Il Cammino del Benessere. Manuale di riflessologia energetica del piede

«La riflessologia rappresenta forse l’arte più antica, più ancora dell’agopuntura, e la si ritrova in culture e continenti diversi. Essa è allo stesso tempo semplice e complicata, intuitiva e razionale, logica e… illogica. Ancora oggi e fino a quando l’uomo evolverà e cambierà, la sperimentazione della riflessologia sarà in atto. Ed è in questa evoluzione che nasce la nostra Riflessologia Energetica del Piede applicata alla Naturopatia, un metodo semplice che ricerca nella causa dei problemi la loro soluzione.» Fausto Nicolli. EDIZIONI L’ETÀ DELL’ACQUARIO e ISTITUTO RUDY LANZA presentano IL CAMMINO DEL BENESSERE Manuale di riflessologia energetica del piede Il pratico volume illustrato di FAUSTO NICOLLI osteopata esperto in Riflessoterapie DAL 3 DICEMBRE IN LIBRERIA. Edizioni L’Età dell’Acquario / Collana «salute&benessere» / Pagine 160 /  Euro 18,00 /  ISBN 9788871363479 L’arte antica della riflessologia, diffusa in molte culture e continenti, è una metodica di valutazione che prende in considerazione nel loro insieme gli aspetti fisici, psichici ed energetici della persona, e aiuta a raggiungere e mantenere un perfetto stato di equilibrio degli organi. In questo libro Fausto Nicolli dimostra come la riflessologia sia un ottimo strumento per leggere i messaggi del corpo e giungere a quello stato di autoconoscenza che è alla base della condizione di benessere. Ne indica inoltre il grande valore ai fini della prevenzione: con il massaggio al piede è possibile ottenere la scomparsa dei blocchi e dei nodi energetici prima che si trasformino in malattie. Da questo punto di vista è fondamentale che il riflessologo sappia individuare la loggia energetica a cui appartiene per costituzione ciascun individuo e sappia praticare la stimolazione, in relazione alla loggia stessa, degli specifici punti sul piede. L’autore, avvalendosi di una lunga esperienza professionale, descrive i procedimenti che vengono utilizzati nelle sedute e si sofferma sulle tecniche manuali più adatte alle caratteristiche di ogni persona. Un’attenzione particolare è dedicata al reperimento dei punti di massaggio, una procedura esaustivamente illustrata anche grazie a numerosi disegni e fotografie. Completa il volume una serie di informazioni utili per avviare la cosiddetta lettura globale del piede come micro-sistema in cui si riflettono le varie funzioni degli organi. Fausto Nicolli, osteopata D.O., ha ottenuto il Master in Osteopatia a Lione. Diplomato in Italia, Francia e Germania come Naturopata-Heilpraktiker, è inoltre diplomato in Massofisioterapia, in Kinesiologia, Touch for Health e Riflessoterapie. Dal 1996 insegna Riflessoterapie e Kinesiologia Tradizionale (metodo da lui ideato) presso l’Istituto Rudy Lanza a Torino, Milano, Bologna, Padova e Roma. Insegnante di Arti Marziali Interne, vive fra i boschi e le colline dell’Alto Monferrato. Per le Edizioni  L’Età dell’Acquario ha scritto Il corpo ci parla. Salute e benessere con la kinesiologia tradizionale (2009). L’Istituto Rudy Lanza da ormai circa 30 anni si occupa della formazione professionale di operatori in Naturopatia e in Discipline Bio-naturali nelle diverse sedi dislocate nelle città di Torino, Milano, Padova, Bologna, Roma.Nella sede centrale a Luserna S. Giovanni, in Val Pellice, provincia di Torino, ai confini con la Francia, si sono formate e diffuse metodologie e pratiche che hanno permesso alle Discipline Bio-naturali di diffondersi in tutta Italia. Lì è nata la prima Scuola di Agopuntura in terra italiana e sono stati redatti i primi testi, a firma di Ulderico e Rudy Lanza. In seguito è stato fondata la LUINA – Libera Università Italiana di Naturopatia Applicata e quindi L’Istituto Rudy Lanza. L’Istituto, grazie alla professionalità e alla serietà didattica, è la prima scuola di Naturopatia italiana ad aver ottenuto il prestigioso certificato di qualità nella formazione UNI e ISO 9001 e a essere accreditato al Ministero

della Salute quale ente organizzatore di corsi ECM (Educazione continua del Ministero della Salute). L’Istituto si colloca come unica scuola, a livello nazionale, in grado di fornire un programma completo, svolto con supporti tecnici moderni in grado di garantire un apprendimento attivo e multidisciplinare. Dal libro; – Il Sistema Nervoso (dal capitolo 2) – Il Sistema Nervoso e la Riflessologia Plantare Per capire meglio ciò che abbiamo esposto, dobbiamo cercare di comprendere come, secondo un concetto neurologico, funzioni la Riflessologia Plantare. I Recettori Sensitivi – come già detto in precedenza – percepiscono e traducono gli stimoli ricevuti per poi trasmetterli al Sistema Nervoso Centrale che, dopo averli elaborati, li invierà attraverso un neurone motorio all’organo effettore. Fra questi Recettori Sensitivi quelli predisposti alle stimolazioni delle mani sui nostri piedi sono ovviamente i Meccanocettori e principalmente quelli legati al Tatto e alla Pressione. Infatti, la corretta pressione, eseguita con una determinata direzione e velocità, attiverà dei Recettori Sensitivi specifici che invieranno l’informazione prima a livello centrale e poi all’organo effettore. Ad esempio, se il massaggio profondo nell’area del cuscinetto comune delle dita (Meccanocettore) viene effettuato orizzontalmente, produrrà una stimolazione che andrà a interessare il Polmone (Organo Effettore); se viene eseguito dall’interno verso l’esterno o viceversa, genererà risposte differenti sul Polmone; se invece facessimo il massaggio – con un movimento più ristretto e verticale – solo sull’area a sinistra del cuscinetto comune delle dita, andremo a provocare una risposta certa sull’organo Cuore e non sul Polmone. Questi esempi testimoniano il fatto che ogni riflesso costituisce un’attività stereotipata e che una stimolazione in un punto produce sempre la medesima risposta da parte dell’organismo. Stimolazione del piede; È importante ricordare che la stimolazione del sistema nervoso, attraverso il piede, avviene in meno di un secondo e che le indicazioni fornite dal riflesso denunciano quello che sta accadendo proprio in quel momento nel soggetto esaminato: nel caso in cui sia presente una lesione, avremo una conferma da parte del piede, che potrebbe tuttavia «mostrarci» anche una disfunzionalità che ancora non si è manifestata. Ad esempio, se una persona ha un dolore all’anca, il punto riflesso sul piede sarà positivo alla pressione. Potremmo anche trovare lo stesso punto positivo, ma il soggetto non manifesta alcun dolore ne problema all’articolazione. Questo può indicare una disfunzionalità dell’anca che ancora non si è manifestata, ma che prima o poi salterà fuori. In questo caso il riflessologo lavora l’area riflessa allo scopo di annullare il problema alla radice, in modo che non si manifesti in futuro. Questo sistema di esaminazione del corpo umano è molto interessante anche per il naturopata che potrà così avere un’ulteriore possibilità, oltre all’iridologia e l’anamnesi, per comprendere i problemi della persona esaminata. Non è possibile non trovare un punto attivo sul piede se in quell’area c’è un problema, a meno che non vi sia un «Mutismo Riflessologico». – Riflessologia Plantare secondo l’approccio energetico (dal capitolo 3)  – Si possono fare molti esempi energetici al riguardo. Potremmo

parlare del concetto energetico indiano, egizio ecc…, ma ci soffermeremo su quello cinese. Secondo il pensiero taoista l’uomo è il punto di divisione/congiunzione fra la Terra e il Cielo: viene visto come se fosse un ago di agopuntura che, inserito nel corpo di un paziente (Terra), attira, come fosse un’antenna, l’energia guaritrice (Cielo). La testa dell’ago corrisponde alla testa dell’uomo e dal punto di agopuntura 20 Vaso Governatore (Baihui), posto sulla sommità del capo, entra l’energia del cielo che scorre lungo il corpo dell’ago, corrispondente ovviamente al corpo dell’uomo, e penetra nella persona (Terra). La punta dell’ago, attraverso la quale l’energia penetra, corrisponde alla pianta dei piedi e più precisamente al punto 1 Rene (YongQuan), punto molto usato in riflessologia. L’uomo è così visto come fosse un punto di confluenza delle energie del cielo (Yang) e della terra (Yin). Egli assorbe un’eguale quantità dell’una e dell’altra energia, al fine di mantenere un giusto equilibrio energetico. Dalle antiche conoscenze Taoiste e Buddiste, tramandateci attraverso il Qigong, noi sappiamo che i due punti di agopuntura citati precedentemente hanno una rilevanza fondamentale, non solo nell’assorbimento di energia, ma soprattutto YongQuan è importante per la dispersione dell’energia perversa, più comunemente conosciuta come energia negativa, che accumuliamo nell’arco della giornata. Infatti nel Qigong esistono molte tecniche di dispersione. Per disperdere queste energie perverse, una delle tecniche più usate dalle persone malate – ma anche con successo dai terapisti come difesa e pulizia dell’energia – è il Pai Bing Qi Fa (tradotto letteralmente come Tecnica di dispersione dell’energia perversa), che sfruttando appunto la pianta dei piedi, con una corretta respirazione, disperde gli accumuli energetici negativi assorbiti dall’organismo. La stessa camminata a piedi nudi è un ottimo scarico di energie negative. Guo Lin, una giovane donna cinese malata di cancro alla quale i medici diagnosticarono poco tempo da vivere, unendo alla camminata la respirazione corretta appresa dal nonno che era un famoso maestro di Qigong, ne fece una tecnica – chiamata poi semplicemente Guo Lin Qigong – dai risultati positivi sulle malattie degenerative (Guo Lin morì molto anziana per problemi cardiaci). Viene quindi spontaneo pensare che noi, generazioni moderne, non più a contatto con la terra a causa dell’asfalto, delle scarpe di gomma ecc…, non riusciamo più a scaricare l’energia del cielo (o quella negativa) che penetra in noi creando un disequilibrio energetico. Infatti è sempre più facile incontrare nella nostra società quelle che vengono definite «patologie da pieno» nella parte superiore del corpo (ad esempio mal di testa, ansia, palpitazioni, gastriti ecc.) e quelle che vengono definite «patologie da vuoto» nella parte inferiore (debolezza arti inferiori, problemi di ritorno venoso e/o linfatico, emorroidi, impotenza ecc…). Possiamo a questo punto paragonare l’uomo a una vasca nella quale entra continuamente acqua (pulita e non) ma, non essendo stato tolto il tappo, trabocca dal bordo all’esterno causando spiacevoli inconvenienti. Il lavoro riflessologico del piede non solo stimola il corpo nella ricerca di un equilibrio organico ma, togliendo il famigerato tappo dalla vasca, richiama l’energia verso il basso decongestionando gli accumuli, fluidificando la circolazione energetica, e disperdendo gli eventuali blocchi che potrebbero

causare nel tempo possibili malattie. Questo lavoro, che prende il nome di Derivazione Energetica Terapeutica, consiste nel trasportare gli accumuli congestizi alti nella parte inferiore del corpo così da creare una diminuzione di compressione nell’area superiore, con il risultato che la persona si sentirà meglio e più libera e leggera. Per comprendere meglio il potenziale della riflessologia, non dobbiamo dimenticare che gran parte del merito, sull’aspetto diagnostico o terapeutico, deve essere dato al costante allenamento manuale che svilupperà nel tempo la giusta sensibilità del riflessologo portando il suo lavoro e impegno al di là di una fredda e sterile tecnica. – Come si massaggia il piede (dal capitolo 11) – La regola di base è quella di iniziare il massaggio dal piede sinistro per passare poi a stimolare la stessa area (se c’è) sul piede destro. Poiché l’energia ha un movimento da sinistra verso destra (inizia dalla Loggia Legno e prosegue in senso orario), sarà buona regola utilizzare sempre questo accorgimento per poter rimanere all’interno della Riflessologia Energetica. Vi sono diversi modi di applicazione del massaggio a livello plantare. Per quanto riguarda questo metodo, utilizzeremo tre tecniche: • Frizione • Puntiforme • A «lombrico» Frizione; Questo sistema è molto semplice, e, come dice la parola stessa, viene eseguito frizionando il piede in tutte le sue parti. È un metodo ottimo per iniziare a riscaldare il piede e per aumentarne l’afflusso di sangue. Questo tipo di preparazione ci aiuta inoltre a sentire se il piede ha una struttura omogenea e se la sua temperatura è identica in ogni sua parte. In molti casi può essere utilizzata la frizione anche per terminare il trattamento. Si utilizzano quasi sempre entrambe le mani sul piede in modo da aumentare il piacere del massaggio. Puntiforme; Può essere vista come una vera e propria digitopressione. Si utilizza principalmente sulle aree piccole e con il pollice, ma in alcuni casi, quando la superficie da massaggiare è molto piccola, si possono utilizzare dita più piccole come il mignolo, a volte addirittura delle punte arrotondate. Normalmente la pressione viene portata perpendicolarmente al piede. A «lombrico»; È la tecnica più usata nella riflessologia del piede all’interno della nostra scuola. Viene utilizzata su aree estese, dove con la digitopressione non si potrebbe lavorare bene. Richiede un po’ di manualità e di destrezza, ma, con l’allenamento e la buona volontà ci si può riuscire in poco tempo. In questa tecnica è utilizzato principalmente il pollice, ma è possibile utilizzare anche le altre dita. Si appoggia il polpastrello del pollice sulla superficie da trattare e si imprime una pressione sul piede fino a piegare il dito di circa 60-70 gradi. A questo punto si appoggia nuovamente il polpastrello sull’area e di seguito si preme ancora flettendo il pollice. Questo movimento fa avanzare il dito sulla superficie del piede con un movimento simile a quello del lombrico. I tempi di stimolazione;  Per quanto riguarda la prima tecnica esposta, non abbiamo un tempo massimo di stimolazione essendo essa una tecnica di preparazione, mentre per le altre due sarà buona regola tenere presente il seguente consiglio: • Puntiforme, da 30” a 1’. • A «lombrico», massimo 10 passaggi. Tutto questo ha lo scopo di non «abbattere lo stimolo riflesso». Infatti, se facciamo troppe stimolazioni sul punto, avremo come risposta la non stimolazione invece che una iperstimolazione. Se abbiamo

bisogno di massaggiare di più un’area, dobbiamo fare una pausa di una decina di secondi fra una stimolazione e l’altra. Ad esempio per la stimolazione dell’apparato Rene-Uretere-Vescica di sinistra, si dovranno fare dieci passaggi a «lombrico», poi si tratterà l’altro piede (a destra) per dieci passaggi e solo dopo si potrà tornare sul piede sinistro per ripetere i dieci passaggi, e così via. Prima di iniziare un qualsiasi trattamento di riflessologia è importante ricordarsi di fare un riscaldamento iniziale del piede. Riscaldamento del piede;  Come detto nel precedente paragrafo, è bene iniziare il massaggio del piede con un riscaldamento preliminare. Lo scopo è quello di apportare maggior sangue ed energia nei piedi così da ottenere un migliore risultato, sia nell’esaminazione, sia nel trattamento. Inoltre, aiuta a prendere confidenza con la persona trattata. Come riscaldamento consiglio poche e semplici manovre che avranno una durata variabile fra i 5 e 10 minuti, a seconda della ricettività del soggetto. È buona regola iniziare a stimolare il piede partendo dalla zona cefalica per poi scendere verso il basso così da spostare sempre più in giù l’energia. Le tecniche consigliate sono in sequenza: 1) Frizioni. 2) Pressioni con le dita che partono dalla zona cefalica e scendono verso il basso. 3) Flessione ed Estensione delle dita. 4) Torsione del piede. 5) Flessione ed Estensione della caviglia. 6) Apertura del piede. 7) Spugna di Lejart. 8 ) Pugni sul tallone. Le frizioni del piede sono già state spiegate nel paragrafo precedente, mentre per il punto 2 la tecnica è simile a quella a «lombrico» ma fatta verticalmente dall’alto verso il basso. Questa sequenza di riscaldamento ha, oltre alle funzioni sopra riportate, la possibilità di darci informazioni sulla persona. Queste informazioni sono utili al fine dell’esame del piede (vedi cap. 13) e della sua lettura (vedi cap. 20). Ecco alcune informazioni che si possono ottenere dalla sequenza di riscaldamento: 1) La frizione. Ci informa sullo stato del tessuto del piede, se umido, secco, caldo, freddo, oltre a tutte le altre caratteristiche già descritte nel precedente paragrafo. 2) La pressione che parte dalla zona cefalica e scende. Ci dà informazioni simili al precedente punto e inoltre ci parla della tonicità del piede, se è omogenea o meno. 3) Flessione ed Estensione delle dita. Vedremo nel capitolo 20 come le dita del piede sono collegate alla mente e al pensiero: la loro rigidità o elasticità ci informeranno su questa funzione. 4) Torsione del piede. L’eventuale rigidità o elasticità della colonna vertebrale sarà pari alla possibilità di torsione del piede. 5) Flessione ed Estensione della caviglia. Ci parla dello stato dell’arto inferiore oltre a parlarci delle nostre relazioni con il mondo (vedi cap. 20). 6) Apertura del piede. È collegata alla possibilità di apertura del soggetto, manifesta la sua possibile introversione o estroversione nei confronti della vita. 7) Spugna di Lejart. Se questa zona durante la «spremitura» è molto imbibita di liquidi ci dice che il soggetto ha una ritenzione di liquidi e una possibile intossinazione del corpo. 8 ) Pugni sul tallone. I talloni sono il collegamento con gli organi genitali e la vitalità della colonna vertebrale. Se picchiando su di essi si percepisce una buona elasticità, il sistema è equilibrato. Se la zona è rigida, dolente o molto gonfia e flaccida, avremo indicazioni della cattiva funzionalità dei sistemi descritti. Molto spesso si tende a sottovalutare il lavoro di riscaldamento pensando sia superfluo o inutile, mentre è invece fonte di importanti informazioni riguardanti la persona distesa sul nostro lettino. Edizioni L’Età dell’Acquario Ufficio Stampa: Federica Sassi

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