NIDO EV, l’auto elettrica Pininfarina per le città del futuro

E’ il primo prototipo del “Programma di Sviluppo Nido”, piattaforma modulare da cui si svilupperanno nuove tipologie di vetture ibride ed elettriche .In   occasione   dei   festeggiamenti   per   l’80°   anniversario   della   Società,   Pininfarina   svela   la  Nido   EV, primo  prototipo       marciante      del  “Programma           di  Sviluppo      Nido”,     progetto     di  vettura    elettrica   interamente disegnata,   progettata   e   costruita  nel   Centro   stile   e   ingegneria   Pininfarina   di   Cambiano   (Torino).  Nido   EV testimonia le competenze e l’esperienza maturata da Pininfarina nello sviluppo di veicoli a trazione elettrica,  con un occhio particolare alle city car di segmento A che popoleranno le strade del futuro per rendere le città  più vivibili. Nido EV rientra nella scelta pionieristica e lungimirante, operata da Pininfarina ormai tre anni fa, di puntare  sulla  mobilità sostenibile, declinata in varie forme: non solo l’adozione di una catena di trazione ibrida o  elettrica,   ma   anche   la   ricerca   volta   alla   riduzione  dei   consumi   e   delle   emissioni   “from   wheel   to   wheel”, all’utilizzo di materiali alternativi,  più leggeri e riciclabili, alla sicurezza attiva e passiva, all’infomatica, che dovrà permettere l’uso sostenibile dei mezzi di trasporto con una gestione intelligente del traffico. Nel design degli esterni Nido EV riprende ed aggiorna le linee e i volumi che sono valsi alla Nido del 2004 il Premio L’Automobile più Bella del Mondo per la categoria Prototipi e concept car, il  Compasso d’Oro 2008 e l’esposizione nel tempio dell’arte moderna, il MoMA di New York. Gli interni di questo primo progetto Nido EV, invece,

sono ancora da prototipo tecnico, senza alcun intento di ricerca stilistica. Nido EV è un vero e proprio laboratorio intenzionato ad esplorare l’elettrificazione di una piccola vettura da città e, al tempo stesso, a sviluppare un pianale modulare. La struttura del body di questo primo prototipo in traliccio tubulare di acciaio, mentre la versione definitiva sarà realizzata con uno space frame in alluminio. La struttura è progettata per essere declinata in quattro differenti veicoli completamente elettrici o ibridi: 2 posti, 2+2, pickup e van leggero.  Nido   EV,   city   car   di   dimensioni   limitate   (leggermente   più   grande   di   una   Smart),   ha   2   posti   e   motore posteriore a magneti permanenti. Il “Programma di Sviluppo Nido” prevede, tuttavia, lo sviluppo di due ulteriori versioni con dimensioni leggermente maggiori: la prima, ibrida con il motore endotermico posizionato nella   parte   anteriore   ed   il   motore   elettrico   nel   posteriore;   la   seconda,   elettrica   con   il   motore   nella   parte anteriore.   In   entrambi   i   casi,   il   posizionamento   del   motore   consente   di   aumentare   l’abitabilità   a   4   posti   e ottenere una migliore ripartizione delle masse. Ad alimentare il prototipo Nido EV è una batteria Zebra Z5 al Ni-NaCl, che offre notevoli livelli di sicurezza e affidabilità. L’autonomia a carica completa è di 140 km e la velocità massima di 120 km/h (limitata elettronicamente), mentre l’accelerazione 0-60 Km/h è garantita in 6,7 secondi.     La compatibilità ambientale della batteria Zebra Z5 è accresciuta dalla totale assenza di sostanze chimiche nocive o inquinanti e dalla loro riciclabilità al 100%: a fine vita, infatti, le batterie vengono riciclate in fonderia   per poi   essere utilizzate   per   la  produzione di  acciaio   inox.   Il   prototipo  è   inoltre equipaggiato con pneumatici “verdi” sviluppati da Pirelli

con particolare attenzione alla sicurezza, alla sostenibilità ambientale e al risparmio. Per     quanto     riguarda    la   climatizzazione,      il  “Programma        di  Sviluppo     Nido”    prevedrà      l’impiego    di   un compressore elettrico A/C e di un riscaldatore elettrico ad alto voltaggio in grado di implementare strategie di controllo automatiche che nella maggior parte delle condizioni privilegeranno i consumi ridotti. Il Programma si   estenderà      anche      alla  ricerca    di  soluzioni     e  componenti        a   peso    ridotto   ed    elevato   rendimento meccanico/elettrico nonché di soluzioni ad elevato recupero energetico (batterie con elevate prestazioni in ricarica) e di sistemi frenanti dedicati alle applicazioni ibride/elettriche. Pininfarina,   che   intende ergersi   a   riferimento   italiano,   e   non solo,  sul   tema della   mobilità   sostenibile, così come da 80 anni è un riferimento mondiale per lo stile, da sempre investe in programmi di ricerca e sviluppo per    affrontare     rapidamente       e  metodicamente         i  problemi     che    di  volta   in  volta   sorgono      nell’industria automobilistica. Durante la crisi energetica degli anni ’70, per esempio, l’industria si concentrò sull’aerodinamica e sulle fonti alternative   di   energia   per   ridurre   il   consumo   di   benzina.   Pininfarina   rispose  sviluppando   il   prototipo   CNR Energetica 1, forma di carrozzeria aerodinamica ideale. Risale a quegli anni anche la Ecos, la prima vettura elettrica   sviluppata   da   Pininfarina,   mostrando   di   essere   all’avanguardia   su   una   tematica   che   l’industria dell’auto     ha  cominciato     a   rivalutare   solo    in  anni   recenti.   Negli    anni   ’80   la  ricerca   della   Pininfarina nell’applicazione di materiali leggeri sfociò nella costruzione dei prototipi Audi Quartz e Lancia Hit, nei quali esplorò   l’uso

di   nuovi   e   più   leggeri   materiali,   metallici   e   compositi.   Gli   anni   ’90   testimoniarono   una   più approfondita   coscienza   dei   problemi   ambientali,   una   maggiore   ricerca   nel   campo   dei   materiali   riciclabili   e dell’ergonomia, un concetto di “packaging” del veicolo più efficiente. Pininfarina offrì nuove soluzioni con il macro-progetto   Ethos,   una   famiglia   di   3   vetture   con   il   telaio   in   alluminio,   carrozzeria   in   resina   riciclabile, motore termico innovativo con emissioni ridotte, fino ad arrivare, nel 1995, alla Ethos 3EV, un’altra vettura a emissioni zero. Più recentemente Pininfarina ha rivolto la sua attenzione alla ricerca di veicoli ibridi con i progetti Eta Beta e Metrocubo che, con abitacoli modulari e dimensioni ridotte, rispondono anche ai problemi della circolazione cittadina e di medio raggio. Con la Nido del 2004, invece, Pininfarina tornò sul tema della sicurezza, già anticipato con i prototipi Sigma, Alfa Romeo P33 e Sigma Grand Prix, mentre nel 2008 con Sintesi fu proposto un concept futuristico alimentato da 4 fuel cells (una per ruota). Oggi,   di   fronte   ad   una   nuova   crisi   globale   e   alla   necessità   di   contenere   le   emissioni   ed   i   consumi,   sono cresciute in modo significativo le opportunità legate alla mobilità urbana a emissioni zero: il mondo è sempre più attento all’ambiente e Pininfarina è stata la prima realtà industriale in Italia, e una delle prime in Europa, a   proporre   un   concetto   di   auto   elettrica   al   100%,   la  BlueCar,   sviluppata   in   collaborazione   con   il   gruppo Bolloré. Oggi, mentre tutti i grandi costruttori guardano all’auto elettrica come ad un’opportunità, Pininfarina compie un ulteriore passo avanti, facendosi promotore di una filosofia che inserisce la scelta del trasporto elettrico, individuale e collettivo, nell’ambito di un nuovo stile di vita che tutti dovrebbero adottare per favorire il   risparmio   energetico   e,   al   tempo  stesso,   proteggere   il   pianeta.   Ecco   perché   la   mobilità   sostenibile   è diventato   uno   dei   pilastri   su   cui   fondare   il   business   del   Gruppo.  Ed   ecco   perché,     parallelamente   alla BlueCar, nasce il nuovo progetto Nido EV.  fonte: pininfarina.it

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