Incentivi per l’utilizzo di prodotti biodegradabili, Quibio.it protagonista

Quibio.it, portale italiano di prodotti usa e getta biodegradabili che ha  appena compiuto dieci anni di attività, torna protagonista delle  manifestazioni primaverili ed estive.  Grazie agli incentivi di molte pubbliche amministrazioni, Quibio.it  fornirà quest’anno ad oltre seicento manifestazioni e sagre prodotti  biodegradabili e compostabili che aiuteranno a ridurre l’impatto di  questi eventi sull’ambiente. Quibio.it, il primo sito e-commerce italiano di prodotti usa e getta completamente  biodegradabili, si appresta a vivere un intenso 2010. Terminati da poco i festeggiamenti per i

suoi primi dieci anni di attività, Quibio.it  vivrà i prossimi mesi da protagonista, fornendo a centinaia di feste e sagre prodotti  usa e getta compostabili al 100% che assicureranno una consistente diminuzione  dei rifiuti prodotti. Questo permetterà agli organizzatori delle varie manifestazioni di ridurre l’impatto ambientale degli eventi, contribuendo attivamente a preservare l’ambiente che ci  circonda,   e   a  risparmiare   denaro  grazie   agli   incentivi   che   molte   pubbliche  amministrazioni erogano per chi organizza eventi a basso impatto ambientale. Quibio.it è stato il primo e-commerce italiano a vendere prodotti a perdere come  piatti in polpa di cellulosa, bicchieri in amido di mais, posate in legno o bioshopper  in MaterBi. L’obiettivo   primario   è   sempre   stata   la

sensibilizzazione   all’utilizzo   di   prodotti  ecocompatibili nel settore dell’ usa e getta, per contribuire alla riduzione di rifiuti  come piatti e posate di plastica. I   prodotti   presenti   su   Quibio.it   sono   tutti   rigorosamente   biodegradabili   e  compostabili  al   100%  e   permettono   di  dare   una mano   concreta   all’ambiente  evitando di produrre rifiuti difficili da smaltire. Per maggiori informazioni: quibio.it Alessandro Tibaldeschi Ufficio stampa: Press Play ~ La biodegradabilità è una proprietà delle sostanze organiche e di alcuni composti sintetici, di essere decomposti dalla natura, o meglio, dai batteri saprofiti. Questa proprietà permette il regolare mantenimento dell’equilibrio ecologico del pianeta. Una sostanza decomponibile, viene attaccata da alcuni batteri che ne estraggono gli enzimi necessari alla decomposizione in prodotti semplici, dopodiché l’elemento viene assorbito completamente nel terreno. Una sostanza non decomponibile (o decomponibile a lungo termine), rimane nel

terreno senza venire assorbita , provoca inquinamento e favorisce diverse problematiche ambientali. Perché un composto possa essere considerato biodegradabile è necessario che in natura esista un batterio in grado di decomporre il materiale. Tutti i composti organici naturali, come la carta, sono facilmente decomponibili; invece, tutti i prodotti sintetici moderni (esclusi alcuni speciali, come la bioplastica) non possono essere decomposti dalla natura, poiché nessun batterio è capace di elaborare un enzima che semplifichi il materiale. Un materiale non biodegradabile non viene assorbito dal terreno e rimane identico nel tempo, quindi contribuisce all’inquinamento della zona dove si trova; ma tuttavia, non tutti i composti non biodegradabili sono pericolosi: esistono tipi di composto che non danneggiano la vita dell’ecosistema, e che

quindi lasciano immutata la situazione. Le sostanze non o biodegradabili più comuni sono la plastica, che è formata dal carbonio, l’idrogeno e l’ossigeno: questi elementi sarebbero decomponibili, ma, dalla loro unione, si è formata una molecola troppo complessa per essere decomposta in natura. La categoria di materiali meno decomponibili è composta dagli idrocarburi clorurati, che sono formati da molecole troppe complicate. La biodegradabilità dei composti sta diventando un problema, poiché la maggior parte degli oggetti che utilizziamo ogni giorno, è formata da materiali che contengono materiali non decomponibili. Molti stati stanno lavorando su questo problema, ma attualmente non si è ancora giunti ad una soluzione utilizzabile, se non la sostituzione della plastica con altri materiali biodegradabili. N.D.R.

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