Sesso: 11 partner per ogni donna

In media il primo rapporto è a 18 anni.  L’amore? Si fa in undici. Non tutti insieme, ovviamente, ma si tratta in ogni caso di una media mondiale. Come riferisce un maxi-studio condotto sulle donne di tutto il pianeta tra i 16 e i 49 anni di età, è questo il numero di partner che il “gentil sesso” colleziona nella sua carriera amorosa. E non è tutto qui. Secondo un’altra ricerca, i rapporti sessuali non hanno più grandi legami con il romanticismo: le ragazze fanno sesso un po’ per noia, un po’ per sport. C’è anche naturalmente chi ha la soluzione pronta: la coppia che vive insieme da tempo, per mantenere viva la passione dei momenti d’oro, farà bene a stuzzicare il desiderio… dividendo le camere da letto.  I dati sul numero dei partner e sull’età media mondiale del primo rapporto sessuale da parte delle esponenti del gentil sesso vengono da una maxi-indagine condotta su 9.606 donne di tutto il pianeta, di cui 505 italiane. La ricerca è stata realizzata per approfondire quale conoscenza abbiano signore e ragazze su contraccezione e ormoni, e quali siano le attese e i comportamenti sessuali del mondo femminile. In media, le donne hanno indicato di aver avuto il primo rapporto sessuale a 18 anni. Scendendo nel dettaglio, il 17% confessa di averlo fatto prima dei 15 anni e il 32% prima dei 17. In tutto, quasi la metà delle donne che hanno partecipato all’indagine ha fatto sesso per la prima volta quando era ancora minorenne. E’ da sottolineare il fatto che le donne europee sono quelle che cambiano meno compagni nel corso della propria vita sessuale, con una media di 10 relazioni dichiarate.

La palma spetta alle asiatiche con 14,3% (ma il 73% delle intervistate ha preferito non rispondere), seguono le Sudamericane con 12, e le Nord americane, circa 11. Commenta Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano: ” Per questo è molto importante educare le giovani non solo alla contraccezione, ma anche alla protezione nei confronti delle malattie sessualmente trasmesse fin dalla più giovane età”. Un’esigenza particolarmente urgente visto anche il numero considerevole di partner che una donna colleziona nella sua vita amorosa:  nel 36% dei casi, si superano gli 11 partner sessuali, anche se questo accade nelle fasce d’età superiori, fino ai 35 anni: da questo momento in poi la vita di coppia diventa più stabile. Secondo i risultati, il 63% delle donne ha utilizzato un contraccettivo ormonale nella sua vita, mentre il 37% non ne ha mai assunto uno. In ogni caso, il romanticismo sembra avere poco peso nella vita sessuale femminile. Come rivela un altro sondaggio, condotto stavolta da due professori di psicologia dell’University of Texas, Cindy Meston e David Buss, si fa l’amore per noia o per convenienza. Come rivelano i risultati dell’indagine, pubblicati in un libro intitolato “Why women have sex”, tra i motivi per cui si fa sesso, le donne indicano con maggiore frequenza il fatto l’amore è una terapia naturale per alleviare il mal di testa, o per convincere il proprio partner a lavare i piatti, o ancora per combattere la noia, quando in tv non c’è nulla di interessante.

Insomma, la passione e l’amore sembrano non abitare più qui, almeno secondo le intervistate dai due psicologi: le signore interpellate dichiarano infatti di condividere il letto con qualcuno “per educazione” o magari per ricambiare un galante invito a cena. C’è addirittura chi considera il sesso un’esperienza mistica, in grado di avvicinare a Dio, o una sorta di vero e proprio allenamento di fitness: una delle 1.006 intervistate ha risposto ai sondaggisti sostenendo che fa sesso con il suo fidanzato soprattutto per migliorare le proprie abilità amatorie. E per far durare la passione e la buona salute di un rapporto di coppia, quando si è sposati o conviventi la soluzione è semplice: bisogna mantenere vivo il desiderio reciproco. A cominciare dalla non-condivisione della camera da letto. Dormire nello stesso letto, infatti, può creare problemi, oltre che relazionali, anche fisici. E’ di questa opinione lo specialista in disturbi del sonno Neil Stanley, che ne ha parlato in occasione del British Science Festival all’università del Surrey (Inghilterra). Secondo Stanley, fra le coppie che condividono il talamo i problemi del sonno sono del 50% più diffusi, con conseguenti danni alla salute. In effetti, ha ricordato l’esperto, dividere il letto è un’abitudine che si è diffusa a partire dalla rivoluzione industriale, quando le persone che si trasferivano dalle campagne alle città per lavorare in fabbrica erano costrette a vivere in spazi ristretti.  Precedentemente, in età vittoriana o nell’antica Roma, il talamo nuziale era solo il luogo dove consumare i rapporti sessuali: poi, ognuno si ritirava nella sua stanza. Certo, rassicura Stanley, se dormiamo beatamente insieme al nostro partner, non è il caso di fare cambiamenti, ma se il sonno è disturbato è opportuno separare non solo i letti, ma addirittura le stanze.  fonte tgcom.mediaset.it


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