maestro religioso fondatore del buddhismo, in seguito noto come Buddha, giunse al bodhi (illuminazione). Chicchirichì


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