Protesi dentarie naturali e sicure grazie alla genialità di un odontotecnico italiano

Addio ossidi per protesi e piercing. Grazie alla scoperta di un pratese. Addio ossidi, imputati di patologie fastidiose e tossiche nelle bocche con protesi degli italiani. E addio anche alle allergie provocate da orecchini, piercing e monili. La scoperta di un prodotto, che stabilizza le leghe di metalli preziosi e riduce in modo marcato l’affiorare dei pericolosi ossidi, si deve a un odontotecnico pratese, Rosario Muto, 41 anni,  Un risultato raggiunto dopo sette anni di studi in laboratori italiani ed europei. Si chiama TTSV.Gel, cioè Trattamento Termico sotto Strato Vetroso: è questo il prodotto brevettato dall’odontotecnico pratese, che gode già di un contratto di distribuzione nazionale e, da pochissimi giorni, di un contratto di distruzione internazionale per 80 Paesi, dall’Australia, al Canada, dall’India ai paesi del vecchio Continente. Così il TTSV.Gel, con una sua scheda di sicurezza, si annuncia come una rivoluzione nella lavorazione dei metalli. «Si fa un gran parlare della pericolosità degli ossidi e dei radicali liberi» – dice Rosario Muto – È un problema reale soprattutto per le leghe metalliche usate per la costruzione delle protesi dentarie dove c’è necessità di leghe preziose e per gli oggetti di oreficeria. E gli effetti nel cavo orale, dalle allergie alle lesioni tumorali sono ormai note, anche su dichiarazioni espresse dal CNR». Una scoperta che Muto ha provveduto a far conoscere anche al Ministero della Sanità, ma come racconta lui stesso, senza avere risposta. «Il gel è da anni sul mercato – aggiunge ancora Muto – purtroppo ho incontrato ostruzionismo, anche se è un prodotto che guarda alla salute dei pazienti». Sara Bessi   ~ “Gli interessi internazionali e  la Salute Pubblica”  Sono innumerevoli e spesso noti solo agli specialisti i canali scelti dagli Stati Uniti per coniugare nuove sfide tecnologiche, nuove economie e nuove forme di colonizzazione.      Sebbene siano in parte di dominio pubblico gli effetti dell’invasione dei prodotti alimentari geneticamente manipolati, restano ignoti i danni – gravissimi – portati dal monopolio Usa su       altri generi, ugualmente importanti per la nostra salute. Tra questi c’è sicuramente il titanio, utilizzato per la formazione delle leghe metalliche, utili per fare protesi, gioielli ed altro.         Peccato però che nonostante il titanio formi delle leghe di bassa qualità, altamente ossidanti        e non garantisca quindi la perfetta biocompatibilità, i costi bassi e l’imposizione sul mercato        da parte Usa costringa praticamente tutti, gli odontotecnici o i laboratori orafi, ad utilizzarlo, scartando quello Russo risultato

radioattivo. Potrà servire a qualcosa la battaglia che sta conducendo un odontotecnico pratese, praticamente da solo, per eliminare i danni causati dall’ossidazione dei metalli?       “Se la mia scoperta diventerà direttiva del Ministero della Sanità avremo eliminato per sempre il problema degli ossidi per le protesi, i gioielli e i piercing. In caso contrario ho già deciso: denuncerò alla Procura della Repubblica e all’Unione europea il mancato utilizzo del mio prodotto”.    Così Rosario Muto, prova a lanciare l’allarme e fermare l’invasione di metalli dannosi per la salute. Muto è infatti l’inventore di un meccanismo che permette di stabilizzare le leghe e dunque di impedire la inevitabile ossidazione della stragrande maggioranza dei materiali utilizzati dai dentisti e dagli orefici.   Già perché l’oro e il platino – gli unici metalli che non si ossidano – sono troppo tenero il primo e troppo duro il secondo per poter essere utilizzati da soli e le leghe – con altri metalli ossidanti – sono inevitabili. “L’ossidazione – racconta Muto – avviene perché i metalli hanno una loro carica elettrochimica, un potenziale che nella lavorazione per la formazione della lega va tenuto sotto controllo. Le aziende che producono i metalli per le protesi dentarie     cercano di stabilizzare il più possibile la lega, cosa che non accade nel settore orafo. Il risultato però è praticamente lo stesso, dal passaggio di stato solido-liquido-solido per  fare la lega, non si ottiene mai il giusto rapporto di scambio di elettroni quindi si formano i così detti radicali liberi e quindi c’è ossidazione”. I radicali liberi restano quindi nella lega e continuano il processo di ossidazione reagendo con il potenziale elettrico che naturalmente possiede il nostro corpo, con i risultati che conosciamo: formazione della placca  – che è anche una delle cause delle malattie del cuore –    afte, stomatiti, allergie, eczemi, arrossamenti, prurito, annerimenti della pelle, fino alle micro- lesioni – recentemente segnalate da studi del cnr – che in futuro potrebbero trasformarsi in   tumori. Il prodotto creato da Rosario Muto funziona solo con i metalli preziosi e ha la capacità  di portare a zero il potenziale elettrochimico e quindi di produrre una lega biocompatibile e inossidabile. “Consiste – racconta ancora Muto – in un gel da utilizzare durante la lavorazione     dei metalli. Dunque non si tratta né di un farmaco, né di un dispositivo medico, bensì di un meccanismo chimico destinato alle aziende che lavorano i metalli preziosi per l’attività dei   dentisti e degli orefici”. La scoperta di Muto è arrivata dopo sette anni di studi e sperimentazioni in laboratori italiani   ed europei ed è stata chiamata ttsv gel, cioè Trattamento Termico sotto Strato Vetroso. Dopo aver ricevuto il brevetto nazionale e internazionale è  sul mercato, viene distribuita  in Italia e il altri 80 paesi. Ma adesso Muto si appella alla direttive dell’Unione europea che   impone a tutti i settori produttivi il marchio dell’Unione e l’utilizzo di tutte le tecnologie a disposizione per la riduzione al minimo di ogni rischio riguardante il volume e la tossicità.

Da qui la richiesta di far diventare il suo protocollo direttiva del Ministero della Sanità da cui fin ora non sono arrivate risposte. Nel frattempo continua indisturbata la diffusione, quasi totale sul mercato italiano, delle leghe che hanno per base il titanio e che continuano a danneggiare la salute di chi deve ricorrere ad ogni forma di protesi o oggetto metallico interno ed esterno. Raffaele Palumbo ~ Nella problematica quotidiana l’Odontoiatra si trova davanti a patologie del cavo orale che spesso dipendono da una scorretta protesizzazione dovuta a un progetto errato o da materiali impiegati; sono di comune riscontro fenomeni parodontali e paraprotesici quali flogosi del margine, distacco della giunzione epiteliale, approfondimento del solco con formazione di tasche e retrazione ossea ma anche semplici tatuaggi che sono legati alle caratteristiche del metallo usato. Le ricerche rivolte alla scoperta dell’Eziologia di queste lesioni ci hanno portato a considerare l’importanza di un potenziale elettrochimico causa del rilascio di ioni metallici dai manufatti protesici costruiti con leghe preziose che presentano ossidi nel loro contesto derivati dai tradizionali processi di lavorazione. Stimolati da questi problemi e supportati da ricerche scientifiche di settore, è stato realizzato un prodotto che utilizzato secondo uno specifico protocollo, durante le fasi di lavorazione di un manufatto protesico in lega preziosa, elimina la presenza degli ossidi responsabili del rilascio di ioni. Gli ossidi sono il presupposto per i fenomeni di corrosione mediante il rilascio di ioni potenzialmente tossici e di fenomeni elettrogalvanici responsabili di elettrocorrosione. Da questa premessa possiamo quindi comprendere come la presenza degli ossidi sia sulla superficie metallica delle leghe ma anche nel loro interno, sia responsabile di microfessurazioni del reticolo cristallino dove i processi di corrosione possono attivarsi anche in profondità rendendo quindi la lega un supporto microporoso in grado di favorire la formazione di placca batterica responsabile della riduzione dei valori di PH favorendo così i processi di corrosione mediante gli ossidi presenti nel metallo Il trattamento con TTSV.GEL (Trattamento Termico sotto Strato Vetroso) Riduce a zero la presenza del potenziale elettrochimico, migliora le caratteristiche metallografiche delle leghe impiegate, aumentando la loro resistenza alla corrosione chimica, alla elettrocorrosione, eliminando l’elettrogalvanismo, aumentando la compattezza del reticolo cristallino migliorando la lucidabilità superficiale e quindi riducendo drasticamente la formazione di placca. Rosario Muto, nato a Napoli il 06/09/1958 si è diplomato nel 1979 presso l’istituto Professionale “Casanova” di Napoli. Ha partecipato a numerosi corsi di aggiornamento avanzati, riguardo alla gnatologia, alla protesi su impianti e alla metallurgia. Ha frequentato master in metallo-ceramica, in Italia e all’estero. Collaboratore di numerose aziende nella progettazione e realizzazione di sistemi elettromedicali. E’ iscritto nel “Ruolo Periti ed Esperti”,  fa parte dell’ Albo Consulenti Tecnici dei Giudici Civili del Tribunale di Prato e del Collegio Periti Esperti e Consulenti Tecnici della Toscana. Inoltre è fondatore della A.I.P.O. (Associazione Italiana Periti Odontotecnici). Per maggiori Informazioni circa il brevetto e le innovative attività di Rosario Muto scrivere a  odontotecnica naturale

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