‘Miracolo’ a Pisa: “Ti regalo la vita”

Bimbo rinato col rene del padre. PISA, 4 settembre 2009 – ANCHE l’ultimo tubicino se ne è andato via. E dal giorno dell’intervento, il 19 agosto scorso a Pisa con l’équipe del professor Ugo Boggi, Tommaso è cresciuto in altezza di 2 centimetri e mezzo. La sua vita è ricominciata. «Eravamo disperati, stanchi, scoraggiati. Ora invece lo guardiamo giocare sul letto dell’ospedale e ci sembra un miracolo — racconta la mamma Stefania M. — La prima notte dopo l’operazione che l’ho visto dormire tranquillo senza aghi e drenaggi, quelli che per dieci ore, ogni notte, da tre anni lo tenevano legato alla macchina della dialisi, è stata un’emozione fortissima, impossibile da spiegare». Tommy ha quasi 5 anni, è affetto da insufficienza renale cronica fin dalla nascita a causa di una malformazione, e non sa di essere stato protagonista del primo intervento di trapianto di rene adulto-bambino da vivente mai eseguito in Italia. Sa solo che tutti quei tubicini non ci sono più e che il tempo delle operazioni — sei interventi di cui uno a due giorni dalla nascita — è finito. Nessuno ancora gli ha spiegato che quella strana sensazione di leggerezza è merito di suo padre che gli ha donata un rene. Merito di Pier Enrico R., architetto di Alessandria, che per aiutare il figlio si è licenziato dal lavoro («senza alcun rimpianto») e di quel pentolone in continua ebollizione che è Facebook. «Al lavoro ci penseremo tra un po’ — dice Stefania, commercialista livornese che ha abbandonato anche lei la carriera in studio per riconvertirsi come consulente e avere più tempo per il bambino — Ora vogliamo goderci questa gioia e la normalità che ci attende. Portare Tommy al mare, questo è adesso il mio sogno: avrà fatto cinque-sei bagni al massimo in tutta la sua vita e non vede l’ora di poter passare un’intera giornata in acqua. Comunque se non avessi incontrato in rete Irene, tutto questo non sarebbe stato possibile».
Irene è la «sorella di Facebook», anche lei costretta nel 2003 a licenziarsi dall’impiego a Pisa (oggi vive a Cesenatico) per donare un rene al marito Luigi e diventare mamma — prima donna in Italia a battere questo record — pochi mesi dopo l’espianto. Aveva dovuto lasciare il lavoro perché incredibilmente in Italia non c’è una legge che tuteli la donazione da vivente, in sostanza non è riconosciuta l’assenza per malattia a chi offre un organo per aiutare un’altra persona. «A dicembre dello scorso anno il professore che aveva in cura Tommy al Gaslini di Genova — ricorda il padre di Tommaso, già in forma e pronto a correre i 22 chilometri della mezza maratona di Pisa, a ottobre — ci ha informato che il numero dei trapianti di organi era calato drasticamente. In sostanza non ci davano speranze. Presa dallo sconforto, mia moglie ha così fondato un gruppo su Facebook intitolato ‘Donazione organi: facciamo qualcosa’ che oggi conta 22mila iscritti. E’ lì che abbiamo incontrato Irene Vella». Un «uragano» che ha portato la famiglia di Tommaso fino al reparto di chirurgia generale e trapianti dell’uremico e del diabetico dell’ospedale di Cisanello a Pisa. DOVE alla domanda «Posso donare un rene a mio figlio?», il padre si è sentito rispondere finalmente «sì». Quindi il ricovero il 17 agosto, l’intervento il 19 e tra pochi giorni le dimissioni. Poi ci sarà la terapia antirigetto, qualche pastiglia da prendere ogni giorno per tutta la vita. Ma niente più tubicini.  fonte quotidianonet.ilsole24ore.com

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