Elogio dell’imperfezione

Elogio dell’imperfezione è un’autobiografia, un bilancio dell’operato di Rita Levi-Montalcini, dove ampio spazio viene dato alla scoperta dell’NGF e alle ricerche che hanno portato la scienziata a ricevere il Premio Nobel per la Medicina. «L’imperfezione», dice la Montalcini, «ha da sempre consentito continue mutazioni di quel meraviglioso quanto mai imperfetto meccanismo che è il cervello dell’uomo. Ritengo che l’imperfezione sia più consona alla natura umana che non la perfezione.» L’imperfezione è dunque una componente fondamentale dell’evoluzione. Dagli anfibi all’Homo Sapiens, il cervello dei vertebrati si è sempre prestato a un miglioramento, a un cambiamento, mentre negli invertebrati è nato così perfetto da non entrare nel gioco delle mutazioni, tanto è vero che i trilobiti vissuti centinaia di milioni di anni fa non sono essenzialmente diversi dagli insetti, dagli artropodi di oggi. Ecco perché l’imperfezione «merita un elogio». «Mi sono molte volte domandata come potessimo dedicarci con tanto entusiasmo

all’analisi di questo piccolo problema di neuroembriologia, mentre le armate tedesche dilagavano in quasi tutta l’Europa disseminando la distruzione e la morte e minacciando la sopravvivenza stessa della civiltà occidentale. La risposta è nella disperata e in parte inconscia volontà di ignorare quel che accade, quando la piena consapevolezza ci priverebbe della possibilità di continuare a vivere.» Rita Levi-Montalcini nasce il 22 aprile 1909 a Torino. Si laurea in Medicina presso l’Istituto di Anatomia Umana dell’Università di Torino e fin dai primi anni universitari si dedica agli studi sul sistema nervoso. Nel 1938 la promulgazione delle leggi razziali non le consente di continuare le sue ricerche sui processi del differenziamento del sistema nervoso, che prosegue ugualmente prima in Belgio e, dal 1940, di nuovo a Torino. Nel 1947 viene invitata a proseguire i suoi studi alla Washington University di St. Louis, nel Missouri, e nel 1952 va in Brasile per poter eseguire gli esperimenti di colture in vitro presso l’Istituto di Biofisica dell’Università di Rio de Janeiro. Nel dicembre dello stesso anno, tali ricerche aprono la possibilità di identificare il fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, noto con l’acronimo NGF), scoperta che le frutterà il Nobel per la Medicina nel 1986. Ha ricoperto e ricopre a tutt’oggi prestigiose cariche accademiche e sociali, ed è senatrice a vita della Repubblica italiana. Oltre alle numerose pubblicazioni su riviste internazionali è autrice di saggi di interesse scientifico e sociale. è impegnata, attraverso la Fondazione da lei creata nel 1992, nel sostegno alle giovani donne dei Paesi dell’Africa per l’alfabetizzazione e per l’istruzione a tutti i livelli.È inoltre Presidente dell’Istituto Europeo per la Ricerca sul Cervello (EBRI) da lei stessa ideato (2001) e costituito a Roma nel 2003.  fonte: Baldini Castoldi Dalai editore

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