Asili Nido: Aprire le porte ai Volontari per Diminuire le Rette

Con i volontari in cucina o per le pulizie, alcuni asili nido riescono a contenere i costi e offrire posti gratuiti ai bambini provenienti da situazione di fragilità sociale. È quanto emerso ieri nel seminario per operatori di settore organizzato a Milano dalla Fondazione “aiutare o bambini” Milano, 21 ottobre 2010. Più di 70 partecipanti tra rappresentanti di cooperative e associazioni, rappresentanti di enti locali ed educatori hanno animato il seminario “Asili nido: percorsi innovativi e modelli condivisi” organizzato il 20 ottobre a Milano dalla Fondazione “aiutare i bambini” come primo momento di confronto tra operatori di settore sul tema dei servizi alla prima infanzia nel nostro Paese.Molti gli spunti emersi su come gestire un asilo nido rendendo il servizio accessibile alle fasce più deboli della popolazione, mantenendo elevata la qualità. L’impiego di volontari in funzioni ausiliarie (cucina, pulizie, piccole manutenzioni) permette ad esempio di risparmiare tra il 15 e il 20% sui costi di gestione, e quindi di contenere le rette o addirittura garantire l’accesso gratuito a bambini provenienti da situazioni di grave fragilità sociale. Come accade per esempio all’asilo nido “Il Giardino” di Milano, dove quest’anno su 22 bambini accolti, 9 hanno accesso gratuito. “Da noi – spiega Elisabetta Boffelli, coordinatrice – alcuni genitori in veste di volontari puliscono i locali in orario di chiusura: in cambio non pagano la retta. In cucina poi abbiamo solo volontarie, che hanno frequentato regolarmente il corso previsto dalla Asl: in questo modo risparmiamo il costo di una cuoca professionista”.  Altro aspetto da valorizzare è quello degli educatori. “Sono loro gli attori del servizio – spiega

Orietta Paganini, della cooperativa Archédi Mantova – e la loro motivazione è fondamentale. I nostri educatori per esempio organizzano feste in qualità di volontari per  coinvolgere anche i genitori. E quando la famiglia sente di appartenere al nido, anche il bambino ci sta bene”. Lo scenario nazionale non è incoraggiante: le strutture sono ancora poche, soprattutto nelle regioni del Sud Italia, e la spesa pubblica per i servizi alla prima infanzia – che è pari solo allo 0,2% del PIL – è destinata almeno nei prossimi due anni a ridursi ancora. Per questo è importante che gli asili nido considerino anche il volontariato come risorsa utile per la sostenibilità. Ma non solo: i volontari, che peraltro non vanno mai a sostituire gli educatori e non devono indurre un disimpegno da parte dello Stato, sono importanti anche dal punto di vista educativo. Su questo modello si trova d’accordo anche Carmela Madaffari, Direzione Centrale Famiglia Scuola Politiche Sociali del Comune di Milano: “I servizi alla prima infanzia sono importanti per le famiglie, ma soprattutto hanno una forte valenza educativa per i bambini. E valorizzare il volontariato nei nidi è un’operazione importante proprio dal punto di vista educativo, in cui ci ritroviamo appieno”. La Fondazione “aiutare i bambini” ha finora stanziato più di 1 milione e 300 mila euro contribuendo ad avviare e sostenere 41 asili nido e spazi gioco in tutta Italia. “Il nostro impegno in questo senso – conclude Goffredo Modena, Presidente – continuerà nei prossimi anni e continuerà anche il dialogo con le cooperative, gli enti locali, le famiglie: un dialogo che ha trovato oggi un importante e utile momento di confronto tra diverse e innovative esperienze”. L’apertura della terza annualità del Bando di “aiutare i bambini” a sostegno degli asili nido è prevista per febbraio 2011. I progetti dovranno essere localizzati di preferenza nelle periferie urbane o in piccoli centri di provincia dove mancano servizi con particolare attenzione al Sud Italia, prevedere l’impiego di volontari per almeno 20 ore settimanali e riservare almeno il 25% dei posti a bambini figli di mamme sole lavoratrici, oppure di famiglie in gravi difficoltà economiche, perché monoreddito o in cassa integrazione. Per informazioni: aiutareibambini.it. Ufficio stampa e Comunicazione Alex Gusella

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