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Ricky Una storia di amore e libertà

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Ricky, il bambino che sapeva volare.  Tra surreale e fantasia il film racconta di un neonato a cui spuntano piccole ali, e che un giorno spicca il volo, lontano da tutto e da tutti. “Come spettatore e cinefilo ho sempre sognato di essere stupefatto – spiega il regista – Cerco così di fare lo stesso con il mio pubblico” Arriva nelle sale venerdì 9 ottobre ‘Ricky’, film di Francois Ozon già in concorso al Festival di Berlino. Il protagonista è un bambino, ma non un bambino qualsiasi. In questa pellicola all’insegna del surrueale e del fantastico, sua madre Katie (Alexandra Lamy), che lavora come operaia in una fabbrica di prodotti chimici tossici e che ha gia’ una figlia, conosce nella sua azienda Paco (Sergi Lopez). Dalla loro relazione nasce Ricky, un neonato cui lentamente spuntano ali implumi e poi altrettanto lentamente vere e proprie piume adatte al volo. E alla fine il piccolo vola davvero, prima nel piccolo appartamento dove vive con i genitori, poi lontano da tutti. “Come spettatore e cinefilo ho sempre sognato di essere stupefatto – cosi’ aveva detto il regista a Berlino – Cerco cosi’ di fare lo stesso con il mio pubblico. Cerco di non spiegare troppo in modo che il pubblico stesso possa riempire i buchi neri e diventare a sua volta cineasta.

Il cinema per me fa parte dei giochi di infanzia. Ed anzi devo dire che il mio pubblico ideale e’ composto da giovani’’. Infine, sull’aspetto ironico del film aveva detto Ozon sempre alla Berlinale: “Ogni volta che la storia diventa irreale o bizzarra, elementi di umorismo e distacco arrivano ad alleviare la tensione e far funzionare la scena. Katie e sua figlia amano davvero prendersi cura di questo bambino straordinario e spero che il pubblico condivida con loro questo piacere. E’ divertente vedere questo normale sentimento materno per un evento così straordinario”. Nonostante le implumi ali di pollo che gli spuntano sulla schiena, infatti, Katie protegge da tutto e tutti e accetta come se fosse una cosa del tutto normale. Ma nel corso della storia la vicenda si complica, quando Ricky comincia a svolazzare in un supermercato diventando così oggetto dello smodato interesse dei media. Così la vita di questa famiglia cambia. Alla fine a togliere d’impaccio tutti sarà proprio Ricky che volera’ via cavalcando quella liberta’ che la madre ha solo sognato di poter avere.  Ozon: “Il cinema per me è un gioco”. fonte  quotidianonet. ilsole24ore.com

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François Ozon (Parigi, 15 novembre 1967) è un regista e sceneggiatore francese. I suoi film sono caratterizzati da un forte spirito satirico e da un’ampia analisi della sessualità umana. Nato e cresciuto a Parigi, figlio di René Ozon, professore di biologia, e Anne-Marie Ozon, insegnante, ha un fratello, Guillaume, e una sorella di nome Julie. Da giovane inizia a lavorare come modello,  ma ben presto di appassiona alla settima arte, si laurea in storia del cinema nel 1993 alla scuola di cinema La Fémis, in quegli anni inizia a realizzare un elevato numero di cortometraggi, fino al 1998, quando debutta con il suo primo lungometraggio. Sitcom – La famiglia è simpatica, film da toni grotteschi, lo pone all’attenzione come uno dei più interessanti tra i nuovi autori del cinema francese. La sua fama si consolida grazie a pellicole come Amanti criminali e Gocce d’acqua su pietre roventi, quest’ultima basata su un’opera scritta Rainer Werner Fassbinder dal titolo Tropfen auf heisse Steine. Nel 2000 dirige Sotto la sabbia, primo film della cosiddetta trilogia del lutto, che si chiude nel 2005 con la pellicola Il tempo che resta. Ma il successo internazionale arriva nel 2002 con 8 donne e un mistero, dove raduna diverse generazioni di attrici francesi, tra cui Catherine Deneuve, Fanny Ardant, Isabelle Huppert, Emmanuelle Béart, Virginie Ledoyen, e grazie ad un miscela di diversi generi, che vanno dalla commedia, passando al giallo e al musical, fino al melodramma, Ozon confeziona uno dei suoi film più noti al grande pubblico. Nel 2007 dirige Angel – La vita, il romanzo, prima produzione girata in lingua inglese, pellicola dalle ambientazione ottocentesche in cui affida il ruolo da protagonista all’attrice britannica Romola Garai. Nel 2009, invece, dirige la fiaba Ricky – Una storia d’amore e libertà, presentato alla 59° edizione del Festival di Berlino. N.D.R.


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