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Zero Impact Man? Vivere in Ecostyle! ECOlogia & ECOnomia

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E’ nata una azienda che propone soluzioni, metodi nuovi e prodotti rivoluzionari per azzerare il tuo impatto ambientale : Biocosmo.net, ha appena un anno di vita e si è posta la missione di diffondere la mentalità rivoluzionaria di un utilizzo nuovo delle cose più intelligente e consapevole (e non il consumo). Consapevoli di cosa? Che vivere con più rispetto della natura e dei nostri soldi oggi si può, perché cambiare abitudini può fare anche risparmiare. Quindi: doppio vantaggio! Biocosmo.net divulga nuovi metodi , nuove abitudini e prodotti rivoluzionari che se li usassimo potrebbero dare grandi vantaggi: · rispetto della natura: zero inquinamento, zero liquami nocivi, zero detersivi chimici nei nostri fiumi, meno rifiuti nelle discariche. · grande vantaggio economico perché usare questi prodotti vuol dire sostituirne altri del tipo usa e getta, hanno lunga vita e lunga durata, si ricaricano senza elettricità e quindi bollette meno care.  Ecco come puoi dire STOP AI RIFIUTI ! Stop al rifiuto in plastica: · Filtro acqua potabile per rubinetto. Stop alle bottiglie di plastica per l’acqua da bere. · La caraffa filtrante · Detersivi biodegradabili al 100% a base vegetale, sfusi . · Shopping-bag con ganci per carrello. Una borsa per la spesa per tutti i negozi. · Stop ai detersivi: · Washing Ball la palla che lava al posto del detersivo in lavatrice. Stop all’inquinamento da detersivi chimici: · Polvere , ammorbidente , detersivi liquidi, disinfettanti concentrati e biodegradabili al 100% a base vegetale, durano più a lungo e non inquinano Stop spreco energia elettrica: · Washing Ball · Stand-by off: stop alle luci di cortesia negli apparecchi di casa · Torcia Dinamo Multifunzione: senza pile a manovella , con radio e lampeggiante Stop rifiuti in discarica: · Assorbenti femminili esterni lavabili in tessuto riutilizzabile · Lady Cup: stop all’assorbente interno e funziona da coppa, aderisce alle pareti della vagina e dà una autonomia di 12/18 ore. Si lava e si rimette. · Pannolini lavabili in lavatrice per bimbo 0 – 3 anni.  news from www.biocosmo.net

Impatto zero in riferimento ai problemi ambientali odierni indica un lavoro che non ha impatto sull’ambiente, che non produce emissioni di CO2, di metano o altri gas inquinanti. Con impatto zero si indica anche lo stile di vita di individui che riducono le loro emissioni a zero in vari modi: acquistando macchine poco inquinanti ed efficienti ed elettrodomestici a basso consumo,  piantando alberi, conducendo uno stile di vita in rispetto dell’ambiente ma continuando lo stesso a mantenere alto il loro tenore di vita. Sembra difficile ma non lo è. Naturalmente non tutti sono costretti a seguire questo stile di vita, eppure del buon senso potrebbe portarci a dire che questa è la scelta migliore di aiutare i nostri figli e i nostri nipoti. Comunque impatto zero resta un concetto ancora oggi generico, che resta difficile per molta gente comprendere a fondo. E’ qualcosa che riguarda più l’aspetto della propria coscienza che l’aspetto scientifico del problema. Per raggiungere l’impatto zero, bisogna sapere cosa si fa e quali sono i propri obiettivi, inoltre il raggiungimento di tale scopo è anche un investimento economico che non tutti sono pronti a sostenere. Per questo molto spesso non si raggiunge l’impatto zero, perché si pensa allo sperpero inutile di denaro e nessuno ha più la volontà di raggiungere lo scopo che ci si era prefissi. Perciò bisogna conoscere a fondo il problema e porsi un obiettivo definito che si ha la volontà di perseguire. Proprio sul fatto di poter scegliere cosa dover fare della propria vita e quale stile di vita adottare, sono nate 2 scuole di pensiero principali. Una afferma che solo le istituzioni possono pensare a fermare l’ effetto_serra, costruendo centrali solari fotovoltaiche e centrali a gas. Altri pensano che oltre allo stato serva uno sforzo comune, secondo il quale, sì le istituzioni e principalmente lo stato deve fare qualchecosa, ma che anche loro, costruendo pannelli fotovoltaici e microgeneratori nelle loro abitazioni, possono diminuire il loro impatto ambientale.

Molte sono le persone che credono nella prima scuola di pensiero e continuano a condurre la loro solita vita, altre però sono le persone che credono nella seconda scuola di pensiero e che qualcosa stanno facendo per rimediare all’errore di credere di poter sfruttare tutte le risorse della Terra senza che vi sia un feed back negativo sull’ambiente e su noi stessi. Credendo che la speranza è l’ultima a morire e che si sforzano per far sì che altra gente segua il loro esempio. Il vero problema è come ridurre al massimo l’impatto umano sul clima, che verosimilmente non sarà mai pari a zero. Di fronte alla difficoltà tecnologiche e ai costi di una drastica riduzione delle emissioni, alcuni sostengono l’ipotesi di acquistare crediti dai “sink” di carbonio (boschi e piantagioni) nei paesi del Sud del mondo. Questa ipotesi è contrastata dalle associazioni ambientaliste, che vi vedono una “scorciatoia” che permette ai paesi più sviluppati di continuare a emettere CO2, limitandosi ad acquistare crediti di carbonio sul mercato delle emissioni. Inoltre molti dei progetti di “sink” sono indicati come controproducenti, per esempio, quando legati alla creazione di piantagioni . Per ragioni similari, diverse associazioni ambientaliste e rappresentanze indigene, hanno criticato la proposta di acquisto di crediti di carbonio a fronte di un impegno a conservare le foreste, che porterebbe alla vendita di foreste, sottraendole ai popoli indigeni e provocando in definitiva effetti opposti a quelli sperati. Secondo tale approccio, ognuno dovrebbe considerarsi responsabile delle proprie emissioni e impegnarsi a ridurle, invece di acquistare “sink”.  N.D.R.


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