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L’Oasi delle Farfalle trova casa

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Dopo aver catturato l’attenzione di oltre 80mila visitatori, la struttura diventerà il primo Museo Sensoriale Vivente di Milano. Ospiterà 300 esemplari esotici in una serra climatizzata. L’Assessore Cadeo: “Realizzeremo un polo delle Scienze Naturali in sintonia con la nostra visione di verde accessibile al cittadino” L’assessore Cadeo con il modellino del prossimo allestimento dell’Oasi delle Farfalle. Milano, 2 febbraio 2010 – E’ stato presentato a Palazzo Marino il progetto architettonico del nuovo padiglione che accoglierà in via definitiva l’“Oasi delle Farfalle”, la serra allestita ai giardini Montanelli che ospita circa 300 esemplari esotici di insetti, in un clima da foresta tropicale. La struttura, unica a livello europeo, diventerà il primo “Museo Sensoriale Vivente” di Milano. “E’ stata una felice intuizione del Comune – ha spiegato l’assessore all’Arredo, Decoro urbano e Verde Maurizio Cadeo – nata anche grazie all’incontro con Patricia Kieran, Presidente

dell’Associazione Cometa Divulgazione Scientifica Onlus –, quella di inserire l’Oasi delle Farfalle in un nuovo padiglione che sorgerà tra il Museo di Storia Naturale e il Planetario all’interno dei Giardini Montanelli di porta Venezia. La decisione nasce dal grande interesse dimostrato dai cittadini che in poco più di un anno e mezzo hanno visitato in massa il primo allestimento dell’Oasi: i visitatori sono stati oltre 80.000, di cui 8.000 studenti”. “Il progetto – ha aggiunto Cadeo – è in linea con l’obiettivo di creare un polo delle Scienze Naturali in sintonia con la nostra visione di verde accessibile al cittadino, un verde utilizzabile e frequentabile”. Grazie anche all’investimento dell’Associazione Cometa, che finanzia interamente il progetto, e alla collaborazione del Museo di Storia Naturale e dell’Associazione Didattica Museale, l“‘Oasi delle Farfalle” ha lo scopo di sensibilizzare il pubblico all’attenzione e al rispetto per la natura e rappresenta un tassello di un più ampio progetto che si propone di arricchire l’offerta di servizi culturali e didattici in vista dell’Expo 2015. fonte comune.milano.it –   Cos’è l’Oasi delle Farfalle. Un angolo di foresta pluviale tropicale, dove volano centinaia di farfalle multicolori. Un percorso

naturalistico all’insegna dello stupore, dove ammirare piante e animali spettacolari e imparare divertendosi. Le farfalle ospitate nell’Oasi provengono da allevamenti distribuiti in vari paesi tropicali, le butterfly farm. Queste attività rappresentano una reale alternativa ecosostenibile alla distruzione della foresta. Visitare una casa delle farfalle permette alle butterfly farm di esistere e fornisce un concreto aiuto alle foreste e agli uomini che vi abitano. Il percorso si sviluppa su circa 200 metri quadrati coperti ed è organizzato in due sezioni. La prima, “Mimetismo – l’Arte dell’Inganno”, è un’esposizione naturalistica nella quale il visitatore potrà mettersi alla prova, cercando di individuare bizzarri animali mimetici, così simili all’ambiente circostante da rappresentare una vera sfida! L’oasi inoltre ospita centinaia di farfalle, libere di volare in un ambiente di foresta pluviale rigorosamente ricreato, e diversi esemplari di insetti esclusivi, come il gigantesco scarabeo rinoceronte malese e la mantide foglia. L’Associazione Cometa nasce dalla volontà di conoscere, divulgare e condividere le realtà naturali. Un passo indispensabile verso una giusta coscienza, un percorso affascinante che ci riguarda sia come uomini che come organismi viventi, nati

da un ambiente che non possiamo certo ignorare. Il nostro fine è divulgare e rendere accessibile al grande pubblico il prezioso patrimonio rappresentato dalla conoscenza scientifica, con particolare attenzione alle scienze naturali.  Mimetismo. Un percorso che porta alla scoperta di ciò che la natura ci vuole nascondere. Molti animali e piante ci ingannano, apparendo diversi da ciò che realmente sono. Farfalle che imitano foglie, pesci con finti occhi sulla coda, mantidi che sembrano orchidee e funghi che imitano i maiali sono solo pochi degli  innumerevoli esempi conosciuti. Un’esauriente esposizione di “travestiti ed impostori” ci racconta questa strategia, chiamata “mimetismo”, adottata da molti organismi per sopravvivere.Alcuni animali, di fatto innocui, imitano nei colori e persino nel comportamento altre specie, velenose ed inappetibili. Un chiaro esempio è rappresentato dalla Sesia, una farfalla pressochè identica ad una vespa per forma, colore e modo di volare. Tra gli animali più imitati troviamo la formica che, armata di pungiglione velenoso, offre un ottimo modello, copiato da ragni, cavallette, cimici e coleotteri. Nascondersi: il Mimetismo Criptico. Assomigliare all’ambiente

circostante rende invisibili, e rappresenta un facile vantaggio, sia per una preda sia per un predatore. Alcuni animali e persino piante imitano fedelmente il colore e la forma di foglie, fiori, legni o rocce. Identificarli in natura può rappresentare una vera sfida. Camaleonti, anolidi, polpi, seppie e alcuni pesci possiedono inoltre la capacità di cambiare colorazione, adattandola perfettamente allo sfondo del momento. A volte anche il comportamento è mimetico e contribuisce a rendere l’animale irriconoscibile dall’ambiente circostante. E’ il caso dell’insetto foglia, che quando si sposta comincia ad ondeggiare come fosse una foglia mossa dal vento, o del bradipo, che ha rallentato i movimenti per renderli impercettibili. Certi animali si nascondono ricoprendosi di alghe, spugne o altro, come il granchio ragno malese o lo stesso bradipo, sulla cui pelliccia cresce un’alga che lo rende verde. Falsa identità: il Mimetismo Fanerico. Ci sono casi in cui farsi notare è un vantaggio. Nel mimetismo fanerico, alcuni organismi imitano altre specie, e traggono un vantaggio dal mettersi in mostra. Alcuni animali si fingono animali pericolosi, esibendo gli stessi colori spesso vistosi, detti “di avvertimento”, e gli stessi comportamenti

audaci. Questo tipo di inganno non ha sempre un significato difensivo. Alcuni predatori imitano le prede per poterle avvicinare e catturarle. A volte le attirano producendo il profumo delle loro femmine, trasformando una aspettativa amorosa in una trappola letale.Falsi occhi e false teste. Le macchie a forma di occhio sono  tra i disegni che compaiono più frequentemente negli animali. La loro funzione non è sempre chiara. Grandi occhi finti hanno lo scopo di far sembrare più grande l’animale che le esibisce e di intimidire il predatore. Mimetismo chimico. L’odore è un messaggio chimico usato da piante ed animali per comunicare su lunghe distanze. I fiori, con il profumo, comunicano la loro posizione agli insetti impollinatori. Alcune femmine di falene riescono ad attirare con il proprio odore un maschio distante anche 7 chilometri; anche i mammiferi, uomo compreso, producono particolari odori per accattivarsi le attenzioni di un partner.  Ma non mancano gli imbrogli: esistono diversi organismi che, per sopravvivere, imitano odore o sapore di altre specie. La licena e la formica. I bruchi di alcune farfalle licenidi riescono ad entrare nei formicai senza essere attaccati dalle formiche. Ciò è possibile

grazie ad una sostanza prodotta dai bruchi simile a quella usata dalle formiche stesse per riconoscersi . In altre parole ne imitano il sapore. Grazie a questo inganno, i bruchi non solo non vengono attaccati, ma vengono pure trasportati all’interno del nido, ove si nutriranno delle larve dell’ospite. In cambio del cibo e della protezione, il bruco produce un liquido zuccherino molto apprezzato dalle formiche. Mimetismo sonoro. In questa particolare forma di mimetismo, alcune specie traggono vantaggio dall’imitare i suoni emessi da altre specie. Alcune specie di falene appartenenti alla famiglia degli Arctidi, sono inappetibili per i predatori a causa della presenza nei loro tessuti di sostanze tossiche. Queste specie emettono particolari ultrasuoni per avvertire i pipistrelli, principali predatori, di questa loro tossicità. Esistono altre specie, di fatto commestibili, che producono lo stesso ultrasuono, ingannando i pipistrelli che le scambiano per specie velenose.  Prenotazioni scuole e gruppi dalle ore 9.00 alle ore 14.00 Tel.  02 88463289/93  Dove siamo: Giardini di via Palestro “Indro Montanelli”  adiacente al Museo di Storia Naturale  Metropolitana MM1 – fermata Palestro  fonte oasidellefarfalle.it

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