Dal melone un metodo naturale per combattere lo stress

Lo stress e la fatica compromettono la qualità della vita: Un rimedio naturale per combattere questi nemici della nostra salute e serenità viene dal melone. Questo frutto contiene un enzima, chiamato superossido dismutasi (SOD), che è in grado di combattere i danni arrecati dallo stress ai tessuti dell’organismo grazie alle sue preziose e notevoli capacità antiossidanti. La scoperta è frutto di una ricerca francese, coordinata dalla dottoressa Marie-Anne Milesi, dell’azienda transalpina Seppic. L’enzima superossido dismutasi (SOD) è normalmente prodotto dalle cellule sane del corpo per “scomporre” il radicale superossido in molecole meno pericolose: dunque un’integrazione naturale di SOD aiuta il fisico a combattere gli effetti dannosi prodotti dalle sostanze ossidanti e dallo stress. Lo studio francese, pubblicato sul “Nutrition Journal” e in doppio cieco randomizzato, ha testato l’enzima SOD estratto dal melone su 70 volontari sani, somministrando una compressa di placebo a 35 persone e una pillola con il SOD ad altri 35 individui. Il gruppo placebo otteneva dei benefici per sette giorni, ma in quello che aveva assunto l’antiossidante si registravano degli effetti salutari più duraturi nel tempo. Questi ultimi soggetti mostravano, infatti, una diminuzione sensibile dei segni dello stress e della fatica, anche dopo 28 giorni dall’assunzione dell’integratore a base di SOD. Lo stress è certamente uno dei mali più diffusi e difficili da combattere nella frenetica società moderna: l’enzima del melone superossido dismutasi (SOD), con le sue elevate capacità di contrastare l’azione dei radicali liberi, può ridurre la stanchezza, l’insonnia, l’irritabilità e il nervosismo, cioè alcuni dei comuni e nefasti effetti di un’eccessiva tensione. La dottoressa Marie-Anne Milesi ha confermato col suo lavoro quello che già altre ricerche avevano messo in luce: che, cioè, esiste un legame tra stress psicologico e danno ossidativo intracellulare. Il prossimo obiettivo della ricercatrice francese sarà valutare gli effetti degli antiossidanti su un numero più ampio di soggetti, osservandoli anche per un periodo di tempo maggiore. fonte  italiasalute.leonardo.it/

………………………………………………………………………………………………………….
Il melone (Cucumis melo) è una pianta rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae. Il termine melone indica sia il frutto che la pianta stessa, a seconda dei contesti in cui viene utilizzato. È largamente coltivata per i suoi frutti commestibili, dolci e profumati. Di probabili origini africane (secondo alcuni invece dall’Asia, nell’antica Persia), nel V secolo a.C. il popolo egizio iniziò ad esportarlo nel bacino del mediterraneo e arrivò in Italia in età cristiana, come documentato da Plinio (I secolo d.C.) nel suo libro Naturalis Historia che lo uniformò al cetriolo a forma di mela cotogna, melopepaes. Durante l’impero romano il melone si diffuse rapidamente (utilizzato però come verdura, servito in insalata) tanto che al tempo dell’imperatore Diocleziano, venne emesso un apposito editto per tassare quegli esemplari di melone che superavano il peso di 200 grammi. Alexandre Dumas scrisse che “per rendere il melone digeribile, bisogna mangiarlo con pepe e sale, e berci sopra un mezzo bicchiere di Madera, o meglio di Marsala”; egli apprezzava i meloni conosciuti in Francia come Cavaillon, per la zona di produzione, e fece richiesta alla biblioteca della città di uno scambio tra le sue opere (circa 400 volumi) ed una rendita vitalizia di 12 meloni l’anno, cosa che accadde fino alla sua morte nel 1870. Fu in suo onore che venne istituita la confraternita dei Cavalieri dei meloni di Cavaillon. Il melone venne anticamente considerato simbolo di fecondità, forse in ragione dei numerosissimi semi ed altresì associato al concetto di sciocco e goffo (uno stolto veniva chiamato mellone e una scemenza, mellonaggine). Secondo Angelo De Gubernatis, la ragione di tale associazione è da ricercare nell’estrema fecondità di questi frutti, alla loro capacità generatrice, incontrollata, opposta alla ragione dell’intelligenza. Altri medici del tempo li consideravano nocivi e imputarono al melone la morte di ben quattro imperatori e due pontefici.

Anche il naturalista romano Castore Durante (1529-1590) nel suo Herbario nuovo del 1585 ammoniva di non abusarne perché «sminuiscono il seme genitale» e ne sconsigliava l’uso a diabetici, dispeptici e a tutti coloro che soffrono di disturbi dell’apparato digerente, promuovendo per tutti gli altri invece le virtù rinfrescanti, diuretiche e lassative. È una pianta erbacea strisciante o rampicante, annuale. Le radici fibrose possono estendersi nella terra anche oltre i 150 cm.; il fusto, ricco di peluria, è ramificato con cirri; le foglie sono alterne, lunghe più di dieci centimetri, quanto il picciolo. I fiori, gialli a 5 lobi, sono generalmente monoici (sessi separati su due fiori distinti) e compaiono normalmente prima quelli maschili riuniti in infiorescenze. Nonostante la copiosa fioritura, che dura tutta l’estate da maggio a settembre, solo il 10% diventa frutto. Il frutto del melone è voluminoso, di forma ovale o tondeggiante e sulla buccia sono visibili delle divisioni “a fette”. La buccia è pressoché liscia o appena rugosa, il colore può variare da un giallo pallido ai toni del verde. La polpa varia dal bianco all’arancio ed è succosa e molto profumata quando raggiunge la maturazione. La cavità centrale, fibrosa, contiene molti semi.I frutti si possono mangiare crudi sia come antipasto che come dessert. Si possono anche cuocere per ottenere composte e marmellate. Un buon melone deve essere profumato, esalare un profumo tipico che segnala la giusta maturità. La temperatura di conservazione non deve mai scendere al di sotto dei 5 °C.  N.D.R.


Caro amico lettore,
questo è un progetto aperto e accetta la collaborazione di chiunque abbia voglia di far circolare positività…
Inviaci le tue proposte (articoli, vignette, foto e video divertenti) e troverai una porta aperta dove far circolare le tue idee…POSITIVE!
Sostieni e diffondi l’unico e-magazine dedicato alle buone notizie e sorrisi!Scrivi a: buonenotizie@goodnews.ws
Inserisci sul tuo sito un link al nostro www.goodnews.ws

Share This Post