Con le bio-protesi si rigenerano le lesioni del midollo spinale

In collaborazione con Università degli Studi di Milano‐Bicocca. Oggi l’eccellenza scientifica parla italiano. Dalla nanotecnologia una scoperta per croniche. Presentati oggi in anteprima mondiale i risultati di una ricerca sull’impiego dibio‐protesi.  Rigenerazione  di  lesioni  midollari  croniche  tramite  l’impianto  di  bio-protesi  composite  nano strutturate: questo  il  titolo della  ricerca presentata oggi  in anteprima mondiale a Roma presso l’Istituto Casa Sollievo della Sofferenza-Mendel, realizzata da un team tutto italiano guidato dal Prof. Angelo Vescovi, Direttore Scientifico di IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza e Direttore del Centro di Nanomedicina e Ingegneria dei Tessuti dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda. La  ricerca  –  che  sarà  pubblicata  il  25  gennaio  2011  sulla  prestigiosa  rivista  scientificaamericana ACS Nano (http://pubs.acs.org/journal/ancac3), tra le prime tre al mondo nell’ambito delle nanotecnologie  – ha portato alla  creazione, attraverso  tecniche di nanotecnologia, di una neuro-protesi  innovativa  di  natura  biologica, ma  progettata  e  sintetizzata  in  laboratorio. Questa  neuro-protesi,  trapiantata  a  struttura  tubolare,  ha  supportato  la  rigenerazione  delle fibre  nervose  spinali  e  del  tessuto midollare  danneggiato  in  un modello  di  danno  spinale cronico. Risultato  che  apre  una  nuova  via  allo  sviluppo  di  terapie  sperimentali  per  le  persone paraplegiche e tetraplegiche. La ricerca; Nello studio si dimostra per la prima volta che, trapiantando nelle cavità della lesione spinale delle protesi  tubulari – delle vere e proprie guaine cilindriche costruite  in  laboratorio partendo da materiali  biologici  di  sintesi  con  funzione  di  supporto  (scaffolds)  –  nano  strutturate  e

bio-riassorbibili,  è  possibile  ricostruire  il  tessuto  del midollo  spinale  in  animali  afflitti  da  una lesione paragonabile a quelle  che  troviamo nei pazienti mielolesi. La protesi eventualmente  si dissolverà e sarà gradualmente riassorbita fino a scomparire. In  altre  parole,  mediante  queste  protesi  si  genera  un  nuovo  tessuto,  molto  simile  a  quello originale,  che  sostituisce  le  cisti e  cicatrici  responsabili dell’interruzione degli  impulsi nervosi e causa  della  paralisi  e  perdita  della  sensibilità,  determinando  inoltre  un  importante  recupero funzionale degli arti paralizzati. Le lesioni midollari croniche; Il recupero motorio conseguito è di particolare rilevanza scientifica perché  la  lesione  in cui si è intervenuti è di natura cronica, ovvero la fase più difficile da aggredire poiché il danno è ormai consolidato  ed  il  tessuto  spinale  degenerato  è  distrutto.  Un  intervento  terapeutico  in  questo ambito necessita quindi di un approccio che permetta  letteralmente di  ricostruire del  tessuto cerebrale  che  non  esiste  più,  ristabilendo  connessioni  nervose  simili  a  quelle  che  lo attraversavano in origine. Prossimi sviluppi; Questi primi  risultati aprono  la  strada all’utilizzo delle nanotecnologie per  la ricostruzione del sistema  nervoso  centrale  mediante  l’uso  di  protesi  nano-biotecnologiche.  Al  momento sono  in  fase di  sviluppo nuove protesi  che combinano  l’uso dei nano-materiali con  terapie farmacologiche e, soprattutto, cellulari mediante l’uso di cellule staminali cerebrali umane già di grado  clinico,  nella  futura  prospettiva  di  un  eventuale  uso  nei  pazienti  paraplegici.  La  stessa tecnica è in fase di implementazione per sviluppare nuove bio-protesi per la rigenerazione di altri tessuti quali, ad esempio, pelle, cartilagine ed ossa. Qualche dato sulle lesioni midollari in Italia e nel mondo; In Italia, secondo dati forniti da varie Associazioni di paraplegici, vivono circa 100.000 mielolesi. L’epidemiologia e la letteratura scientifica affermano che ogni anno sul nostro territorio nazionale ci sono circa 1.200 nuovi casi di  lesione midollare; ciò significa che ogni giorno, solo nel nostro Paese, almeno  tre persone diventano para o  tetraplegiche. Questo dato per altro è analogo a quello di altri paesi della Comunità

Europea. Ogni anno quindi vi sono circa 3  – 4 nuovi casi di paraplegia ogni 100.000 abitanti. Circa la metà di questi casi ha subito un grave trauma stradale, il 10% un trauma sportivo mentre nel 20% l’origine della lesione è un infortunio sul lavoro o una caduta,  nel  15%  una  malattia  neurologica  o  altre  cause  ed  infine  nel  5%  la  causa  è  stata scatenata  da  una  ferita  d’arma  da  fuoco  o  da  tentato  suicidio. Nel mondo vi sono circa 2.5 milioni di persone mielolese, con 130.000 nuovi pazienti ogni anno. Chi ha finanziato la ricerca; La  ricerca  è  stata  co-finanziata  dall’Associazione  per  la  Ricerca  sulle  Malattie Neurodegenerative  Neurothon,  dalla Fondazione  Cariplo  (progetto  “Cellule  staminali  neurali umane e biomateriali nano strutturati per  la medicina  rigenerativa”) e dalla Regione Lombardia tramite l’avvio del “Centro di Nanomedicina ed Ingegneria dei Tessuti”. Dichiarazione del Prof. Angelo Vescovi, ideatore della ricerca; “I risultati della sperimentazione rappresentano l’avvio di un nuovo settore di ricerca sino ad oggi neppure  concepibile,  consentendo  la  ricostruzione  di  interi  frammenti  di  tessuto  nervoso” dichiara  il  Prof.  Angelo  Vescovi,  ideatore  della  ricerca,  scienziato  di  fama  mondiale  da sempre impegnato in questo settore, sia in Italia che all’estero. “Questa è la pietra fondante di un nuovo  approccio  alla  medicina  rigenerativa  e  una  svolta  qualificante  della  ricerca  di  Casa Sollievo della Sofferenza, che opera da sempre nell’interesse del malato”. La  ricerca è stata sviluppata da Fabrizio Gelain, uno dei cervelli  rientrati dall’estero che danno lustro  alla  ricerca  italiana,  con  importanti  esperienze  in  prestigiose  università  straniere  quali  il MIT di Boston e chiamato dal Prof. Vescovi a dirigere una unità di ricerca presso Casa Sollievo della  Sofferenza.  Alla  ricerca  hanno  collaborato  l’Ospedale  Ca’ Granda  Niguarda,  l’Università degli  Studi  di  Milano-Bicocca,  l’Istituto  Casa  Sollievo  della  Sofferenza  –  Mendel,  il Massachusetts  Institute  of  Technology  (MIT)  di  Boston,  l’Università  degli  Studi  di  Milano,  la University of Alberta – Edmonton, la University of California – Berkeley. Ufficio Stampa Hill & Knowlton Gaia Nicoletta VulpettiAlessia Calvanese, Giulio Siena.

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