Lo show-regalo di Benigni: “Rendo a Prato la minima parte di ciò che mi ha dato”

L’artista ha donato all’ospedale un centro di reumatologia. Taglio del nastro con risate e gag per Benigni che scherza con Gastone Simoni: “Vescovo, fammi provare quel berrettino”. Battute sui cinesi e sul sindaco Cenni. Prato, 24 ottobre 2009 – Roberto Benigni «felice di essere a Prato» con gli occhi sorridenti che mandano ‘sbrilluccichi’ stringe la mano a tutti e dice una parola dal cuore a chi lo ferma, dall’anziana malata alla signora che chiedeva l’autografo per la figlia, da quelli che scattavano foto con il telefonino al 99enne Chiani con ambizioni di scrittore, fino al barbone dell’ospedale. Camicia chiara, sciarpa e completo di velluto bordeaux, Benigni è sceso dall’auto puntualissimo – la puntualità è una delle sue manie – alle 15 spaccate nella piazza dell’Ospedale. Era accompagnato dal suo manager Lucio Presta e da un’assistente della casa di produzione «Melampo» che appartiene a lui e alla moglie. Ad accoglierlo c’erano il direttore generale dell’Asl 4, Bruno Cravedi, il direttore sanitario Joseph Polimeni e il primario del reparto che avrebbe inaugurato qualche minuto dopo, Fabrizio Cantini. Il sindaco Roberto Cenni e il vescovo Gastone Simoni, arrivato a inaugurazione avvenuta giusto in tempo per innescare la gag principale della giornata, si sono fatti attendere un po’. «Ho restituito solo una minimissima parte di ciò che ho ricevuto da questo città, dove sono cresciuto e dove ho imparato tutto. Io nei miei spettacoli parlo pratese, mando sguardi con scintillii pratesi, gesticolo alla pratese». L’occasione per ‘sdebitarsi’ è stata l’inaugurazione del centro di reumatologia che l’artista ha donato all’ospedale con i proventi dello spettacolo sulla Divina Commedia tenuto allo stadio due anni fa. Dopo il taglio del nastro a tre mani (Benigni, il sindaco Cenni e il dottor Cantini), l’attore-regista riesce a strappare risate a ogni passo. E nella sala stampa affollata all’inverosimile da cameraman, fotografi e giornalisti, tra autorità e pezzi grossi dell’Asl, arriva la culmine dello show. Prima riceve una raffica di grazie. Dal sindaco: «Tu sei il cittadino di Prato per eccellenza, hai raggiunto per meriti tuoi una posizione fantastica e ti chiedo devi di stare vicino alla gente in questo momento di difficoltà e di crisi». Dal direttore Cravedi: «Grazie, Roberto, davvero un bel regalo per il nostro ospedale, un gesto di grande generosità e solidarietà». A ringraziarlo sono stati anche il prefetto Eleonora Maffei, il presidente della provincia Lamberto Gestri – che gli ha chiesto di far ritrovare a Prato

«l’anima di comunità che sembra stia perdendo» – e l’assessore regionale al sociale, Gianni Salvadori. Con la sua sagace maestria riesce a far diventare l’unico fuoriprogramma del pomeriggio d’inaugurazione, regolato da un rigido tabellino di marcia, in un’esplosione di ilarità generale. Un vero siparietto: dalla finestra della sala, a un certo punto della presentazione, si sporge il clochard con capelli e barba bianca che ‘abita’ sempre in ospedale e che ha fatto il giro dal cortile interno, dribblando la ressa dei curiosi. Mettendo la testa tra il davanzale e l’avvolgibile, chiede: «Si può disturbare?». Benigni ride e non si sgomenta neanche un po’: «Stavamo proprio parlando di te, ci si domandava perché oggi facevi questo ritardo…». E il clochard: «Devi tornare più spesso a Prato» e Roberto da Vergaio di rimando: «Allora ci si vede qui domani, alla stessa ora, ti va bene?». Così si alza in piedi e in un crescendo che passa da Berlusconi che «ora è andato in Russia zitto zitto per farsi curare, non pensava che questo reparto avrebbe aperto in tempo, così ha scelto il letto del suo amico Putin» all’unica boutade politica in senso stretto: «Speriamo che questo mio dono sia di esempio, non so se mi spiego – esclama guardando Cenni e Gestri – sia a quello che fa la mano destra che a quello che fa la sinistra perché lo sappiano!». E via a salire di ritmo e di battute. Poteva non citare i cinesi a Prato? «Bisogna che il sindaco Roberto Cenni risolva la questione degli extracomunitari – ha affermato rivolgendosi al primo cittadino-imprenditore – perché è risaputo che i cinesi soffrono tutti di reumatismi». L’attore ha detto anche di volersi candidare alle prossime elezioni ecclesiastiche per la carica di vescovo: «Prima o poi questo berrettino porpora lo vedrete sulla mia testa, vorrei tanto togliermi lo sfizio di provarlo». E monsignor Simoni gli ha anche concesso di indossare la sua papalina, nella gag della gag della giornata, recitata subito dopo il Padre nostro. Oggi, Benigni sarà, insieme al cardinale Martino a Firenze per ricevere il premio «Galileo» che si celebrerà nella basilica di Santa Croce. fonte lanazione.ilsole24ore.com


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