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Piccoli comuni: La metà degli italiani vorrebbe viverci

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Il turismo nei Borghi più belli d’Italia nel 2010 ha fatturato di 1,058 miliardi (+ 8 %). Oltre la metà degli italiani (51 per cento) vorrebbe abitare in uno dei quasi 5073 nei piccoli comuni italiani con meno di 5mila abitanti alla ricerca di una migliore qualità della vita grazie a una maggiore sicurezza sociale, alla buona alimentazione, a un ambiente più sano e alla semplicità nel costruire rapporti personali più duraturi. E’ quanto emerge dal sondaggio effettuato dal sito coldiretti.it in occasione di “Voler bene all’Italia”, la festa nazionale della Piccola Grande Italia di domenica 8 maggio con visite nei borghi, appuntamenti gastronomici e con escursioni in bicicletta, in occasione del bici day, organizzate dagli imprenditori della Coldiretti insieme a Legambiente e a un vasto comitato promotore di associazioni ed enti. Un interesse crescente confermato – sottolinea la Coldiretti dall’aumento dell’8 per cento del

fatturato prodotto nei borghi più belli d’Italia dell’ANCI che ha raggiunto nel 2010 il valore di 1,058 miliardi.  I risultati del sondaggio on line effettuato dalla Coldiretti evidenziano una netta preferenza degli italiani per le realtà comunali al di sotto dei 5mila abitanti che sconfiggono sia le piccole che le grandi città, ma anche le metropoli urbane. Solo una minoranza del 9 per cento dei rispondenti – sottolinea la Coldiretti – vorrebbe vivere in una grande metropoli con più di mezzo milione di abitanti, il 2 per cento in una città con un numero di abitanti compreso tra 500mila e 100mila e il 38 per cento in una con un numero di abitanti compreso tra 100mila e 5mila. Nei piccoli comuni con meno di cinquemila abitanti, che rappresentano oltre il 70 per cento del totale, vivono attualmente oltre dieci milioni di italiani che chiedono di recuperare in queste aree i troppi ritardi infrastrutturali e nei servizi offerti con interventi che vanno dalle tecnologie informatiche alle scuole, dagli ospedali alle poste fino ai presidi istituzionali. Una spinta in tal senso è venuta dall’apertura nei piccoli centri dei mercati di Campagna Amica, i mercati degli agricoltori promossi dalla Coldiretti, e dalla crescita delle aziende agricole che fanno vendita diretta, molte delle quali si trovano proprio in un piccolo comune. Nei piccoli comuni, infatti – rileva la Coldiretti – si “coltiva” oltre la metà Nel territorio di tre piccoli comuni su quattro sono presenti allevamenti destinati a produrre formaggi o salumi italiani a denominazione di origine (Dop), mentre nel 60 per cento dei piccoli comuni si trovano gli uliveti dai quali si ottengono i 38 oli italiani a denominazione di origine. Eccellenze uniche per alimentare il motore della vacanza enogastronomica e ambientale unico segmento in costante e continua crescita nel panorama di crisi

dell’offerta turistica. Ad Acciaroli (Comune di Pollica), dove si è svolto l’appuntamento principale della Festa, per ricordare Angelo Vassallo che il Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo ha definito un eroe dell’ambiente, la Coldiretti ha allestito la rassegna nazionale dei grandi prodotti dei piccoli comuni. Ospite d’onore la più piccola Doc d’Italia, il Vin santo di Vigoleno che si trova in provincia di Piacenza che conta una produzione di appena 3000 mini bottiglie da 0,375 litri, per circa 1200 litri ottenuti da soli 5 ettari di vigneti. Numeri – che rileva la Coldiretti – che permettono al Vin santo di Vigoleno di vincere la sfida con la Doc Loazzolo, che si trova in provincia di Asti che conquista il posto d’onore con una superficie coltivata di 7 ettari e 14mila litri, che finiscono in circa 30.000 bottiglie da 0,375 litri. Ma moltissimi – conclude la Coldiretti – sono i piccoli comuni che legano le proprie fortune a specialità note e meno note del territorio: dal pecorino di Filiano (Pz), ai fagioli di Cortale (Cz), dal vino di Morro d’Alba (Cn) al lardo di Arnad (Ao), dalla lenticchia di Ustica (Pa) alla Farina di Storo (Tn), dai fagioli di Sarconi (Pz) alla nocciola tonda di Giffoni (Sa), dalla Ratafia di Andorno (Bi) ai biscotti di Torre San Giorgio (Cn) fino al Morellino di Scansano (Gr). Fonte: Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti

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