Ricettario per L’osteoporosi Consigli e alimentazione per la salute delle nostre ossa

 

“Ricettario per l’osteoporosi”

per contrastare la malattia e rafforzare le ossa. L’osteoporosi è un fenomeno in continua crescita, che trova particolarmente spazio tra le donne d’età superiore a 50 anni: le statistiche parlano di 1,5 milioni di fratture al femore annue, con costi sociali e sanitari più che rilevanti. E, secondo gli addetti ai lavori, tale cifra è destinata a crescere, raggiungendo i 6 milioni nel 2050. Intanto, ad oggi in Europa ogni 30 secondi una persona subisce una frattura alle ossa della colonna vertebrale. Sul tema si sono espressi recentemente

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anche la IOF, la Fondazione internazionale per l’osteoporosi, e la Fondazione Firmo, la Fondazione italiana per la ricerca sulle malattie dell’osso. I loro esperti hanno evidenziato come 9 italiane su 10 che hanno passato la menopausa ed hanno manifestato la malattia si aspettino una frattura imminente; nonostante questo, una paziente su 4 interrompe la terapia dopo 6 mesi. Allora, per combattere l’osteoporosi bisogna seguire due strade, quella dei trattamenti medici a priori e quella della prevenzione a posteriori. E proprio a tale seconda via è dedicato “Ricettario per l’osteoporosi- Consigli e alimentazione per la salute delle nostre ossa”, opera della dottoressa Maria Luisa Brandi, docente universitaria di endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università degli Studi di Firenze. Tale testo è diviso in due parti. La prima descrive, in modo sintetico ma chiaro ed efficace, cos’è l’osteoporosi e come la si può controllare tramite un’alimentazione sana. La seconda parte comprende decine di ricette suddivise per i vari tipi di portata (dagli antipasti ai dessert) calibrate per prevenire questa disfunzione o convivere senza troppe rinunce. L’opera offre anche una sezione dedicata alla cucina vegetariana, affinché anche chi segue questa dieta, da cui sono esclusi molti alimenti ricchi di calcio, possa trovare il proprio equilibrio nutrizionale.Maria Luisa Brandi, “Ricettario per l’osteoporosi- Consigli e alimentazione per la salute delle nostre ossa”, Giunti Demetra 2009, 128 pp., Euro 8,90.  fonte  newsfood.com.  – Osteoporòsi. Alterazione degenerativa delle ossa, caratterizzata da diminuzione quantitativa del tessuto osseo, senza sensibili variazioni del suo contenuto minerale. È dovuta a insufficiente elaborazione della matrice proteica delle ossa colpite per diminuita attività osteoblastica o per disturbi del ricambio proteico e deficiente assorbimento del calcio.

(Maria Luisa Brandi è Professore Straordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso l’Università di Firenze, Responsabile del “Centro Regionale di Riferimento Tumori Endocrini Ereditari”. È Autrice di oltre 300 pubblicazioni in esteso e di 86 libri in tema di Endocrinologia Cellulare e Molecolare. Ha svolto oltre 400 letture e seminari su invito a Congressi Internazionali e Nazionali.) Può essere associata a diverse malattie, disturbi ormonali, carenze alimentari, forme ereditarie e all’assunzione cronica di alcuni farmaci. La forma di gran lunga più frequente è l’o. senile, in relazione all’età. Infatti un processo di rarefazione ossea inevitabilmente si accompagna all’invecchiamento e, in pratica, tutti gli individui, oltre i 40-50 anni, hanno un certo grado di osteoporosi. Le donne vengono colpite più precocemente, forse a causa degli squilibri ormonali che seguono alla menopausa. L’o. si manifesta con sintomi solo quando è abbastanza grave da determinare microfratture o schiacciamento dei corpi vertebrali, con comparsa di dolore alla colonna vertebrale. Nei soggetti anziani, specie di sesso femminile, la frattura del collo del femore può essere provocata semplicemente da un banale passo falso o dal sollevamento di un peso. La terapia si basa sulla somministrazione di calcio che in alcuni soggetti è in grado di rallentare il processo, ma non di curarlo. Altri farmaci usati sono gli estrogeni: nelle donne in menopausa, anche questi con effetti di prevenzione più che di cura della malattia. Usati anche gli androgeni, la calcitonina, i fluoruri. Di recente utilizzazione nella terapia dell’o. è una nuova classe di farmaci, i bifosfonati, analoghi del pirofosfato, caratterizzati dal legame P-C-P, notevolmente stabile e resistente alla degradazione chimica; la loro azione consiste nella inibizione sia del riassorbimento sia del turn over osseo attraverso l’interazione fisico-chimica con l’idrossiapatite e le modificazioni morfologiche, biochimiche e metaboliche degli osteoclasti (le cellule che degradano il tessuto osseo). Molto importante, come misura di supporto alla terapia farmacologica, sono un’adeguata attività fisica e un’alimentazione equilibrata. N.D.R.


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