Un anello nella Via Lattea

In un gigantesco anello di polvere fredda i segreti del passato violento della Via Lattea.  Il telescopio spaziale Herschel dell’ESA, il più grande mai lanciato in orbita, ha osservato nell’infrarosso la zona centrale della nostra Galassia, rivelando un gigantesco anello ellittico composto di dense nubi di materia fredda. La scoperta, che viene pubblicata oggi online sulla rivista The Astrophysical Journal Letters, è stata guidata da ricercatori dell’INAF-IFSI di Roma. Grazie ad essa migliora la nostra comprensione dei moti che avvengono nelle zone più interne della Via Lattea e si apre un nuovo capitolo per ricostruire il passato della nostra Galassia, forse segnato da violentissime emissioni di energia prodotte dal buco nero supermassiccio che si trova nel suo centro. Si estende per circa 650 anni luce attorno alla regione centrale della nostra Galassia, la Via Lattea, ed ha una massa di circa 30 milioni di

masse solari. E’ una sorta di gigantesco anello, piuttosto deformato, composto da polveri e gas freddissimi, che hanno una temperatura intorno a 250 gradi centigradi sotto zero. A scoprirlo, i sensibilissimi strumenti dell’osservatorio spaziale Herschel dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che scrutano l’universo nella banda di radiazione dell’infrarosso. “Le dettagliatissime immagini che mostrano il centro galattico sono state ottenute combinando le riprese ottenute dalle camere PACS e SPIRE a bordo di Herschel in 5 diverse lunghezze d’onda della radiazione infrarossa e sub millimetrica” dice Sergio Molinari, dell’INAF-IFSI di Roma, primo autore dell’articolo che descrive la scoperta pubblicato oggi online sulla rivista The Astrophysical Journal Letters.  “Grazie ad esse siamo riusciti a ricostruire una mappa assai accurata di temperatura e densità della materia presente in quella zona della Via lattea. Da questa eccezionale vista è emersa ai nostri occhi una struttura fredda con una conformazione che ricorda molto il simbolo matematico dell’infinito, una sorta di ‘8’ coricato. Il confronto con dati ottenuti con radiotelescopi da terra ha poi rivelato come questa struttura sia in realtà dovuta ad un gigantesco anello ellittico deformato in direzione verticale e visto di taglio”. Anche se l’evento che ha prodotto la deformazione così evidente di questo anello è oggi ancora ignoto, questa configurazione è esattamente quella prevista dalle teorie oggi che indicano per la nostra Galassia una struttura di tipo a spirale barrata, nella quale la regione centrale presenta due prolungamenti di stelle che nell’insieme ricordano una barra che attraversa il nucleo. Conclusioni in linea con altri indizi che suggeriscono

questo scenario, provenienti da indagini sulla distribuzione e sulle proprietà dinamiche del gas e delle stelle che popolano la Via Lattea, come quelle condotte, sempre nell’infrarosso, dal telescopio Spitzer e dal progetto 2MASS (2 Micron all Sky Survey). Le osservazioni condotte da Herschel permettono agli astronomi di compiere un importante passo in avanti nella comprensione della dinamica delle zone centrali della nostra Galassia. Ma questa scoperta potrebbe avere anche importanti risvolti per ricostruire la storia e l’attività passata del buco nero supermassiccio che si trova proprio nelle zone centrali della Via Lattea. “Questa scoperta potrebbe in effetti essere collegata a quella recentemente fatta dal satellite Fermi-LAT, che ha rivelato nei raggi gamma gigantesche bolle di plasma provenienti dal centro Galattico” prosegue Molinari. “E’ difficile resistere alla tentazione di riconoscere in questo massiccio anello freddo il fossile di una gigantesca ‘ciambella’ di polvere esistita in una possibile fase da Nucleo Galattico Attivo (AGN) nel passato della Via Lattea, dove il gigantesco buco nero che si trova nelle sue regioni centrali era il motore che avrebbe prodotto smisurate emissioni di energia, sotto forma di radiazioni e getti di materia.” “I ricercatori hanno avanzato un’ipotesi estremamente interessante sul movimento dell’ anello rispetto al centro della nostra Galassia, dove si trova un buco nero gigantesco. Questo anello di materia ruoterebbe in maniera eccentrica rispetto a

questo centro a causa di effetti di risonanza. Il buco nero centrale della nostra Galassia si troverebbe, molto vicino alla parte frontale dell’ anello. Pertanto, queste oscillazioni periodiche degli anelli di polvere e gas, che sembrano circondare i giganteschi buchi neri che si trovano al centro delle galassie, potrebbero essere un fenomeno relativamente comune” dice Barbara Negri, responsabile ASI dell’unità Esplorazione ed Osservazione dell’Universo.Del team di ricercatori che hanno realizzato la scoperta, oltre a Sergio Molinari, fanno parte Anna Maria Di Giorgio, Davide Elia, Michele Pestalozzi, Stefano Pezzuto, Danae Polychroni, Eugenio Schisano (INAF-IFSI Roma), Leonardo Testi (ESO/INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri), Grazia Umana (INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania), Alessio Traficante (Univ. Tor Vergata, Roma), Paolo Natoli (Univ. Ferrara), Francesco Piacentini, Marcella Veneziani (Univ. La Sapienza, Roma) Luca Calzoletti, Fabiana Faustini  Gianluca Polenta (ASI-ASDC). Le osservazioni sono state realizzate nell’ambito del Key Project scientifico denominato “Hi-GAL: the Herschel infrared Galactic Plane survey”, che grazie anche al sostegno dell’ASI, sta portando a termine la mappatura di gran parte del disco della nostra Galassia. Fonti: Istituto Nazionale di Astrofisica & Agenzia Spaziale Italiana. Marco Galliani & Michele La Porta

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