Centinaia nuove specie animali scoperte nell’Himalaya

wwf_palloncino2Dieci anni di ricerca in un dossier Wwf. Un patrimonio di diversità biologica molto vulnerabile. Nell’Himalaya orientale sono state individuate più di 300 nuove specie. 244 piante, 166 anfibi, 16 rettili, 14 pesci, 2 uccelli, 22 mammiferi e 60 invertebrati vanno a incrementare la ricchezza biologica della regione che ospita la maggior parte della biodiversità della Terra. Tra il 1998 e il 2008, scienziati ed esperti di varie organizzazioni internazionali hanno analizzato un’area che si estende dal Buthan al nordest dell’India fino all’estremo nord del Myanmar, al Nepal e al sud del Tibet. Una zona aspra e inaccessibile che storicamente ha impedito il lavoro dei ricercatori. Ancora oggi, infatti, vi sono ampi territori biologicamente inesplorati. I risultati di questi dieci anni di ricerca sono pubblicati nel dossier del Wwf: “The eastern Himalayas, where worlds collide”.Tra le specie sconosciute la più importante, dal punto di vista scientifico, è un geco vissuto cento milioni di anni fa, tibet_Kailash_001ritrovato in una miniera nella valle di Hukawng, tra i monti Kumon e Patkai, a nord del Myanmar. Si tratta del fossile più antico appartenente a questa specie di rettili. Un’altra identificazione spettacolare è stata quella della piccola rana volante (Rhacophorus suffry), di un verde brillante, che utilizza le membrane dei suoi larghi piedi palmati per librarsi in aria. Nella zona è presente anche il cervo foglia (Muntiacus putaoensis) conosciuto anche come Muntjak, uno dei più piccoli tra i cervidi. Queste specie inedite, però, sono seriamente minacciate dal global warming e rischiano l’estinzione. Come spiega Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf: «Siamo di fronte a un patrimonio estremamente vulnerabile e fragile che rischiamo di perdere per sempre, a meno di non agire sin da subito contro i cambiamenti del clima. wwf_nuova_specieUn impareggiabile mosaico di diversità biologica, senza dubbio tra i più ricchi di tutto l’Oriente ». E in vista del vertice che si terrà a dicembre a Copenaghen, dove i leader mondiali si riuniranno per fissare un nuovo accordo sul clima, Mariagrazia Midulla, responsabile del programma clima ed energia del Wwf, sottolinea: «L’Himalaya potrà essere salvata da un trattato equo e coraggioso, fondato sull’alleanza tra Paesi ricchi e poveri contro la devastazione dei cambiamenti climatici alimentati, in questa parte del mondo, anche da un’incontrollata deforestazione». Salvaguardare l’Himalaya orientale significa, infatti, tutelare una diversità biologica impressionante che include 10mila specie di flora, 300 mammiferi, 977 uccelli, 176 rettili, 105 anfibi e 269 tipi di pesce d’acqua dolce. In questa regione, inoltre, si concentra il maggior numero delle tigri del Bengala (Panthera tigris tigris) e l’ultimo bastione del rinoceronte indiano. fonte terranews.it

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