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Palau in difesa degli squali: creato un santuario per proteggerli

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Squali da salvare, una riserva in mezzo al Pacifico. La repubblica di Palau, giovane nazione situata nell’Oceano Pacifico, si schiera in difesa degli squali. L’ambizioso progetto, che verrà presentato dal presidente Johnson Toribiong, che ne illustrerà tutti i dettagli al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mira a creare un santuario all’interno del quale offrire rifugio a questi giganti del mare: minacciati dalla pesca commerciale. Il parco, che si troverà all’interno delle acque territoriali del piccolo stato, proteggerà qualcosa come 600.000 chilometri quadrati di oceano, un’area delle dimensioni pari a quelle della Francia. “Queste creature – ha detto il presidente Toribiong – vengono oggi sterminate senza pietà: se non si prenderanno dei provvedimenti capaci di proteggerle si estingueranno”. Toribiong, nel corso del suo intervento, proverà ad avanzare anche la richiesta di un divieto di pesca globale. Ogni anno, nel mondo, si uccidono infatti 100 milioni di squali: in molti casi soltanto per strappar loro le pinne considerate una prelibatezza nei paesi orientali. Alcune nazioni hanno imposto dei limiti di pesca all’interno dei propri confini marini, ma questo potrebbe non esser sufficiente. Il governo di Palau spera pertanto di riuscire a convincere tanti paesi ad imitarlo. “Palau – ha detto Matt Rand, direttore del Pew Environment Group, ente impegnato a livello globale nella tutela degli squali – ha riconosciuto l’importanza di questi animali, fondamentali per mantenere sani gli ambienti marini, e per questo ha deciso di far ciò che nessun altra nazione ha fatto fino ad oggi”. Anche se il piccolo stato ha una popolazione di appena 20.000 abitanti, il suo territorio comprende ben 200 isole accanto alle quali vivono 130 specie di squali considerati a rischio estinzione.

Tutelare questi animali, ha commentato Rand, “permetterà a Palau di ottenere grandi benefici, visto che l’intera economia si basa sulle entrate derivanti dal turismo”. Gli squali, sebbene possano far paura, sono una grande attrazione per i subacquei, inoltre svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema della barriera corallina. Far rispettare il divieto di pesca all’interno dell’area marina protetta per Palau non sarà comunque semplice. Il Paese, stando a quanto dichiarato dal suo stesso presidente, possiede soltanto una motovedetta e in base agli ultimi dati raccolti attraverso una ricognizione aerea vi sarebbero almeno 70 pescherecci che operano nella più assoluta illegalità. Palau è realmente un Paese da imitare? Nonostante il governo di Toribiong stia facendo tanto per la tutela degli squali non si può dire sia fino ad oggi moralmente inattaccabile. Questo Paese, infatti, negli ultimi anni si è schierato a favore della pesca alle Balene, ignorando le richieste delle organizzazioni ambientalistiche. Toribiong ha tuttavia promesso di riesaminare la posizione del suo Paese ed eventualmente proporre anche il divieto dei cetacei. “Alla luce dei più recenti dati scientifici – ha commentato il presidente di Palau – rivaluterà la posizione del mio Paese: non vogliamo certo l’estinzione delle balene”. Pochi giorni fa anche Kiribati, altro stato insulare del Pacifico, ha deciso di scommettere tutto sull’ambiente e ha annunciato di aver firmato una collaborazione con gli Stati Uniti per la creazione di quella che risulta essere la riserva marina più grande del mondo. fonte notizie.tiscali.it

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