Home » Misteri

Una spedizione nelle Ande ha rinvenuto i resti di un’antica città

Inserito da

Nel villaggio di Huancabamba sono stati rinvenuti i resti di un’antica città. È terminata la prima missione del Progetto Ande del Nord: Uomo e Ambiente, progetto di ricerca geografica e cooperazione internazionale promosso dall’associazione PERIGEO Onlus, che ha lavorato dal 10 giugno al 16 luglio 2009 nelle Ande del Nord, nella regione andina di Huancabamba. Vorrei adesso, a missione conclusa, farne un breve resoconto, che ha avuto i suoi punti di massima espressione nella scoperta di importanti resti archeologici risalenti probabilmente alla frequentazione immediatamente precedente la conquista spagnola, e nella collaborazione con le autorità locali di Huancabamba  per la soluzione di immensi problemi ambientali. Huancabamba, antico centro a circa 200 Km di Piura, si raggiunge in una dozzina d’ore per una malagevole strada sterrata che in occasione di pioggia è soggetta a frane continue ed è per lo più inagibile. In quei giorni l’intero comprensorio rimane completamente isolato. Qui, a circa 3500 metri di quota si trovano una serie di laghi, chiamati Huaringas, cuore dello Sciamanesimo andino, che nelle tradizioni locali vengono indicati come il luogo mitico dove ebbe origine il mondo, e dalla cui vitalità nasce e dipende la vita degli uomini. Questa regione, una delle più difficili e improbabili da visitare dell’intero territorio peruviano, con l’aiuto di un territorio impervio e dei suoi centri abitati nascosti fra le montagne, è riuscita a tramandare alle generazioni attuali il culto degli antenati e il ricordo delle proprie tradizioni, difendendolo e facendolo sopravvivere alle violenze dei conquistadores spagnoli prima e all’invadenza dell’occidentalizzazione poi. Fra queste magnifiche montagne la spedizione ha esplorato, dietro richiesta della comunità locale, la Cueva del Cerro Blanco, grotta abitata da una folta colonia di pipistrelli, che da sempre aveva attirato la curiosità e l’interesse dei locali. Su questa grotta esisteva un alone di mistero e di interesse. Si raccontava, infatti che, che verso la fine del 1800 un ricco proprietario terriero, terrorizzato dal timore di venire depredato dai briganti, avesse, in una grotta, nascosto tutte le ricchezze che possedeva.

I locali hanno sempre ritenuto che questa fosse la cavità del tesoro, ma non avevano mai osato entrarvi per il forte timore che incutono i pipistrelli. Si diceva anche che un ragazzo vi fosse coraggiosamente entrato, facendosi luce con un fascio di sterpi, fosse avanzato per una cinquantina di metri in una galleria scavata nella roccia (!) e avesse intravisto una serie di gradini che scendevano nel buio, ma che qui, spaventato dal volo dei pipistrelli e dal loro gridare, si fosse fermato….Di gradini che conducevano a stanze misteriose, e di forzieri colmi di tesori, ovviamente, non ve ne era traccia, ma centinaia di pipistrelli danzavano nel buio della grotta intrecciando fra loro voli silenziosi. E questo era, per lo speleologo che si muoveva affascinato, il vero tesoro della Cueva del Cerro Blanco…Tra i risultati più importanti, la scoperta di numerose incisioni sulle sponde di un lago, nascosto fra scoscese montagne a più di 3500 m di quota, la cui memoria si era persa nella notte dei tempi. E ancora troppo pochi giorni sono passati per affievolire nella mia mente il momento in cui ho visto, primo dopo cinque secoli, affiorare a pelo delle ondine scintillanti sotto il sole del mattino, seminascosti fra un tappeto di muschio, i simboli sacri di una civiltà scomparsa da cinquecento anni… Queste incisioni, ottenute scalpellando e levigando sapientemente la roccia viva, hanno dimostrato inequivocabilmente la funzione sacra che il lago doveva aver ricoperto in epoche passate, forse in epoca Incaica. Il lago è stato topografato e ne è stato effettuato il rilievo batimetrico. Sono stati prelevati campioni di acqua e di sedimento del fondale per lo studio microbiologico, dei gas disciolti e dei microrganismi presenti, che verranno analizzati dalle università ‘La Sapienza’ di Roma-Dipartimento di Scienze della Terra , e L’Aquila – Dipartimento di Scienze Ambientali. A ridosso delle montagne che circondano questo Lago sacro è stata individuata una porzione del Cammino dell’Inca, la strada che collegava tutte le città dell’impero fino all’Ecuador correndo a filo dei 3500 m. di quota, e quindi, seguendo queste deboli tracce, un complesso di rovine archeologiche che dovrebbero costituire i resti di un’antica città e che potrebbero richiamare alla memoria, sulla base di una lettura delle cronache raccolte da un sacerdote, la mitica città perduta di Chicuate, rovello da decenni di esploratori di tutto il mondo. Secondo la leggenda raccolta da un sacerdote, Chicuate, fiorente villaggio Inca, per difendere i propri tesori e i propri abitanti dall’avidità degli spagnoli si inabissò in un Lagro sacro, e qui continua tutt’oggi a vivere, protetta da ogni male e da ogni contaminazione terrena.

Data la stretta vicinanza fra il lago e questo villaggio, si può anche ragionevolmente supporre che nelle sue acque vi si immergessero a scopo rituale i Sacerdoti e, probabilmente, lo stesso imperatore Inca. I rinvenimenti archeologici effettuati sono di grande importanza per la politica del territorio. Infatti la popolazione di Huancabamba sta effettuando una dura opposizione all’apertura di una miniera per lo sfruttamento delle sue ricchezze minerarie, che provocherebbe forti danni all’ambiente e alla falda acquifera, unica risorsa idrica per una enorme parte del territorio piurano. La prova dell’esistenza di importanti resti archeologici e l’evidente, quindi, importanza turistica e  culturale della regione potrebbe contribuire ad applicare la Legge che impedisce l’estrazione mineraria e la costruzione di insediamenti industriali in siti di interesse archeologico e turistico. In subordine, durante la missione l’associazione Perigeo e il comune di Huancabamba hanno stretto accordi per la cura, la gestione e l’ampliamento del locale museo archeologico, che contiene importanti testimonianze della vita precolombiana nella regione, e un protocollo con la Defensa Civil (corrispettivo della nostra Protezione Civile) che prevede una collaborazione per la preparazione tecnica degli operatori tramite un corso di formazione delle tecniche di movimento su corda tipiche della speleologia, utili per svolgere in sicurezza operazioni di intervento e soccorso in caso di calamità, e per il sostegno tecnico alla riduzione del rischio frane nella cittadina. Non è da dimenticare che Huancabamba è chiamata ‘la città che cammina’, trovandosi al centro di una grande faglia che sta sconvolgendo l’intero abitato trascinando a valle, e distruggendo gradatamente, gran parte delle abitazioni. Hanno partecipato alla missione. Gianluca Frinchillucci direttore tecnico del Progetto e Pierfrancesco Intini che insieme hanno compiuto le ricerche subacquee; Laura Bacalini; Valentina Francia; Chiara Maracci che ha ricercato e schedato alcune delle erbe sacre della tradizione sciamanica; gli speleologi Ottorino Tosti e Giorgio Marinelli che hanno effettuato il rilievo batimetrico del lago. Erano del team i ricercatori peruviani: Paolo Pastori, storico; Paolo Lopez, fotografo; Lorena Zúñiga, archeologa che ha scoperto il Cammino dell’Inca; Dionisio Guerrero, guida andina, e i suoi meravigliosi nove aiutanti, ai quali sono dovuti tutti gli spostamenti condotti con grande perizia e maestria anche negli ambienti  più inospitali e nei momenti più difficili.  fonte mentelocale.it


Caro amico lettore,
questo è un progetto aperto e accetta la collaborazione di chiunque abbia voglia di far circolare positività…
Inviaci le tue proposte (articoli, vignette, foto e video divertenti) e troverai una porta aperta dove far circolare le tue idee…POSITIVE!
Sostieni e diffondi l’unico e-magazine dedicato alle buone notizie e sorrisi!Scrivi a: buonenotizie@goodnews.ws
Inserisci sul tuo sito un link al nostro www.goodnews.ws