Il curry contro il cancro all’esofago. Un estratto della spezia elimina le cellule tumorali

healthLa curcuma aiuta a sconfiggere il cancro all’esofago. La curcumina potrebbe essere la base, in futuro, per nuove terapie anti-cancro. Estratta dalla curcuma, dà al curry il suo tipico colore giallo e parrebbe in grado di eliminare le cellule cancerose. La scoperta viene riportata dalla Bbc ed è frutto del lavoro di alcuni scienziati del Cork Cancer Research Centre, i quali hanno condotto una ricerca in laboratorio utilizzando appunto questo principio attivo contenuto nel curry, spezia già nota per le sue proprietà curative in diverse patologie quali ad esempio l’artrite o il morbo di Alzheimer. I ricercatori hanno verificato la capacità della curcumina di distruggere le cellule malate in caso di cancro all’esofago nel giro di ventiquattro ore. L’esito degli esperimenti condotti in vitro sono stati pubblicati sul British Journal of Cancer, e la sua responsabile, la dott.ssa Sharon McKenna, ha commentato: “Gli scienziati sanno da tempo che alcune sostanze naturali potenzialmente possono neutralizzare le cellule cancerose, e la nostra ipotesi è che la curcumina in particolare abbia valide proprietà terapeutiche”. In effetti, già precedenti studi hanno avanzato l’ipotesi che la curcumina sia in grado di combattere i tumori e che di conseguenza le persone che consumano buone quantità di curry siano meno soggette a questo tipo di patologia. Va sottolineato, tuttavia, che secondo le ricerche la sostanza perde gran parte della propria efficacia terapeutica una volta ingerita e introdotta nell’organismo. Il direttore del dipartimento informatico del Cancer Research UK, il dott. Lesley Walker, si dimostra comunque ottimista affermando che: “questa importante ricerca apre alla possibilità che le sostanze naturali che si trovano nel curry si trasformino presto in una nuova terapia contro il cancro all’esofago, una patologia la cui diffusione è più che raddoppiata dagli anni Settanta a oggi e che si pensa sia collegata alle crescenti percentuali di obesità, consumo di alcol e reflusso esofageo” . Giovani, sani e belli? Provate con il curry. Il nuovo elisir di eterna giovinezza arriva dall’Oriente, è una spezia giallastra che dona ai cibi un aroma inconfondibile e che, secondo un recente studio, è in grado di contrastare gli effetti del tempo del passa, mantenendo il cervello giovane e sano, a 80 anni come a 20. Stiamo parlando del curry, sostantivo di origine anglosassone che designa uno dei componenti principali della cucina indiana, una polvere aromatica composta da diversi ingredienti tra cui curcuma, semi di coriandolo, cannella, zenzero, noce moscata, pepe nero, peperoncino, semi di fieno greco e, appunto, foglie di curry.

Da oggi abbiamo un motivo in più per non far mancare nelle nostre ricette questo originalissimo composto vegetale: pare infatti che il curcumino, il pigmento giallo del curry, sia un potente rimedio contro la morte neuronale e l’invecchiamento cerebrale, e scongiuri quindi l’insorgenza di malattie degenerative come l’Alzheimer e il Parkinson. Lo rivela uno studio condotto dal dottor Giovanni Scapagnini, dell’Istituto di Scienze Neurologiche del CNR di Catania, in collaborazione con il Rockefeller Neuroscience Institute di Washington (DC), uno studio attualmente in fase di pubblicazione sulla rivista scientifica internazionale Antioxidant Redox Signalling (volume 3-4 2006). Una prova? In India, dove il curry è la spezia predominante, utilizzata quotidianamente, sia l’Alzheimer che il Parkinson hanno un’incidenza bassissima: 7 volte meno rispetto a noi. Il curcumino, spiega il dottor Scapagnini, è un polifenolo estratto dal tumerik (la pianta Curcuma Longa), di cui sono note da anni le proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e, più recentemente, antineoplastiche. Considerando la sua discreta biodisponibilità e la scarsa tossicità, si è voluto provare la sua efficacia nella prevenzione delle malattie neurodegenerative, in particolare dell’Alzheimer. Infatti sia il danno ossidativo che i processi infiammatori sono particolarmente elevati nei cervelli di questi pazienti, suggerendo la possibilità di una terapia con un composto antiossidante e antinfiammatorio. Ma i benefici del curry non finiscono qui. Le sue proprietà sommano le proprietà di tutti i suoi componenti, ai quali, oltre a quelli citati, si possono anche aggiungere i semi di papavero, i semi di senape e i chiodi di garofano. Secondo la tradizione della medicina ayurvedica, il curry:  * stimola la digestione * abbrevia il metabolismo * disinfetta blandamente l’intestino * allevia i disturbi della pelle * tratta problemi della vista, dolori reumatici, tosse  * aumenta la montata lattea * ha un’azione positiva contro i radicali liberi  * riduce gli stati infiammatori (favorisce la produzione del cortisone naturale a opera delle ghiandole adrenaliniche) * protegge il fegato dai residui tossici dei cibi  * ha un ottimo effetto sulla circolazione. fonte italiasalute.leonardo.it & sanihelp.it

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