Cani Mitici in Grecia: Loukanikos, il cane anarchico VIDEO

Loukanikos, significa “‘salsiccia”, ed è l’immagine canina della protesta greca. Questa bestiola compare in moltissime foto scattate ad Atene, dove imperversa la ribellione contro la politica di austerity imposta dal governo. Loukanikos è stato fotografato nelle zone roventi della guerriglia, in prima linea davanti ai giovani che si contrappongono con i poliziotti. È dal 2008 che questo cane scorta i malcontenti di Atene, ed è ormai diventato un emblema. Il suo vero nome è Thodoris, ma è popolare con il suo nome d’arte “‘Salsiccia”. Buon sangue non mente verrebbe da esclamare, perché la reputazione dei cani

made in Greece è proverbiale, grazie a due grandi del passato che ne hanno tessuto le lodi. Omero che cita nell’odissea il cane Argo di proprietà di Ulisse, allevato da quest’ultimo per fine di caccia, ma mai provato dall’eroe perché partì presto per la città di Troia. Nel poema compare nell’ultima parte, nel passo ove riconosce il padrone Ulisse dopo venti anni d’assenza e travestito da mendicante, tale era il rapporto amorevole che li legava. Dopo il riconoscimento Argo muore felice, perché aveva rivisto per l’ultima volta l’unico volto a lui caro: quello di Ulisse. Se è vero che l’odissea appartiene al mito, i racconti di Aristotele appartengono alla storia.  Come si chiamava il cane di Alessandro Magno? Non si chiamava Cane Magno come qualche buontempone ha suggerito, il suo reale nome era Peritas. Il condottiero, quando si rilassava dalla guerra, era solito tenersi accanto ad un gigantesco mastino, definito da Aristotele, come “difensore di vigore straordinario”. Si narra che il Macedone lo ricevette in dono dal re indiano Poros. Durante la battaglia di Gaugamela (nel 331 a.C.) Alessandro stramazzò da cavallo, e mentre stava per essere schiacciato da un elefante da guerra persiano, il fido mastino Peritas azzannò il pachiderma al labbro, finendo ammazzato ma strappando al pericolo il padrone. L’animale si comportò con tale merito, che il re  in sua memoria diede  alla morte del cane, il suo nome a una città.  “Se io non fossi un uomo, vorrei essere un cane”. (Massima di Alessandro Magno) –   by   Kalogeros Steel

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