Everybody’s Universe, con un clic si viaggia nel cosmo

Basta un pc per “partire” in compagnia di un astronomo. I misteri del cielo sono oggi alla portata di tutti. Basta un pc per esplorare l’Universo in compagnia di un astronomo che ti conduce fra le nebulose, i pianeti, le stelle e ogni altro mistero, anche se non puoi raggiungere un Osservatorio, se sei in ospedale o in carcere, o se, semplicemente, non puoi permetterti un telescopio. Ideatore del progetto internazionale l’astrofisico Gianluca Masi, che in prima persona guida chi si connette al sito Everybody’s Universe a scrutare il cielo grazie, ad un sistema altamente tecnologico fatto di un potente telescopio, una sensibilissima telecamera e un sistema robotizzato di puntamento. Tutti strumenti che consentono a chiunque di vivere l’esperienza diretta dell’astronomo. «Potremmo dire – dice l’astrofisico – che con un clic inizia un viaggio nel cosmo di cui, neppure io posso prevedere tutti gli esiti. E, questo, grazie all’imprevedibilità del firmamento». Insomma, secondo Masi ogni notte potrebbe essere quella giusta per svelare un nuovo segreto, una stella che muore, un asteroide che sfiora la terra, una cometa che solca il sistema solare. E la ’magià si compie, questo è il dato rivoluzionario, con un qualunque pc collegato alla rete Internet.  –  Astrofisica in Piazza. Tra le ragioni ispiratrici del progetto Virtual Telescope

vi è sempre stato il desiderio di portare presso il grande pubblico le suggestive problematiche della scienza del cielo. Non solo gli argomenti, il cui appeal è sempre stato forte, tanto da rendere l’Astronomia una disciplina in questo invidiabile, ma anche l’approccio sperimentale, la pratica osservativa, le esigenze operative, aspetti imprescindibili nella ricerca moderna. Con l’iniziativa “Astrofisica in Piazza”,  assoluta novità nel panorama internazionale, il Virtual Telescope si propone di portare – letteralmente – sulle strade o nel cuore delle città i principali fenomeni astrofisici, seguiti in diretta nel loro svolgersi. Le capricciose fluttuazioni luminose delle stelle variabili, il rapido movimento degli asteroidi, la marcia delle comete, l’esplosione di lontane supernovae, lo scivolare di un pianeta extrasolare dinanzi alla sua stella: questi sono solo alcuni degli affascinanti argomenti che si possono scoprire personalmente, dal vero, con “Astrofisica in Piazza”. Inoltre, questa proposta vuole essere l’occasione per riprendere confidenza con il cielo urbano, compromesso dal dilagare dell’inquinamento luminoso, invitando al suo rispetto e recupero anche per averne scoperto la “vivace” ricchezza ed i tanti ritmi. Lo Staff è a disposizione per l’organizzazione dettagliata di un simile evento, mettendo a disposizione la propria strumentazione (consistente in una postazione osservativa trasportabile e tecnologicamente evoluta) e professionalità, sia nel campo della ricerca che della comunicazione scientifica. Ecco una presentazione del giovane e brillante scienziato italiano, Prof. Gianluca Masi: “

Ho trentasette anni e osservo da Ceccano (FR), 90 km a sud di Roma. Mi sono  laureato a pieni voti in fisica, indirizzo astrofisico, presso l’Università “La Sapienza” di Roma e ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Astronomia (PhD)  presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; sono appassionato di astronomia dal 1980. Ho iniziato a praticare questo hobby in un modo singolare: un giorno, quando avevo otto anni, mi imbattei in un libro dal titolo assai invitante, “La conquista del cielo”, di Guido Ruggieri. Tenendolo tra le mani, finii per restare definitivamente affascinato da quegli argomenti, specialmente dalle immagini di nebulose e galassie. Nel 1983 ricevetti il mio primo telescopio, un rifrattore da 6 cm, utilizzando il quale vidi la Luna, le principali stelle doppie e la Grande Nebulosa di Orione. Nel 1985 acquistai un nuovo strumento, che  uso tutt’ora: un riflettore Vixen SP R-150S, da 15 cm – f/5. Esso e’ di ottima fattura e ne apprezzo particolarmente la bontà della montatura. Ho osservato molti oggetti del profondo cielo, soprattutto galassie e ammassi stellari. Trascorsi tre anni, decisi di cimentarmi con l’astrofotografia e così, dopo un intenso periodo di studi, presi le mie prime immagini. Col tempo la tecnica migliorò e alcune fotografie finirono su alcuni periodici specializzati, come “l’Astronomia”, “Il Cielo” (Italia), “Star Observer” (Austria) e l’importante enciclopedia “Astronomia”. Il 4 agosto 1989 sono stato il primo in Italia a riprendere la scomparsa di una delle bande equatoriali del pianeta Giove. Relativamente ai miei interessi scientifici, mi sono occupato  particolarmente della questione della scala delle distanze cosmologiche e della

determinazione della costante di Hubble; mi sono poi occupato di strategie di ricerca dei Near-Earth Objects (NEO), più specificatamente degli Inner-Earth Objects (IEO), caratterizzati dall’avere orbite completamente interne a quelle della Terra (se ne conoscono, ad oggi, solo cinque; la mia attività osservativa mi ha visto coinvolto anche nel progetto CINEOS, presso l’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore). Dal 1988 partecipo intensamente alle attività dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino. Ho lavorato per circa quattro mesi presso l’European Southern Observatory (ESO), Cile, dove ho condotto un programma di osservazioni fotometriche ed astrometriche di NEO e comete dall’osservatorio di La Silla e che ha costituito la base del mio lavoro di dottorato. Attualmente mi occupo di fotometria di NEO, di variabili cataclismiche e di pianeti extrasolari. Dal 1992 sono membro dell’Ulysses Comet Watch Network. Nello stesso periodo ho iniziato ad avvicinarmi ad un nuovo argomento: la tecnologia CCD (Charge Coupled Device) e la sua utilità nel campo astronomico. Uno dei periodi più intensi della mia vita  astronomica e’ stato il passaggio della cometa Hale-Bopp, che ho seguito per un lungo periodo di tempo, soprattutto quando essa era particolarmente brillante. Ho ripreso oltre 500 immagini, impiegando una camera CCD SBIG ST-7 assieme al mio telescopio. Molte di esse sono state presentate nei siti web predisposti dalla NASA e dal JPL. L’analisi delle immagini ha permesso uno studio nell’ambito dell’Università’ di Roma “La Sapienza”. Ho partecipato

al programma “Small Telescope Science Program”, voluto dal team della missione spaziale Deep Impact ( NASA, JPL, Ball Corporation). Il 1 agosto 1997 ho scoperto la mia prima stella variabile nei pressi della celebre nebulosa Dumbbell (M27). Effettuo sistematicamente misure astrometriche di asteroidi e comete, che invio al Minor P1999 CL12, 1999 NC1, 1999 PK, 1999QV1, 1999 RA, 1999 RN, 1999 RS2, 1999 RL35, 1999 TN4, 1999 TZ10 e 2000 YJ8; sono co-scopritore di 1998 SY2, 1999 RQ32, 1999 RC34, 1999 RR34, 1999 TO, 1999 TP, 1999 TQ, 1999 XS38, 1999 XT38, 1999 XE104, 1999 XF104, 2002 NJ34, 2002 OQ7, 2007 EE88 . Sul numero di febbraio 1998 della prestigiosa rivista americana “Sky & Telescope” e’ stato pubblicato un mio articolo sull’impiego di camere CCD con piccoli telescopi, sotto cieli cittadini. Sono membro dell’American Association of Variable Star Observers (AAVSO) e del VSNET collaboration Team, coordinato dal Dipartimento di Astronomia dell’Universita’ di Kyoto. Effettuo osservazioni di alcune stelle variabili cataclismiche (faccio parte del Center for Backyard Astrophysics, coordinato dalla Columbia University, NY – di cui il mio osservatorio costituisce la stazione italiana) e supernovae. Su queste ultime, alcune mie misure vengono pubblicate sulle Circolari dell’International Astronomical Union. Nel 2004 ho scoperto alcune nuove stelle variabili vicino M78. Sono coscopritore dei due pianeti extrasolari XO-2b e XO-3b. Questo ulteriore incremento di attività è stato possibile grazie alla disponibilita’ di un

telescopio di maggiore diametro, basato su un’ottica C11 (280mm-f/10). Oggi utilizzo un telescopio basato su ottica C14 e montatura Paramount ME. Per i dettagli sugli strumenti disponibili si prega di visitare la pagina dell’Osservatorio. Anche l’attività divulgativa è stata piuttosto animata, sempre con ottimo riscontro da parte del pubblico; in particolare ricordo: la serata di osservazione pubblica, Ceccano (FR, luglio 1988); la conferenza presso la Biblioteca Comunale di Ceccano (FR), in occasione del passaggio della cometa Hale-Bopp (aprile 1997); la conferenza presso la Biblioteca Comunale di Ceccano (FR) in occasione dell’assegnazione, su mia proposta, del nome “Ceccano” all’asteroide 10931 da me scoperto ( gennaio 2000); la conferenza alla DeepCon 2, presso il Centro Congressi “Ambasciatori, Fiuggi (marzo 2001); la conferenza alla DeepCon 3, presso il Centro Congressi “Ambasciatori, Fiuggi (marzo 2002). Ho insegnato ‘Fisica Applicata al Restauro’ all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Per qualche anno, ho collaborato con la rivista “Le Stelle” .Da ottobre 2004 collaboro con il Planetario di Roma e da gennaio 2006 faccio parte del suo staff scientifico. Da giugno 2008 sono vicedirettore della rivista Coelum Astronomia e direttore di Coelum Stream. Il 21 giugno 2003 la Pro-Loco di Ceccano mi ha conferito il “Premio Pro-Loco 2003”; la cerimonia ha incluso una mia conferenza con immagini del cielo australe, ottenute durante il mio soggiorno all’ESO. Il 13 settembre 2003 mi è stato conferito il Premio Ruggieri, dell’Unione Astrofili

Italiani. Il 10 ottobre 2003 mi è stato conferito il premio “La Ciociara”. Nell’agosto del 2005 la Planetary Society mi ha assegnato lo “Shoemaker NEO Grant”. Il 7 dicembre 2005 ho vinto il primo premio nel Concorso per il Miglior Seminario di Dottorato, organizzato dai tre Atenei capitolini. Nel maggio 2006 ho vinto il Premio Tacchini della Società Astronomica Italiana, per una delle cinque migliori tesi di Dottorato in Astronomia a livello Nazionale. Nel 2009 ho vinto il premio “Rocca d’Oro 2009”. L’asteroide (21795) e’ chiamato “Masi” in mio onore, in riconoscimento alle attività svolte nel campo astronomico. La NASA ha realizzato un sito Internet per introdurre i giovani allo studio delle scienze spaziali, considerando il caso del sottoscritto come esempio di lavoro in questo campo. Amo la musica classica, con un debole particolare per Bach, Brahms e Mahler. Trovo molto interessante conoscere la storia dei grandi compositori e vedere come alcuni loro capolavori siano stati ispirati dalla visione della volta celeste. Il Virtual Telescope è la mia ultima fatica: l’intento, come descritto nelle pagine di questo sito, è quello di di offrire a chiunque la possibilità di utilizzare strumenti di buon livello, sia per curiosare tra le bellezze del cielo che per svolgere attività di ricerca. Gianluca Masi. ” fonti:  e-linux.it, bellatrixobservatory.org,  Telescopi robotici a controllo remoto

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