Fare l’Amore! istruzioni per l’uso…

Bello fare l’amore, vero? Attenzione però: tra le lenzuola si può incappare anche in esperienze dolorose e traumatiche. Ecco quali. Non c’è rosa senza spine, recita un antico detto. Che, trasportato sotto le lenzuola, potrebbe essere tradotto in qualcosa tipo: non c’è sesso senza dolore. Non parliamo di pratiche sadomasochiste, prime esperienze o esplorazioni di “nuove vie”, ma dei pericoli che si corrono in camera da letto. Che non sono né pochi né piacevoli. Il più famoso, sebbene avvolto tra le nebbie della leggenda metropolitana, è la frattura del pene. L’incidente – raro – può davvero accadere, anche se l’organo maschile è privo di ossa. L’erezione è infatti determinata dall’afflusso di sangue nei tessuti, ma se questi vengono piegati in maniera brusca ed eccessiva nel corso di un rapporto “ginnico” o vanno a sbattere contro il perineo o l’osso pubico della partner (maggiore indiziata la posizione con lei sopra), si possono spezzare. Il risultato è un’immediata perdita dell’erezione, un dolore molto acuto e un evidente gonfiore. Ovviamente steccare il pene non serve e prendere un antidolorifico non risolve il problema: la soluzione, da mettere in atto il prima possibile, è chirurgica ed è efficace nella stragrande maggioranza dei casi. Ma il ferito potrebbe rimanere un po’ storto.Un altro guaio che può accadere a lui è la lacerazione del frenulo. Per quelli a digiuno di anatomia è il sottile lembo di pelle che unisce il glande al prepuzio, che durante il sesso può ledersi e sanguinare. Non è una cosa grave, visto che di solito in poco tempo guarisce da sé, ma potrebbe ripetersi nel tempo. In questo caso i medici consigliano di sottoporsi alla circoncisione. Comuni a lei e lui l’orgasmo doloroso, che è spesso causato da infezioni delle parti intime, e il mal di testa “da piacere”, una forma improvvisa di emicrania che arriva fulminea con il picco del godimento. Mentre di nuovo tutta per lui (ma anche per voi partner, cui tocca portarlo al pronto soccorso) è la parafimosi, una malformazione per cui il prepuzio, una volta ritirato alla base del glande, non riesce più a tornare in posizione naturale, provocando uno strozzamento e una tumefazione assai dolorosi.

Questi naturalmente sono i casi clinici. Per quelli più fantasiosi – fratture per lanci dai lampadari, asfissia erotica, frustate e simili – la creatività umana sembra non aver limiti. Decodificatore per maschi. Il vostro lui vi chiede di far sesso a tre, pretende i suoi spazi, non vi fa mai il regalo giusto e proprio non ce la fa a fermarsi per delle indicazioni stradali? Ecco perché lo fa (e come farlo smettere). Che le donne vengano da Venere e gli uomini da Marte ormai è un fatto accertato. Ma visto che, seppure come alieni, devono vivere sullo stesso pianeta, spesso pure in coppia, sarebbe il caso che trovassero una lingua comune. Impossibile? Forse. Ma per fortuna interpretare certe “assurdità” del vostro lui si può: basta un decodificatore per maschi. Argomento per argomento vi aiuterà a comprenderne certi gesti e magari a correggerli. IL SESSO. Non fa mai la prima mossa a letto. Non tutti gli uomini amano essere i conquistatori. Tanti vogliono sentirsi belli e desiderati, quindi aspettano che siate voi a “provarci”. Magari però spiegate loro che si potrebbe fare la preda un po’ per ciascuno. Preferisce il porno online a quello reale. Tra le tante cose che internet offre c’è anche una carrettata di hard sempre a disposizione. Usarlo per tenere vivo il rapporto va bene, ma se lui guarda e non combina niente, il decodificatore non basta: urge l’intervento di un terapista. Dopo il sesso sparisce. Esaurita la sua “grandiosa” prestazione va a controllare la mail o a vedere il calcio in tv? Succede ma non vuol dire che vada bene. Sicure di voler stare con qualcuno che rifugge dall’intimità e trascura i vostri bisogni? Vi chiede di fare sesso a tre. L’uomo è cacciatore. Ma per bagnargli le polveri provate a rispondere: “Fantastico caro, chiamo subito Franco!”. L’IMPEGNO. “Cara, ho bisogno di spazio”. A un certo punto del rapporto molti uomini sentono l’esigenza di verificare se sono ancora piacenti o hanno ancora una vita tutta loro. A patto che non prenoti un volo per la Thailandia, di solito è uno sfizio di breve intensità e durata. Vuole vedere altre persone o rompere perché “ci tiene troppo”. La fantasia proprio non è nelle corde dei maschi.

Se nella loro vita compare una tentazione a portata di mano queste sono le scuse classiche per liberarsi. Aiutateli con una bella pedata. “Non stiamo già bene così?”. Raramente gli uomini corrono felici verso l’altare. Più spesso accampano scuse su finanze scarse, lavoro in fase delicata, parenti difficili da sistemare ai tavoli del ricevimento. Aspettare aiuta, ma non è consigliabile farlo all’infinito. “Restiamo amici”.  Per quante giustificazioni siate disposte a trovare, semplicemente non vuole stare con voi (ma non disdegnerebbe continuare a fare sesso): regolatevi. LE BUONE MANIERE. Lascia tutto in giro.Le cose sono tre: voi lo seguite e sistemate tutto (chi è causa del suo mal…); proprio non ci fa caso (lasciate che i cassetti si svuotino e allora se ne accorgerà, anche se in questo caso correte il rischio di una campagna simil-militare di lavaggio e stiratura a tappe forzate); lo fa apposta (abbandonatelo al suo sudicio destino). Non vi fa mai un complimento. È più facile che un uomo dica “bravo” a un atleta in tv che “come sei bella” a voi. Fategli capire che vi fa sentire sexy, magari ci arriva. Fa organizzare a voi tutte le uscite. Non prendetelo come una mancanza d’interesse (come probabilmente è), ma come un’opportunità: decidete di fare esattamente quello che vi piace, lui non potrà lamentarsi. Parla sempre di altre donne e flirta con le cameriere. Lo fa apposta. Come un bambino, vi fa notare che se voi non ci foste farebbe faville. Ma in fondo nemmeno lui ci crede. L’INCOMUNICABILITÀ. Se state zitte si preoccupa. Molti uomini temono la calma perché si aspettano una tempesta (anche se non sanno cosa l’abbia scatenata). Approfittatene per dirgli quel che sentite o qualcosa che volete che senta: è uno dei pochi momenti in cui vi ascolta. Dopo che vi siete confessate vi guarda imbesuito. Intanto rallegratevi che sia ancora lì davanti a voi e non sul divano. Con il tempo, poi, imparerà anche a interagire.”Cara, ti sono forse arrivate?” La classica interpretazione per ogni forma di nervosismo femminile: contenete la voglia di dargli una padellata e spiegategli cosa veramente vi inquieta. Non vi fa mai il regalo giusto. Gli unici in grado di farne sono Babbo Natale e Rockefeller. Imparate a suggerirgli quel che vorreste (ma fatelo ripetutamente e a voce alta). fonte donna.libero.it

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