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Energia dal Vento ~ mini impianto eolico per uso domestico o poco piu…

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Produrre energia elettrica, sfruttando i venti che soffiano sulla nostra Penisola, è un sogno che finalmente può trasformarsi in realtà anche per le persone che non hanno grossi capitali da investire. Sul mercato, infatti, sono da tempo disponibili mini impianti eolici capaci di soddisfare le esigenze di una normale famiglia o, eventualmente, di una piccola impresa. Micro pale dalle forme più diverse, in grado di sfruttare anche le correnti più deboli, che occupano uno spazio ristretto, non necessitano di apposite infrastrutture e che hanno un bassissimo impatto sul territorio. Per chi avesse da ridire su quest’ultimo punto specifichiamo che i mini generatori di cui parliamo, generalmente, vengono posti in prossimità dell’utenza, e quindi in un ambiente già modificato dall’uomo. La condizione indispensabile – Prima di optare per l’installazione di uno di questi sistemi, ovviamente, si deve esser certi di risiedere in un’area dove il vento è più o meno sempre presente. In linea di massima, l’Italia centro-meridionale presenta le condizioni più favorevoli: tuttavia anche alcune zone dell’Italia settentrionale si prestano allo sfruttamento dell’energia eolica. Per valutare la ventosità di un sito, e stimare di conseguenza la quantità di energia elettrica generabile, si possono percorrere due strade: – Realizzare campagne anemometriche di misurazione – Consultare la mappa dei venti on-line.  I costi – Una volta accertata la fattibilità del progetto si devono valutare i costi. In media la spesa si aggira attorno ai 2.000 euro per kW installato ma si trovano offerte di qualità spendendo anche meno. In ogni caso il mini eolico risulta più conveniente del fotovoltaico. Tra le spese da tenere presenti ce n’è

comunque una spesso non dichiarata dagli installatori: all’aumentare della distanza tra il generatore e la rete elettrica o l’utenza da servire, aumentano anche i costi per l’interramento e il cablaggio dei cavi elettrici. I costi, sottolineano tuttavia gli esperti, vengono recuperati e ripagati con gli interessi nel giro di pochi anni. Gestione e manutenzione – Diversamente da altri sistemi specifici per la produzione di energia, i mini generatori eolici risultano esser spesso delle macchine complessivamente semplici ma allo stesso tempo robuste. Di solito sono in grado di funzionare autonomamente senza la necessità di alcun intervento umano. Gli installatori consigliano comunque di effettuare due interventi all’anno di controllo e manutenzione: i costi si aggireranno attorno al 2-3% dell’investimento complessivo. La scelta dell’impianto – I mini generatori eolici oggi sul mercato sono tantissimi e in gran parte di ottima qualità. Vi sono quelli “tradizionali”, dotati cioè delle classiche due o tre pale, e quelli più innovativi, caratterizzati dalle forme più insolite studiate per sfruttare al meglio la forza dei venti e risultare meno pericolosi per i volatili. Fanno parte di quest’ultima categoria il mini eolico presentato di recente dalla Pramac e la Energy Ball disegnata dalla Home Energy. Il primo dei due sistemi è stato disegnato dal designer minimalista Philippe Starck e, a seconda del modello scelto, promette di generare fra i 400 watt e il Kw di potenza. La microturbina, prodotta nello stabilimento di Siena, è stata ribattezzata “Revolutionair”. “Vogliamo trasformare l’eolico in qualcosa di bello – ha spiegato Paolo Campinoti, presidente e a.d. di Pramac – in un

qualcosa in cui tutti noi possiamo partecipare. Il mio sogno è che ognuno di noi possa avere una pala, magari sul tetto o in giardino, in modo da creare energia a larga diffusione. Si tratta di una grossa rivoluzione”. Le turbine possono essere installate sopra pali alti fra i tre e i sei metri o, in alternativa, anche sui tetti delle case. “Dai feedback che stiamo ricevendo l’interesse è molto forte – ha sottolineato Campinoti -. Il nostro sogno è di vendere questi prodotti in tutto il mondo. Per questo stiamo creando una rete distributiva con lancio anche sul Web. Abbiamo la migliore arma per iniziare questa guerra: il design democratico e a costo contenuto produce un’energia democratica”. Il primo dei due modelli ha un costo di circa 2.500 euro mentre il modello di punta, quello da 1 Kw, circa 3.500 euro (a queste somme si devono aggiungere mille o duemila euro di costi d’installazione). La Energy Ball è altrettanto interessante. Si tratta infatti di una piccola turbina di forma sferica, disegnata dalla Home Energy e adatta ad una discreta produzione domestica. Sfruttando il cosiddetto paradosso idrodinamico (effetto di Venturi), ovvero l’aumento di velocità e la diminuzione di pressione di un fluido costretto a passare per un condotto la cui sezione si rimpicciolisce, è in grado di amplificare e moltiplicare anche il potere energetico dei venti deboli, anche quelli che soffiano a soli 2metri al secondo. Il rotore, che può esser posizionato sul tetto di una casa o eventualmente su un palo di media altezza, sta in un metro cubo di volume e risulta esser estremamente silenzioso. Rispetto alla concorrente produce meno energia, ma a detta dell’azienda, sufficiente al fabbisogno di una famiglia tipo. Il costo? Circa 2.500 euro. La casa madre specifica che il modello base produce 500 KWh all’anno pertanto, per recuperare i costi, si dovrà pazientare qualche anno in più. Impianti eolici fatti in casa –

Rispettare l’ambiente, e al contempo risparmiare sulla bolletta dell’energia elettrica è un sogno che parecchie persone vorrebbero poter vedere realizzato. Alcuni, constatato di non poter investire risorse economiche nel’acquisto di un mini impianto eolico domestico, optano per realizzare un sistema alternativo e a bassissimo costo. L’estetica in questo caso passa spesso in secondo piano, ma il risultati sono delle volte importanti e soddisfacenti. Un progetto di impianto mini eolico, chiamato “Motorwind” e realizzato utilizzando esclusivamente plastica riciclata, è stato presentato da Lucien Gambarota, ricercatore dell’università di Honk Kong. Il dispositivo, le cui pale in plastica misurano appena 25 centimetri di diametro, riescono a girare anche con venti deboli di 2 metri al secondo. Lucien e colleghi sono certi di poter migliorare ulteriormente questa performance e arrivare fino a 1 metro al secondo: per farlo basterà ridurre il peso delle pale eoliche costituite da rifiuti plastici recuperati. Sebbene il generatore in questione occupi una grande superficie, e non sia neppure bello da vedere, sembra in grado di generare una grandissima quantità di energia elettrica capace di ricaricare batterie e accumulatori. Il costo di produzione è circa il 20% rispetto a un impianto mini eolico tradizionale mentre il rendimento può raggiungere l’80%: nell’arco delle 24 ore, garantiscono i ricercatori, le pale in plastica riciclata possono girare per ben 19 ore. Un futuro ancora tutto da scrivere – L’eolico, inizialmente considerato il fratellino sfortunato del fotovoltaico, sembra dunque ormai maturo e pronto per conquistare le case degli italiani. Il suo destino sta nelle mani della classe politica, che potrà decidere se incentivare o meno la diffusione di tali tecnologie con sgravi fiscali, e nelle scelte di ognuno di noi.

fonte notizie.tiscali.it  –  L’energia eolica è il prodotto della conversione dell’energia cinetica del vento in altre forme di energia (elettrica o meccanica). Attualmente viene per lo più convertita in energia elettrica tramite una centrale eolica, mentre in passato l’energia del vento veniva utilizzata immediatamente sul posto come energia motrice per applicazioni industriali e pre-industriali. Prima tra tutte le energie rinnovabili per il rapporto costo/produzione, è stata la prima forma di energia rinnovabile scoperta dall’uomo dopo il fuoco.I primi mulini a vento europei pompavano acqua o muovevano le macine per triturare i cereali; in Olanda erano utilizzati per pompare l’acqua dei polder, migliorando notevolmente il drenaggio dopo la costruzione delle dighe. I mulini olandesi erano i più grandi del tempo, divennero e rimasero il simbolo della nazione. Questi mulini erano formati da telai in legno sui quali era fissata la tela che formava così delle vele spinte in rotazione dal vento. Nel corso del XIX secolo entrarono in funzione migliaia di mulini a vento sia in Europa, sia in America, soprattutto per scopi di irrigazione. In seguito, con l’invenzione delle macchine a vapore, vennero abbandonati per il costo del carbone, allora a buon mercato. Negli anni settanta l’aumento dei costi energetici ha ridestato l’interesse per le macchine che utilizzano la forza del vento; così, molte nazioni hanno aumentato i fondi per la ricerca e lo sviluppo dell’energia eolica. Tra il 2000 e il 2006, la capacità mondiale installata è quadruplicata. Nel 2005 la nuova potenza installata è stata di 11.000 megawatt, nel 2006 di 15.000 e nel 2007 di 20.000 megawatt. Nonostante la crisi economica, il 2008 è stato un anno record per l’energia eolica, con oltre 27.000 megawatt di nuova potenza installata in tutto il mondo. N.D.R.

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