Usa, scoppia la Celentano-mania tutti pazzi per un brano del ’72

Meglio tardi che mai. Adriano Celentano sbanca negli Usa con una canzone del 1972 e viene incoronato “inventore del rap”. Il brano in questione  è “Prisencolinesinanciusol”, una canzoncina il cui testo incomprensibile si basa su un vocabolario di sua invenzione. A consacrare il nostro cantante è uno dei più prestigiosi scrittori e blogger statunitensi Cory Doctorow che cita il Molleggiato nel suo sito blog “Boing Boing” come esempio di quanti fingono di usare l’inglese pur non sapendolo. Doctorow, guru della musica, esalta il video della canzone come un fenomeno rock che orecchia l’inglese in maniera tale da sembrare veramente tale, anche se cantato in un modo da essere difficile da decifrare. Da allora è scoppiata la Celentano-mania: la canzone è diventata il simbolo del fascino dello slang finto-anglofono e l’omaggio al cantante italiano ha scatenato una valanga di interventi sul blog di Doctorow facendo del Molleggiato un caso musicale su web. A 40 anni dall’uscita del “protorap”, gli utenti del sito di Doctorow hanno promosso infatti Celentano a “leggenda della musica”, paragonandolo agli U2, a Bob Dylan, ai Rem, ai Radiohead. E c’è chi va oltre e lo mette allo stesso livello della leggenda delle leggende, il grande Elvis Presley. Sul blog,

non mancano i complimenti al re del rock italiano. Alcuni utenti definiscono Celentano “un precursore dell’innovazione musicale”; qualcun’altro se la prende con Boing Boing: “E ci arrivate adesso?! Complimenti per il tempismo”, ironizza qualche altro blogger. C’è chi definisce il testo di “Prisencol” una canzone scritta col “linguaggio internazionale del funk”. Junglemonkey, un altro utente, celebra invece il suono dell’inglese per le orecchie straniere: “Se questo è il suono della lingua inglese, è meraviglioso!”. “E’ come ascoltare Bob Dylan” gli fa eco un lettore anonimo.  E nessuno, qualsiasi sia il commento sul sito, nega l’originalità del cantante. Sul significato del brano, nel tempo le interpretazioni sono state delle più svariate. Qualcuno arrivò ad avanzare l’ipotesi che si trattasse di un acronimo, una frase le cui iniziali componevano la parola fatidica. Altri facevano notare che su diverse edizioni del disco e sugli spartiti, questa era scritta con le prime 6 lettere in maiuscolo, lasciando il resto in minuscolo, e comunque sempre con parecchia attenzione agli accenti, e cercò quindi di scomporla, arrivando ad ipotizzare un mosaico di lingue europee. A svelare l’arcano – e il senso di quel testo in inglese maccheronico utilizzato per lavorare sul brano prima di elaborare le liriche in italiano – ci pensò Celentano stesso nel corso di una puntata della storica trasmissione Rai

“Formula Due”, condotta da Alighiero Noschese e Loretta Goggi. Celentano si presentò vestendo i panni di un insegnante (con occhiali, spolverino e camicia grigia), intento a impartire la sua lezione a una dozzina di allieve in minigonna sedute ai banchi (tra queste, Claudia Mori): “Ho capito che oggi nel mondo non ci capiamo più. – disse Celentano – È proprio difficile, non c’è dialogo ormai. È rimasto solo lo sguardo, un po’ afflitto. E quindi ho ritenuto opportuno fare una canzone sul tema, cioè sviluppando il tema dell’incomunicabilità”. La canzone ebbe una storia discografica curiosa: uscita nel dicembre 1972 ed utilizzata come sigla del programma radiofonico Gran Varietà, fece il suo ingresso nella top ten italiana un anno e mezzo dopo, il 16 febbraio 1974, in seguito alla partecipazione a “Formula Due” e allo show con Mina e Raffaella Carrà “Milleluci”. Il brano rimase in classifica nelle prime dieci posizioni fino al 29 giugno. Ma “Prisencol” non rimase solo nel nostro Paese e ottenne un ottimo successo anche all’estero, conquistando la testa delle top ten di Francia, Belgio, Olanda, Germania, riuscendo persino ad entrare nella top 100 americana.Quasi 40 anni dopo, la rete ha pensato a rilanciare quel mito dimostrando di essere una canzone dal ritmo senza tempo. Un brano che non smette mai di affascinare. E soprattutto un cantante che viene incoronato più “rock” che mai.  fonte loccidentale.it


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